La celebrazione del Ferragosto, dalle origini ai giorni nostri

La celebrazione del Ferragosto, dalle origini ai giorni nostri

Augustus von Prima Porta (20-17 v. Chr.), aus der Villa Livia in Prima Porta, 1863.

Di Mario Vacca Parma, 15 agosto 2020 – Il termine deriva dal latino feriae Augusti, “ferie d’agosto”.

Istituita nel 18 a.C. dall’Imperatore Ottaviano Augusto, questa festività si aggiungeva a quelle istituite nello stesso mese per inneggiare i raccolti e la fine dei lavori agricoli. I festeggiamenti d’agosto assumevano così la valenza del meritato riposo dopo le grandi fatiche dei mesi precedenti. In tutto l’impero si accendevano fuochi, si organizzavano giochi, corse di cavalli e gli animali da tiro vivevano il loro momento di gloria.

Il 13 agosto era inoltre il giorno dedicato al culto della dea Diana, patrona della luna e della maternità e quindi legata a doppio filo con i riti della crescita e della vegetazione.

L’usanza dei festeggiamenti prese così piede che, in età rinascimentale, il Ferragosto fu reso obbligatorio anche da decreti pontifici, tanto da farlo coincidere con la ricorrenza della dormizione e assunzione in cielo di Maria, madre di Gesù, dogma della religione cattolica (ampiamente discusso da Armeni, ortodossi e protestanti) ed infatti fu spostato dal primo (o dal 13 secondo alcune teorie) al quindici agosto da papa Pio XII il primo novembre del 1950.

Al giorno d’oggi Ferragosto è quindi il giorno di festa più importante di mezza estate, variamente celebrato nelle varie località d’Italia secondo i diversi usi e costumi della tradizione.

Secondo alcuni studiosi, la “tredicesima” degli odierni stipendi discende proprio da questa tradizione. In generale, come spesso accade in feste così antiche la distinzione tra le classi sociali tendeva a scomparire, e gli eventi con cui si rendeva omaggio alla fine del raccolto erano tra i più “democratici” di tutto l’anno, e non era affatto raro vedere il padrone ballare insieme al contadino.

Nei festeggiamenti del Ferragosto e dell’Assunzione di Maria in cielo ricompaiono ancor oggi nelle feste di tutta Europa, il cavallo (o l’esibizione equestre) e il fuoco.

La domanda che sorge spontanea è: cosa lega il culto mariano ai fuochi e all’esibizione dei cavalli?

Il Palio dell’Assunta di Siena è un esempio italiano. La risposta più immediata sembra essere riposta in una contiguità simbolica. Maria, la madre di Gesù, universalmente è la Madre Benedetta, la Santa Madre. Colei che va in soccorso, protegge i vulnerabili e non abbandona mai alcuno. Presente anche nelle culture arcaiche sud americane è Colei che indossa il manto delle frecce. Colei che accusa i colpi dell’Umanità dolente, e attraverso la morte del figlio, venuto per salvare il mondo, dispensa amore e consolazione.

Il cavallo, invece, per la potenza della sua corsa, non solo è associato al tempo, ma anche all’elemento dell’acqua e quindi alla potenza generatrice. Nella mitologia greca Pegaso, con il suo zoccolo, fece scaturire, vicino a un bosco di Muse, una sorgente, divenendo così il simbolo di una epifania divina. O manifestazione della divinità in forma visibile. I cavalli nella cultura orientale, percorrendo lunghe distanze, finiscono col disegnare archi temporali inimmaginabili, esattamente come gli uomini nel loro percorso terreno alla ricerca di grandi verità.

L’acqua, simbolo di fertilità soprattutto nelle torride notti agostane, è alla base di molte tradizioni collegate al Ferragosto. A Roma, ad esempio, fino a non molti decenni fa era uso comune allagare quasi completamente Piazza Navona ai primi di agosto, per offrire refrigerio ai cittadini e rievocare in qualche modo le antiche naumachie (battaglie navali che secondo alcuni storici si svolgevano nello stadio di Domiziano).

Infine il fuoco. Il fuoco è un elemento primordiale che avanza e recede dando luce, calore, magnetismo e forza. Espressione di sentimenti forti, con Pitagora è rappresentato dal numero sette e, in quanto perfezione dinamica, è sacro per eccellenza.

Sette furono i giorni della creazione. Sette sono i colori dell’arcobaleno. Sette sono le porte dell’anima. Sette sono le note musicali. Sette furono i grandi Maestri nella cultura indiana. Sette è il numero che incarna l’unione tra la terra e il cielo. Sette è simbolo di pienezza e completezza, elementi che ancora una volta ci riportano, anche attraverso le Sacre Scritture, alla Santa Madre.

Ferragosto è tutto questo. Il culto della Madre di tutte le madri che, dando alla luce il seme della vita, ha acceso un fuoco destinato a non spegnersi mai, proprio come la volontà del cavallo al galoppo che ha finito col disegnare le traiettorie della vita.

Che siate al mare o in montagna, in campagna o in città, soli o in compagnia, Ferragosto merita di essere festeggiato come un glorioso inno alla gioia. Perfetta rappresentazione di ciò che è stato e ciò che sarà.

Vi lascio quindi con gli auspici per un Buon Ferragosto!

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Chi è Mario Vacca

Mi presento, sono nato a Capri nel 1973, la mia carriera è iniziata nell’impresa di famiglia, dove ho acquisito la cultura aziendale  ed ho potuto specializzarmi nel management dell’impresa e contestualmente ho maturato esperienza in Ascom Confcommercio per 12 anni ricoprendo diverse attività sino al ruolo di vice presidente.
Queste capacità mi hanno portato a collaborare con diversi studi di consulenza in qualità di Manager al servizio delle aziende per pianificare crescite aziendali o per risolvere crisi aziendali e riorganizzare gli assetti societari efficientando il controllo di gestione e la finanza d’impresa.
Nel corso degli anni le esperienze aziendali unite alle attitudini personali mi hanno permesso di sviluppare la capacità di anticipare e nel contempo essere un buon risolutore dei problemi ordinari e straordinari dei miei clienti.
Per migliorare la mia conoscenza e professionalità ho accettato di fare esperienza in un gruppo finanziario inglese e, provatane l’efficacia ne ho voluta fare una anche in Svizzera.
Queste esperienze estere hanno apportato conoscenze legate al Family Business, alla protezione patrimoniale tanto per le imprese quanto per i singoli imprenditori ed all’attenzione per l’armonizzazione fiscale tra le diverse realtà ed al rischio d’impresa.
Mi piace lavorare in squadra, mi piace curare le pubbliche relazioni e, sono convinto che l’unione delle professionalità tra due singoli, non le somma ma, le moltiplica.
Il mio impegno è lavorare sodo ma, con etica, lealtà ed armonia.

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