La straordinaria forza delle parole.

La straordinaria forza delle parole.

Di Lamberto Colla Parma, 25 ottobre 2020 314esimo giorno dell’anno 1 dell’era  COVID-19 e 228° pandemico – domenica –

Il fine ormai è raggiunto. Il nuovo lockdown è prossimo e il ritorno in circolazione della fatidica “Autocertificazione” ne è una testimonianza diretta.

Il clima di terrore, che da oltre un mese è stato diffuso con una costanza e ridondanza terrificante attraverso le 8 reti unificate, ha avuto effetto. 

Ormai la gran parte delle persone è pronta a accettare, passivamente, la prossima chiusura, quel “lockdown”, che ci ha accompagnati in quei tragici e nefasti mesi di marzo, aprile e parte di maggio. 

Dapprima si iniziò con un tamburellare di numeri a casaccio pur di far “nebbia” e mettere le basi per dare il colpo finale. La conta dei tamponi positivi in costante crescita in ragione della costante crescita dei test effettuati, poi il confronto con “maggio” prima e poi con “aprile” nel tentativo di radicare nelle teste delle persone, già spaventate, la gravità di una situazione ancora lontana da arrivare, e infine  è l’incremento del tasso tra tamponi effettuati e casi di positività, a allarmare la gente. 

A tale proposito apro una parentesi e pongo una domanda: “Ma nel numero totale dei tamponi e conseguentemente dei valori positivi riscontrati, rientrano tutti? Quindi anche quelli ripetuti volte e volte sul medesimo soggetto, come il Ronaldo o la Pellegrini della situazione? “. 

Se così fosse, e ne sono praticamente certo, il tasso di contagiosità si ridurrebbe ancor più drasticamente.

E a tal proposito val la pena di ascoltare le dichiarazioni del Prof. Giorgio Palù dell’Università di Philadelphia che ben inquadra il problema e illustra il significato reale dei termini; positività, contagiosità, sintomatico e asintomatico, piuttosto che malato  ecc… e gli usi impropri che se ne fanno.  Il cattedratico, che è stato il  fondatore la Società Italiana di Virologia ed è stato per sette anni presidente di quella europea, che ha ricevuto tre premi Nobel, interviene a gamba tesa anche sui talk show pseudo scientifici e sulle competenze delle “star” che calcano tutti i palcoscenici raccontando ciò di cui non sanno compiutamente.

Ora torniamo invece all’uso scientificamente scorretto delle parole e dei numeri, strumenti terribili di diffusione del terrore.

 Inizialmente si utilizzò il termine inglese per, meno incisivo, per abituare la gente a stare a casa. Lockdown invece di chiusura era un termine più “figo”, più accettabile dalla massa di popolazione che da un giorno all’altro si era trovata ad affrontare una situazione di estrema gravità e oggettiva insicurezza sanitaria, determinata dalle inefficienze e ritardi mostruosi degli interventi di prevenzione governativi, sostituito poi con l’attuale e italianissimocoprifuoco” di storica bellica memoria. Di “Pippo” ancora si parla, di quel terrificante rumore del bombardiere bimotore notturno che incalzava le truppe tedesche verso la fine della seconda guerra mondiale e “bombardava” ogni luce che vedeva accesa. “Pippo” è ancora negli incubi notturni dei tantissimi che sono stati testimoni di quella guerra e che del “coprifuoco” conoscono bene il significato e perciò immediatamente ne associano il rischio e la pericolosità. 

Una pericolosità, che nel caso di questa pandemia, viene ancor più  “celebrata” dalle migliaia di persone (non uniche come prima evidenziato) risultate positive al tampone delle quali il 94% risultano asintomatiche o con lievissimi sintomi.

Ma l’effetto è ottenuto, almeno per una gran parte della popolazione, pensionati e anziani per lo più, che con il “coprifuoco” rivivono un’esperienza terribile.  

Comprensibile quindi l’intervento di Ornella Vanoni, la cui età l’inquadra proprio nella esperienza bellica, che affermava nei giorni scorsi che  “C’è il coprifuoco perché siamo in guerra”   mentre poco prima, commentando la situazione dei contagi in Lombardia, aveva dichiarato “Mi viene da piangere”.

Già, perché Lei come tantissimi ex bambini e ragazzini, le bombe le hanno sentite sibilare mentre scendevano sulle loro teste, esplodere a pochi passi e con esse si son visti portar via fratelli, genitori o amici.

Invocare la parola “Coprifuoco”, adesso è immorale!

E allora dove sono finiti i cultori del Politically  Correct ? Quelli che impongono “Architetta” per identificare il genere femminile della professione, o di Assessora e via di seguito, piuttosto che “nero”, perché con la “g” è offensivo come sono offensivi certi cioccolatini “moretti” (ritirati dal commercio in Svizzera) o razzista il film “Via Col Vento” con il quale però, guarda caso,  l’interprete di colore vinse l’oscar (Hattie McDaniel  è stata una cantante e attrice statunitense, vincitrice dell’Oscar alla miglior attrice non protagonista nel 1940 con Via col Vento). 

Oggi con la parola COPRIFUOCO invece, questi precisini, sono tutti allineati nell’appoggiare il clima di terrore utile a far tacere chiunque avesse pretese di opporre delle osservazioni contrarie. La critica, intesa come discussione, ovvero “Facoltà intellettuale che rende capaci di esaminare e valutare gli uomini nel loro operato e il risultato o i risultati della loro attività per scegliere, selezionare, distinguere il vero dal falso, il certo dal probabile, il bello dal meno bello o dal brutto, il buono dal cattivo o dal meno buono” per dirla come la “Treccani”, è alienata!

Oggi, come in tempo di Guerra, al “Coprifuoco” sono associate intimidazioni, pene e premi (delazioni). Insomma, questa volta la parola assolve al significato intero e corretto del termine e viene utilizzata dai detentori del potere nella misura ideale.

Ed è proprio questo che spaventa!

Ma forse non spaventa solo il sottoscritto, altrimenti non si comprenderebbe il motivo della convocazione per il prossimo martedi 27 ottobre del Consiglio Supremo di Difesa da parte del Capo delle Forze Armate e Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Che ci siano dei focolai di ribellione (Napoli è stato un antipasto?) ben più pericolosi del COVID19? 

C’è da non augurarselo, ma a tirare la corda, il rischio che si strappi non si può escludere. Continuare a  etichettare di negazionismo coloro che pretenderebbero la verità, bella o brutta che fosse, e una informazione con dei  “front-men” autorevoli e non dei quaquaraquà qualsiasi, non credo che sia il modo migliore per rapportarsi con il “popolo sovrano” come la nostra Costituzione intenderebbe garantire.

Oriana Fallaci sosteneva che “Ogni persona libera deve essere pronta a riconoscere la verità, ovunque essa sia”… Ma siamo sicuri che ciò sia ancora di moda nella nostra politica?

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LINK:

https://www.failatuaparte.emr.it

Giorgio Palù: https://youtu.be/y0iR60KhWok

https://www.gazzettadellemilia.it/salute-e-benessere/item/29582-covdi-19-da-oggi-il-via-alle-nuove-restrizioni-che-rimarranno-in-vigore-per-30-giorni.html

https://www.combattentiereduci.it/notizie/chi-era-pippo-il-misterioso-bombardiere-notturno

https://www.gazzettadellemilia.it/politica/item/27322-c-era-una-volta-un-virus-tanto-buonino%E2%80%A6%E2%80%9D.html

https://www.fanpage.it/milano/milano-ornella-vanoni-ce-il-coprifuoco-perche-siamo-in-guerra/

https://digilander.libero.it/lacorsainfinita/guerra2/44/coprifuoco.htm

https://www.quirinale.it/elementi/50811

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https://www.gazzettadellemilia.it/politica/item/29542-il-covid-conferma-il-detto-%E2%80%9Cparenti-serpenti%E2%80%9D.html

https://www.ilgiornale.it/news/politica/cacciari-e-lacrime-tv-piango-italia-disperata-s-patrimoniale-1896597.html

https://www.vaccino-antinfluenzale.it/

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