Dove ci porta la degustazione – Le Mesnil Sur Oger

L’Equilibrista intervista Andre Senoner – Il racconto su Le Mesnil sur Oger 

da L’Equilibrista @lequilibrista27 Parma 15 febbraio 2021 –  Le Mesnil-sur-Oger è un comune francese di soli 1.236 abitanti, situato nel dipartimento della Marna nella regione del Grand Est ed è certamente conosciuto per i suoi vigneti di Chardonnay come vedremo meglio con l’aiuto del nostro esperto Andrè Senoner più nel dettaglio. 

Si tratta di una Cittadina tranquilla, dominata dalla chiesetta in stile romanico di Saint Nicolas e per gli appassionati non manca certo un bellissimo museo del vino – Musèe de la Vigne et du vin. 

Ciao Andrè, cosa ci puoi dire di questa zona che ti ha più colpito?

Nella Côte de Blanc patria di eccellenza di sua maestà lo Chardonnay non vi sono particolari sottozone, qui i village e il loro sottosuolo dettano le regole.

Vigneti a Le Mesnil-sur-Oger

Oggi vi parlo del teatro di Le Mensnil-sur-Oger dove possiamo trovare un suolo in cui gesso e minerali specialmente di questo village tra i più conosciuti della Côte de Blanc, celebre grazie ad alcune Maison che hanno dato vita a grandi Champagne leggendari basti pensare a Salon e Krug su tutte. Qui il gesso del sottosuolo assorbe il calore dei raggi solari e come una riserva idrica la rilascia nei periodi più siccitosi. 

Una curiosità che condivido con voi è che pensate ci sono 435 ettari vitati di cui 432 coltivati Chardonnay con 75 diversi lieux-dits. 

Tra le cantine di rilievo che penso valga la pena citare abbiamo: Stephane Regnault, J.L. Vergnon e Pertois-Moriset.

Stephane è una storia appena iniziata ma che farà parlare di sé, prime annate messe sul mercato nel 2014 dopo alcune esperienze nel mondo del vino che ci sono vicine, perché Stephane ha lavorato come sommelier a Londra e per uno studio di ingegneria aerospaziale pensate. Poi nel 2007 torna a casa e si mette in gioco con le vigne del padre che all’epoca erano conferite ad una cooperativa. Amante della musica jazz lo si nota particolarmente nelle sue etichette che ricordano le note musicali con un richiamo alle costellazioni in nome del suo passato di studi sul tema.  

Clément e Didier sono cugini e ad oggi si trovano alla guida di una proprietà di 5,5 ettari vitati. Lavorano in modo molto organico e prediligono la produzione di bollicine con dosaggio molto basso, tanto che per chi cerca uno Champagne verticale, questa è la scelta giusta perché qui mineralità e salinità son il mantra di questa realtà di N.M.

Cecilie, figlia dei proprietari e il marito Vincent Bauchet chef de cave e mente della cantina dal 2013, portano avanti la lunga tradizione della cantina nata dopo l’unione dei due rami famigliari dei Pertois e Moriset sodalizio che va avanti dal 1951. Vini senza malolattica e che sono allevati su appezzamenti nelle lieux-dits di Les Jutees, Haut d’Aillerands’ e Les Jeamprins da cui vengono prodotti altrettanti champagne parcellati. La curiosità è che il fondo ed il cercine della bottiglia riportano il nome della cantina in rilievo, con addirittura i tiraggi del 2015, quindi una vera chicca.

Champagne Grand Cru Lydien n°29 Extra Brut s.a, 100% Chardonnay (cuvée 2015 e 2014) 

(Foto 1)

Champagne che nasce nella parcella di Le Chemin de Flavigny esposizione sud, quindi zona colpita da forti correnti calde. Dopo passaggi in inox e barrique durante la fermentazione si passa ad una malolattica completa. Curiosità è che il numero 29 della cuvée corrisponde alle annate 15 +14 =29 pensate.

Straordinaria freschezza di verticalità tagliente come la natura dei vigneti di Le Mesnil-sur-Oger e burro salato

Abbinamento con Risotto mantecato in cipolla caramellata con aceto accompagnato con spuma di al graukäse (formaggio tipico della Val Aurina) e crumble di pane.

Champagne Grand Cru Blanc de Blanc Eloquence Extra Brut s.a, 100% Chardonnay (cuvée 2016 + vin de réserve)

(Foto 2)

Questo Champagne si fa notare per le sue sensazioni acido-minerali, quindi se si amano Champagne molto secchi questo e l’ideale. La freschezza e molto dissetante, ecco perché ne risulta uno champagne adatto sia come aperitivo ma che offre grandi emozioni anche gastronomicamente per gli abbinamenti. 

Abbinamento con Waffle belga rivisitato utilizzando il midollo di cervo nell’impasto servito con creme fraiche fatta in casa e uova di coregone.

Champagne Grand Cru Les Jutées BdB 2012 Extra Brut, 100% Chardonnay (cuvée 2015 + vin de reserve)

(Foto 3)

 

Prime piante risalenti al 1979, dopo una sosta di 9 mesi sulle proprie fecce un affinamento di 6 anni. E un naso ricco in quanto spesso e intenso, elagante dato dall’ intreccio di grassezza, frutto (mela e agrumi). Rispetto ai molti vin du Champagne di Le Mesnil, non è tagliante ma peno anzi stupisce per una ricchezza grassa e cremosità della crema pasticcera al limone con un touch tropicale. Al palato e molto rotondo, denso nei suoi giochi di agrumi e mineralità.

Abbinamento con Trippa di vitello cotto nel latte su crema di sanguinaccio e perle di mela verde ghiacciate.

L’Equilibrista@lequilibrista27