Il profilo del Covid-19 e l’odio sociale incalzante.

Il profilo del Covid-19 e l’odio sociale incalzante.

Di Lamberto Colla Parma, 30 agosto 191esimo giorno dell’anno 1 dell’era  COVID-19 e 172° pandemico – domenica – 

Sono trascorsi 191 giorni dalla comparsa di Covid-19 in quel di Codogno e ormai abbiamo, in buona parte, compreso i comportamenti e l’efficacia, tanto da poterne costruire un profilo.

Giunto con furore dalla Cina direttamente in pianura padana, ufficialmente dal 23 febbraio seppure ormai sia stato accertato che da diversi mesi prima circolava per meglio prendere coscienza del nuovo paese ospitante, il Covid-19 ha fatto strage.

35.000 decessi in Italia dei quali circa 200 tra medici e sanitari e ormai è prossimo il primo milione di morti in tutto il mondo. 

Ma forse i numeri reali li potremo conoscere solo tra una decina d’anni quando verrà rimosso il pesante velo che ogni Paese ha messo sui propri dati e sulle proprie conoscenze in merito al virus, in barba alla dichiarata collaborazione internazionale, derogata persino dalla stessa OMS.

La caccia all'”oro” si è scatenata e sono ben 34 i centri di ricerca che stanno correndo per offrire per primi il “vaccino“.

Un dramma mondiale che ha messo in ginocchio varie economie e in Italia si sono già manifestati pesantissimi segni di crisi, dai fallimenti sino al suicidio del giovane ristoratore fiorentino.

In questa tragedia collettiva, segnata da 90 giorni di costrizione in casa (lockdown), quello che era sperabile è abortito ancor prima di esser fecondato.

Amore e pietà, solidarietà e comprensione sono rimasti emarginati persino dalle chiese.

Invidia sociale, arroganza, maleducazione e presunzione hanno invece prepotentemente invaso la società o quantomeno i media, convenzionali, digitali e social. 

Quasi tutte le testate convergono a descrivere una azione politica governativa “eccellente” mentre sui social si scatena la rabbia collettiva e il dialogo politico, anche quello ufficiale, risulta invece inqualificabile.

Un esempio eclatante lo abbiamo riscontrato con il ricovero di Flavio Briatore che, per quanto poco simpatico possa risultare ai più, non giustifica la marea di insulti, conditi di auguri di morte (“Un fascista di meno” un leone da tastiera commentò nelle prime ore), e i “meme” si sono sprecati coinvolgendo anche l’amica Santanché che diffuse la notizia del ricovero per prostatite.

Il tutto è accaduto quasi in coincidenza con  le nuove disposizioni che obbligano l’uso delle mascherine dalle 18,00 anche in strada, la chiusura delle danze e non delle discoteche come erroneamente divulgato, per cui le discoteche possono fornire tutti i servizi di prima ma non è possibile ballare, mentre si sta ancora discutendo di come e soprattutto sull’opportunità di riaprire le scuole, trasportare gli studenti e come ospitarli negli edifici fatiscenti (il 25% è stato costruito prima del 1946) ma con banchi a rotelle che arriveranno, forse, a febbraio.

Un’emergenza reale e una virtuale di cui poco si riesce a comprendere completamente per cui, seguendo la cronaca quotidiana del governo e della politica, viene facile descrivere il profilo “strampalato” del “Covid-19”.

Un virus goliardico che ama le apericene, sin dall’inizio della sue manifestazioni italiche percorrendo in lungo e in largo i “navigli” della Milano da bere che #Milanononsiferma, dove fece anche conoscenza del segretario DEM Zingaretti. Un virus certamente amante del ballo ma che disdegna le feste dell’Unità, mentre apprezza l’esclusività della Costa Smeralda e di altre amene località sarde, (non sembra invece apprezzare Capalbio, meta dell’elite di sinistra.

Un Virus colto o quantomeno scolarizzato, si prevede che sarà molto presente nelle scuole al punto che rischiano di non riaprire, che non ama i mezzi pubblici, che potranno perciò liberamente essere riempiti potendo considerare “congiunti” anche i compagni di classe. 

Un virus borghese quindi, con tendenza politica di destra e probabilmente razzista. 

Un virus, al di là delle forzature sdrammatizzanti di cui sopra, dal quale occorre proteggersi ma dagli effetti estremamente lontani dal periodo acuto, dove si contavano tra 800 e 1.200 morti al giorno, con le terapie intensive strabordanti di urgenze contro i 1.200 casi di positività, registrati con 90.000 test giornalieri, dei quali circa la metà risultano asintomatici e una mortalità ridotta praticamente a zero.

Ciononostante, quello che certi scienziati di parte, le testate giornalistiche schierate (praticamente tutte) cercano di far percepire è la continuità della gravità dell’emergenza.

Sono dati NON confrontabili che, così posti, offendono l’intelligenza delle persone e funzionali a mantenere un pubblico allarme ingiustificato

Il numero di contagiati (a fronte di un gran numero di tamponi) con morti reali del passato (e limitato numero di tamponi, dando per scontato che i morti fossero per coronavirus) non possono essere posti a confronto, salvo dichiararne la fine dell’emergenza e la continuità della fase di monitoraggio e di prudenza

Ma il tamburellare continuo di questa similitudine arriva a convincere del contrario, promuovendo oltremodo un clima di terrore in una popolazione già pesantemente provata.

E si sa, il terrore frena, sino a inibire completamente, ogni iniziativa privata o imprenditoriale , contribuendo così a affossare ancor più l’economia e il distanziamento sociale sarà la norma e il basamento per una ulteriore separazione tra ceti con conseguente inasprimento delle differenze e dei contrasti sociali. 

Odiare il ricco (vedi Briatore ) è il sintomo di un ritorno al più becero comunismo di un tempo, non più di casa nemmeno in Cina, ma che sta conquistando invece la penisola.

L’odio non è solo nelle menti dei leoni da tastiera, ma anche nelle firme dei giornali più autorevoli, dalla “Selvaggia” a Scanzi e Travaglio per arrivare a una firma di Repubblica come Paolo Berizzi che in un tweet richiama persino il Karma a giustificare l’alluvione veronese, che solo per un miracolo non ha fatto vittime, (“I loro concittadini nazifascisti e razzisti che da anni fomentano odio contro i più deboli…”).

Odio e invidia stanno montando esponenzialmente in questo Paese già sufficientemente tormentato anche da politici (UE compresi) non all’altezza delle problematiche e incoscienti della realtà urbana e suburbana.

(#Parmanonsiferma e altrettanto Milano e Palermo nello scorso febbraio. Poi…)

Link:

https://movieplayer.it/news/flavio-briatore-sua-prostatite-diventa-meme-film-spot_85780/?fbclid=IwAR3OEKwB_ackHeztx17PUXA2qEXGFrz3hFsbabJFCknNPvrX3Dpp7kzaf2w

https://www.agi.it/cronaca/news/2020-08-28/briatore-positivo-covid-sentiment-social-negativo-9513388/

https://www.facebook.com/partitodemocratico

https://www.ilsussidiario.net/news/paolo-berizzi-nubifragio-verona-karma-contro-i-fascisti-meloni-che-vergogna/2062501/

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