Cereali e dintorni. Cosa porterà la fase 2?

Cereali e dintorni. Cosa porterà la fase 2?

Il mercato continua ad essere appoggiato a un fondo stabile con valori bassi e poco spazio a scendere, mentre molto spazio a salire.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 22 maggio 2020 – La fase due dell’accordo con la Cina non decolla, ma neanche le trattative sono ferme, anche se le esternazioni del Presidente Trump fanno temere il peggio. I fondi al momento non ci credono, sono fiduciosi e restano mediamente rialzisti.

Nel mercato domestico i consumi sono scarsi, debolezza e confusione sono predominanti sui mercati mentre solo le crusche restano in forte rialzo in quanto la molitoria è ai minimi di lavorazione, e questo sia per la bianca di tenero, che da duro, sia per quella gialla a mais che ha rallentato.

Girano le riserie ma producono meno cascami/pule/farinacci perché va molto il riso greggio e semi greggio. Orzo ancora in calo nonostante le previsioni per il prossimo raccolto siano pessimistiche e questo vale anche per il grano. Sta pesando l’incognita siccità, specie sull’Est Europa.

Il mondo delle farina di soya è su livelli di prezzi popolari; oggi un luglio 2020 dicembre 2021 gira intorno ai 328-330 per la proteica e 318-320 per la normale ma sembra non susciti più di tanto interesse e si che questo valore è dato principalmente dal cambio che ieri abbiamo visto, anche se per poco, di nuovo a 1,10. Stabili gli altri proteici, in rincaro i distiller sempre più difficili da reperire, stabili le polpe di bietola, e le buccette di soya.

Il mondo dei biodigestori è a caccia di biomasse ma purtroppo il momento non è a loro favorevole, dovranno attendere gli erbai primaverili…..oppure valutare matrici diverse dai cruscami e dal mais, e dai residui delle industrie alimentari che scarseggiano.

Il mercato è passato da una fase di rincaro da Covid, ad un fase di calo post emergenza e sembra entri in una fase apatica di fase due.

In realtà la situazione è molto pericolosa.

Sarà pur vero che diversi prodotti zootecnici sono in calo, ma qualcosa non quadra neanche nell’industria, e nemmeno negli importatori.

Sara la quiete prima della tempesta o è quella dopo la tempesta?

Sta di fatto che il mondo è cambiato e la speculazione sta scegliendo il nuovo campo; oltre al biotech e farmaceutico dove approderà l’immane massa finanziaria virtuale dei pochi paperoni? La gente dovrà pur mangiare, o no?

Indicatori internazionali 22 maggio 2020
l’Indice dei noli è risalito a 494 punti, il petrolio sfiora i 32,00 $/bar  e l’indice di cambio €/$ segna 1,0897 ore 12,15.

 

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