Cereali e dintorni. Mercati statici e nubi all’orizzonte?

Cereali e dintorni. Mercati statici e nubi all’orizzonte?

 

Da non perdere d’occhio in questo momento sono: il cambio e i volumi di vendita del mercato di Chicago sui semi di soya e farine.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 10 giugno 2020 –   Mercato ancora statico, Nonostante i tre acquisti della Cina e l’indebolimento del Dollaro il mercato non sta mostrando segnali di radicali cambiamenti.

Inoltre le dichiarazioni della banca mondiale che ammonisce “l’economia si contrarrà come mai era avvenuto dopo la seconda guerra mondiale” gettano acqua sul fuoco, ma certo non deprimo ulteriormente il mercato che è su basi solide.

Molti operatori sanno bene che presto o tardi la Cina dovrà comperare e dovrà farlo, volente o nolente, negli Usa, con conseguente ulteriore frenata delle spinte al ribasso e questo comporta che i fondi d’investimento mantengano posizioni sul comparto soya rialziste.

Il nostro mercato domestico registra: grani in calo seppur contenuto ma continuo, così per gli orzi, il mais è invece più fermo e tenuto, oggi la regione con più mais di riporto nazionale o estero è il Piemonte poi da li andando ad Est il mercato rincara.

Anche il mercato estero è ben più tenuto specie sul luglio agosto, gli arrivi camion su Brescia non scendono sotto i 185€ tonnellata su camion ribaltabili o w.f. Inoltre al porto ormai le rivendite sono sparite e a Ravenna non si scende più sotto il 180€ ed anche i magazzini interni sono in recupero….. sembra che il grande ingorgo di mais stia finendo

Occorre mettere in conto che a breve sul mercato arriveranno anche i cereali a paglia. Per i cruscami continua il momento di aumento della crusca in farina e dopo tanti anni si è registrata la crusca di tenero più cara di quella di duro, (infatti sono i molini a tenero a non lavorare) comunque la corsa sta per finire ma non è ancora ipotizzabile un crollo.

Molini a giallo anch’essi lavorano di meno quindi farine farinette e semole di mais più tenute. Il comparto proteici registra resistenze per le quotazioni del farine di girasole a basso tenore di proteine che sta andando in congiuntura, tiene la farina di colza. In offerta le farine di soya che sul disponibile a Ravenna e Venezia girano su dei minimi interessanti 310€ per la normale e 320€ per la proteica ma nell’apatia più totale: il 2021 circa a 316€ e 326€ sui 12 mesi partenza porti (alcuni operatori giocano d’azzardo sul ribasso e forse non considerano il rischio della valuta statunitense piuttosto ondivaga).

Fibrosi fermi, ben tenuti solo i foraggi dovrebbero cede quotazioni in quanto di merce ne arriva.

Attenzione invece ai disidratati che stanno andando in grandi quantità a paesi terzi extra Eu. Un altro obiettivo da attenzionare riguarda  gli utilizzatori di farine di soya Ogm free convenzionali perché sta risentendo del rincaro del seme convenzionale e sta entrando in congiuntura, in attesa del raccolto e da qui ad allora passano mesi non settimane.

Il mondo delle bioenergie cerca merce ma con scarsa fortuna, non è il momento Cruscami di grano e di riso e di mais cari, mais scondizionato quasi introvabile e comunque in aumento.

Da non perdere d’occhio in questo momento sono: il cambio e i volumi di vendita del mercato di Chicago sui semi di soya e farine. Il primo in questo momento ha effetti deprimenti sui valori di trasformazione, il secondo dato potrebbe essere quello dell’incendio che attendono i fondi.

Indicatori internazionali 10 giugno 2020
l’Indice dei noli è stabile a 714 punti, il petrolio sfiora i 38 $/bar  e l’indice di cambio €/$ segna
1,13770 ore 15,19.

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