Terremoto in casa Coldiretti?

Terremoto in casa Coldiretti?

Paolo Voltini è accusato di aver attuato “pressioni” sul personale del Consorzio Agrario di Cremona. Voltini si difende sostenendo di aver  operato nella legalità

 Un fulmine  a ciel sereno si è schiantato su uno dei più importanti uomini della Coldiretti.

Di Virgilio 20 maggio 2020 – E’ scattata ieri mattina la misura cautelare del divieto di esercitare attività imprenditoriale per dodici mesi nei confronti di Paolo Voltini, uomo di spicco della Coldiretti, la potente organizzazione sindacale agricola.  

E’ infatti presidente del Consorzio Agrario di Cremona (espugnato dalla roccaforte di Confagricoltura pochi anni orsono), nonché presidente di Coldiretti Lombardia e Coldiretti Cremona, ma è anche stato riconfermato, da aprile 2019, al vertice del Casalasco del Pomodoro, la grande cooperativa di produttori di pomodoro recentemente fuoriuscita dalla OI Pomodoro Nord Italia, titolare dei marchi POMI’ e De RICA.

La notizia, diffusa ieri, è il risultato di una indagine dei carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Cremona e personale della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica, che hanno dato esecuzione alla misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Cremona.

Da quanto è emerso dall’indagine, condotta in sinergia tra la Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica e il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Cremona, un sistema di spoil system è stato attuato da parte dell’attuale vertice del Consorzio Agrario, in modo che sarebbe risultato illecito.

Un metodo, quello dello spoil system, che si presume sia servito a collocare gli uomini di fiducia della dirigenza politica nei vari ruoli chiave che, almeno in forza della accusa, non sembra sia stato attuato nell’ambito della totale legalità. Le dichiarazioni a caldo

A sua difesa Paolo Voltini invece sostiene di essere tranquillo avendo agito nella legalità.

In attesa di approfondimenti dell’indagine, c’è solo da augurarsi che il sistema intimidatorio, che pare sia stato messo in atto da Paolo Voltini nella propria area di influenza, non sia una modalità diffusa e sistematicamente  adottata anche da altri analoghi vertici delle organizzazioni imprenditoriali.