Il volto più oscuro e violento della sinistra. 

Il volto più oscuro e violento della sinistra. 

Progressista, riformista, populista, DEM (democratica), pacifista  e chi più ne ha più ne metta di aggettivi “luminosi” per etichettare la sinistra degli ultimi decenni.

Di Lamberto Colla Parma,  21 febbraio 2021 349esimo giorno dell’anno 1 dell’era  COVID-19 – domenica – 

Che è rimasto di quella sinistra veltroniana, quella della svolta a stelle e strisce, moderna, pacifista  e pronta al dialogo con tutti.

Di fatto niente o meglio solo il desiderio di “governo”, non più quindi di sola opposizione, e la maschera “buonista”, rappresentata di volta in volta dai  volti “paciosi” di Prodi, Bersani o dallo Zingaretti di turno, sempre più frequentemente cade e mostra il volto vero dell’iniquità.

 

La “Falce e Martello” sono sempre pronti  a difendere, con la violenza, l’egemonico pensiero sinistro. Una volta possono essere i centri sociali, altra volta la versione “social” delle “sardine” ma il sentimento di dura repressione a chi non la pensa come loro emerge e si auto protegge anche grazie alla copertura di una parte di magistratura compiacente e strumentale alla politica DEM.

 

Pronti a rimarcare ogni qualsivoglia atto, giusto o scorretto, dell’opposizione ma muti quando macroscopici errori coinvolgono essi stessi stessi.

 

Ad esempio non ho sentito nessuna “Boldrini” o altra delle tante “passionarie” di sinistra lamentarsi della mancata rappresentanza femminile socialista. Proprio il PD si è dimenticato di proporre una sola “donna” da inserire nel pacchetto di Governo, nemmeno una per salvare la faccia.

Ma silenzio. 

Quelle stesse pronte a denunciare l’uso al maschile di una professione rappresentata da una donna sono rimaste sonoramente e vergognosamente zitte, a dimostrazione, se ancora ce ne fosse stato bisogno, che giustizia e equità sono solo di parte, di quella parte, perché le altre, quelle rappresentate da coloro che la pensano diversamente, non esistono e, potendo, vorrebbero annientarle con ogni mezzo.

 

E allora risulta indispensabile, affinché la società mantenga un aspetto democratico e non intraprenda pericolose derive “Fascisto Comuniste”, rimarcare ogni episodio di violenza perpetrato ai danni di qualcuno.

 

Solo pochi giorni fa, in un precedente editoriale, avevo concluso invitando a sotterrare l’ascia di guerra e a rivolgere medesima e comune attenzione a tutte le vittime delle ingiustizie, dall’Olocausto ovviamente alle Foibe e infine anche alle vittime meno note ma comunque numerose delle “marocchinate”, al fine di trovare un comune sentimento per intraprendere una strada che potesse portare l’Italia fuori da una situazione di crisi economica, ma soprattutto sociale.

 

Insomma un invito a recuperare quel sano sentimento “patriottico” che potrebbe illuminare le politiche dei diversi partiti e movimenti, pur salvaguardando le differenze che legittimamente identificano le diverse anime.

 

Sembra impossibile che non possano esservi obiettivi da condividere e sui quali negoziare le modalità per raggiungerli per il bene della collettività.

 

Sembra impossibile ma così, purtroppo lo è.

 

E così, a poche ore di distanza da quell’invito (ancora doveva essere pubblicato l’editoriale), in occasione della presentazione del libro dedicato a Norma Cossetto, un’incursione di anonimi maleducati e violenti hanno disturbato con bestemmie, immagini pornografiche e vari inqualificabili rumori, il convegno “web” che si stava celebrando.

Ma è ancor andata bene, perché in altri luoghi d’Italia si arrivò addirittura a minacce di morte. 

Invece, molto più democraticamente in terra emiliana, il PRC (Partito di Rifondazione Comunista) di Parma ha fortemente contestato l’ipotesi di intitolare una strada alla martire istriana, in quanto 

“ritiene grave e inaccettabile il voto del Consiglio Comunale di Parma nella seduta del 15 febbraio 2021 a favore di una mozione presentata dalla Lega Nord per l’intitolazione di una via di Parma a Norma Cossetto” e prosegue il comunicato ,”Oltre al fatto che esiste già una via della città dedicata ai “martiri (termine che nemmeno la legge 92/2004 utilizza in alcun passaggio) delle foibe del ’43 e ’45”, non sono del tutto chiare le circostanze della morte di Norma Cossetto, alla quale nel 2005 è stata conferita dalla Presidenza della Repubblica la medaglia d’oro al merito civile. In merito a questa onorificenza la Commissione Toponomastica del Comune di Reggio Emilia ha chiesto di rivedere l’istruttoria dell’assegnazione fatta a suo tempo a Roma e di poter accedere ai suoi atti. La Federazione di Parma del Partito della Rifondazione Comunista chiede che anche la Commissione Toponomastica del Comune di Parma proceda in questa domanda di riesame.

 

Un episodio di burloni? No di certo! 

Tant’è che meno di una settimana dopo, mentre era in corso la presentazione del libro “L’avvocato Ribelle“, ecco che si ripete l’incursione violenta e disgustosa, replica della precedente. 

Bestemmie e urla, imprecazioni e suoni assordanti, immagini d’alta pornografie e altre di atrocità verso uomini (un cane che mangia le zone molli di un uomo nudo, trattenuto a terra, ormai inanime da altro uomo) e così via.

Insomma, è andata in scena una violenza inaudita alla quale questa volta ho assistito in diretta facendo parte dei relatori invitati.

 

Un’incursione che ha avuto parziale successo,  in quanto è stato impossibile recuperare tutti i presenti per portarli su un nuovo indirizzo di Google Meet, ma che non ha impedito il completamento del programma di relazioni di elevato interesse culturale e sociale.

 

Questo è il sentimento di democrazia che sostiene una certa sinistra, dalla quale peraltro i DEM non riescono a liberarsi. 

Vogliamo dare un aiutino ai nuovi sinistrorsi?

Perché allora non ripensare a certa storia e finalmente assegnare anche al “comunismo” lo stesso identico spazio del “fascismo” avendo, come è da sempre risaputo risaputo entrambi la stessa medesima madre sociale, che peraltro non ha colpe, potendo così i “figli deviati” condividere medesimo comune “inferno”?

Forse è giunto il tempo del revisionismo comunista.

 

LINK:

 

https://www.gazzettadellemilia.it/politica/item/31213-nazismo-shoah-comunismo-foibe.html

 

 

https://www.gazzettadellemilia.it/dove-andiamo/item/31121-presentazione-del-libro-“norma-cossetto-rosa-d’italia”-il-13-febbraio,-ore-21-00,-su-piattaforma-google-meet.html

 

https://www.gazzettadellemilia.it/politica/item/31292-giustizia-giusta-o-giusto-giudice.html

https://www.secoloditalia.it/2018/03/minacce-di-morte-a-chi-ricorda-norma-cossetto-salta-lincontro-su-foiba-rossa/

 

https://www.gazzettadellemilia.it/politica/item/31254-via-norma-cossetto”.html

 

https://www.gazzettadellemilia.it/cultura/item/31218-“l’avvocato-ribelle”-presentazione-del-libro-giovedì-18-febbraio-ore-21-00,-su-piattaforma-google-meet.html

 

 

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