Cereali e dintorni. Nuovi fattori spingono in alto i prezzi.

Cereali e dintorni. Nuovi fattori spingono in alto i prezzi.

Lunedi scorso scrivevamo “la tempesta perfetta continua e i segnali indicano  che potrebbe proseguire sino ai prossimi raccolti del Sud America” e ora aggiungiamo che altri fattori stanno giocando sulla scia incrementale: scioperi dei portuali in Argentina e il sentore diffuso che gli aumenti terranno fa sì che si sia creata nella base produttiva la psicosi della ritenzione alla vendita.

di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 15 ottobre 2020 – Purtroppo ci resta poco da fare se non attendere che i fondi prendano profitto, seppure gli aumenti continuano anche mentre scriviamo.

Nel mercato interno Segnaliamo che oltre agli aumenti derivanti dai mercati internazionali si aggiungono: gli aumenti di diversi sottoprodotti in quanto l’industria primaria, esempio quella molitoria da grano, ma anche alcune estrattive non lavorano a pieno ritmo; il pensiero diffuso “non vendo perché tanto aumenta” crea ancora più tensione. Stanno infatti scomparendo anche le rivendite di farina soya e di altri proteici rese molto profittevoli per i venditori dall’aumento violento avuto, e profittevoli per i compratori che rispetto alle così dette “prime mani” risparmiavano molto. Ulteriore tensione sta avanzando anche dai mercati dell’Est dove agli aumenti registrati si assomma a una crisi della logistica gommata, rallentata dalla difficoltà di coprire i rientri e questo si somma alle problematiche Covid esaltando perciò l’effetto rincarante.

A tal riguardo si segnalano che già da giorni molti venditori esteri hanno stornato posizioni, o hanno ricomperato il cereale venduto, e questo sta succedendo anche sulle farine di soya con riacquisti delle prime mani sino a marzo – aprile. In effetti è più conveniente per loro dato che il rimpiazzo cioè il prezzo base d’origine più il nolo (trasporto) quota di più che non il mercato interno.

Per tutto quanto sopra esposto è consigliabile rispettare franchigie e tempi di pagamento, ma anche a fare scorte di prodotto perché vari fattori stanno contingentando la logistica in ingresso, specie via camion. Le transazioni si dimostrano complesse per la distonia che si riscontra tra i prezzi in aumento e il mercato che non assorbe le quantità.  Questo, oltre alle transazioni, aumenta i rischi.

Per il mondo dei Biodigestori, opportunità su farine di mais e vari prodotti, che adesso abbondano in quanto molti hanno trinciato o pastone, ma sarebbe comunque meglio fare coperture adesso che sono in pochi ad agire sui sottoprodotti piuttosto da marzo aprile in poi quando gli operatori attivi si affolleranno.

Indicatori internazionali 15 ottobre 2020
l’Indice dei noli è sceso a 1.637   punti, il petrolio sfiora i 40 $/bar  e l’indice di cambio €/$ segna 1,17440 ore 09,10.

 

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(*) Noli – L’indicatore dei “noli” è un indice dell’andamento dei costi del trasporto marittimo e dei noli delle principali categorie di navi dry bulk cargo, cioè quelle che trasportano rinfuse secche. Il BDI può anche costituire un indicatore del livello di domanda e offerta delle rinfuse secche.

Mario Boggini – esperto di mercati cerealicoli nazionali e internazionali – (per contatti +39 338 6067872) – Valori indicativi senza impegno, soggetti a variazioni improvvise. Questa informativa non costituisce servizio di consulenza finanziaria ed espone soltanto indicazioni-informazioni per aiutare le scelte del lettore, pertanto qualsiasi conseguenza sull’operatività basata su queste informative ricadono sul lettore.

Officina Commerciale Commodities srl – Milano

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