Traghettare l’impresa fuori dal guado del Coronavirus

Tra le evidenze che l’emergenza sanitaria ha portato alla luce c’è quella che tutte le attività produttive e commerciali hanno la necessità di ottimizzare al meglio le risorse aziendali a loro disposizione.

La sopravvivenza e la crescita di un’azienda dipendono anche dalle decisioni che ogni imprenditore o amministratore stabilirà, in particolar modo in una fase critica come quella attuale, decisioni che dipendono da scrupolose analisi dei processi produttivi, amministrativi e gestionali.

L’attuale contesto del mercato sempre più competitivo impone alle aziende di non navigare più a vista ma di dotarsi di strumenti di gestione come il budget per pianificare attentamente l’attività futura; quando ciò non avviene le imprese potrebbero incorrere in “sgradevoli imprevisti”: comprendere quando è troppo tardi che si lavora in perdita, fissare obiettivi non raggiungibili, fronteggiare un’emergenza dovuta a fattori esterni non considerati, etc.

L’impresa è in grado di valorizzare le risorse e ridurre gli sprechi solo attraverso il controllo di gestione, che consente di raggiungere gli obiettivi pianificati attraverso un processo analitico di misurazione di appositi indicatori.

Il controllo di gestione è un’attività che permette di verificare le performances di ogni reparto aziendale, i costi sostenuti e l’andamento generale dell’impresa.

L’implementazione di un efficiente controllo di gestione consente di determinare i punti di forza e di debolezza dell’azienda, trasferendo ai responsabili le informazioni utili per decidere:

  • la realizzazione dei programmi precedentemente definiti;
  • il miglioramento e ottimizzazione dei processi aziendali;
  • il taglio dei costi superflui e degli sprechi;
  • il potenziamento delle risorse che generano valore.

L’attuazione di tale procedura non è un’attività semplice, sicuramente non è un’attività che può concludersi seduti soltanto dietro una scrivania a km di distanza dall’azienda ed è necessaria una formazione ad hoc e l’utilizzo strumenti adeguati. Occorre innanzitutto analizzare i processi aziendali e ciò può farlo soltanto una persona dotata di una sensibilità manageriale atta ad individuare le migliori soluzioni ed a discernere la concretezza informativa dai “racconti” che solitamente girano nelle imprese. Un   buon Manager – che apporta le esperienze acquisite anche in altre realtà – oltre ad implementare un buon controllo di gestione potrebbe essere perfino il punto di unione tra l’imprenditore – impegnato nella produzione o nel marketing dell’attività – gli altri collaboratori aziendali ed il commercialista che – ovviamente – non vive pienamente la realtà dell’impresa.

Oggi in epoca Covid-19 occorre salvaguardare e far ripartire l’impresa e per far ciò è necessario mettere a punto un piano scritto per individuare le migliori strategie,   individuare gli scenari ( tempi di riapertura, volumi di fatturato, cash flow derivante dalla limitazione degli spostamenti e non ultimo le nuove abitudini a cui si andrà incontro). E’ necessario valutare bene i costi fissi e cercare il più possibile di condurre l’azienda in maniera liquida ( con la prevalenza di costi variabili sui fissi), reinventare il proprio modello di business in modo più snello e più liquido possibile. Come evidenziato poc’anzi è necessario dotarsi di una struttura che aiuti nella gestione della liquidità più efficacemente per affrontare un altro periodo di crisi (speriamo di no) e ciò è possibile grazie ad un’accurata pianificazione; quella stessa che può partire anche dalla forma giuridica, ma di questo e   quello di fare delle scelte che sinora non si sono fatte, ne parliamo nel prossimo articolo.