Economia

SOMMARIO Anno 19 – n° 22 31 maggio 2020

SOMMARIO Anno 19 – n° 22 31 maggio 2020

Editoriale:  – Aperta, in ritardo, la pesca al tonno. – Lattiero caseario. Latte e Burro in risalita. – Cereali e dintorni. Borse finanziarie fiduciose ma mercati agricoli ancora sul fondo – Contro il deficit idrico in Val d’Enza le Bonifiche di Reggio e Parma si uniscono – Le proposte anti-crisi della Regione Emilia-Romagna per la suinicoltura.Ripartono agriturismi e fattorie didattiche, centri estivi al via dall’8 giugno More →

Aperta in ritardo la pesca al tonno.

Aperta in ritardo la pesca al tonno.

Sorpresa, certi alti magistrati sono collusi e strumentali ai partiti, schermati dalla indipendenza della magistratura che invece è riuscita a togliere lo scudo ai parlamentari i quali, almeno in teoria e sino a conclusione del mandato, avrebbero dovuto anch’essi godere di questo sacrosanto principio. Già nel 1985 Francesco Cossiga mandò un Generale di Brigata dei carabinieri alla sede dell’ANM e nel 2008 intervenne in diretta TV  per “patolare” Luca Palamara intervistato da Maria Latella sulle dimissioni di Mastella dal Governo Prodi (da ascoltare). Ma che sorpresa!

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In crisi la zootecnia reggiana

In crisi la zootecnia reggiana

“In ginocchio la zootecnia reggiana, in pericolo le eccellenze del territorio”. L’allarme di Cervi (Cia Reggio): “Lo tsunami ha travolto oltre 1600 imprese agricole, a rischio senza misure speciali”

“Le eccellenze del nostro territorio sono minacciate da una pesante crisi che si estende da mesi e che ora è aggravata dall’emergenza Coronavirus. In ginocchio le oltre 1600 aziende agricole reggiane che lavorano per le dop, per le eccellenze riconosciute a livello planetario: allevano i suini per il Prosciutto di Parma e le vacche da latte per il Parmigiano Reggiano. La Regione ha compreso il pericolo e si è subito mobilitata: ora tocca al Governo fare tutto il possibile per mettere in campo congrui aiuti, prima che sia troppo tardi. E sollecito con forza anche i Consorzi a fare la loro parte”.


Antenore Cervi, presidente di Cia Reggio Emilia, richiama l’attenzione delle istituzioni sulle gravi difficoltà della zootecnia nostrana, un settore trainante ma che ora rischia di vedere il fallimento di decine di imprese.

Cervi inizia la sua analisi dal settore suinicolo: “Le quotazioni dei suini da gennaio a oggi hanno subito cali di oltre un terzo. Un cedimento verticale. Gli allevatori lavorano ‘in perdita’ e sono al limite della sussistenza. Negli allevamenti all’ingrasso c’è chi sta sospendendo il ritiro dei suinetti, qualcuno ha fermato la fecondazione delle scrofe”. Il crollo è dovuto a ciò che definisce “il collo di bottiglia dei prosciutti” che, non trovando una collocazione sul mercato, “rallenta l’intera filiera. Per quanto riguarda la carne fresca, i consumi sono rimasti stabili e le quotazioni sufficienti. Ma non è così per i prosciutti”.
Perché i prosciuttifici sono in difficoltà? Cervi spiega: “Le cosce rimangono ferme negli stabilimenti, non c’è sufficiente ricambio negli spazi di stagionatura, e si tratta comunque di prodotti acquistati un anno fa a prezzi sicuramente più alti degli attuali. La situazione viene subita ancor più dai consumatori che non hanno visto calare il prezzo nei negozi, mentre gli allevatori sono costretti a svendere i suini nelle stalle”. Servono provvedimenti di filiera: “Sono anni che diciamo che il prosciutto va programmato fin dall’allevamento e non solo nei prosciuttifici: va valorizzata tutta la carne del suino nato e allevato in Italia secondo il Disciplinare. I nostri ripetuti appelli sono stati ignorati: ora si vedono i risultati”.

Cervi chiede che siano al più presto disponibili i provvedimenti che nel ‘decreto Rinascita’ prevedono 250 milioni di euro per gli indigenti: “Almeno 50 milioni di questi vadano alla suinicoltura”. Ritiene poi fondamentale “cambiare le regole per poter esportare anche in Cina, come fanno già tanti altri Paesi dell’Ue”. Quindi domanda di riservare per gli allevatori in crisi di liquidità, una parte “dei 450 milioni destinati alle filiere in difficoltà”. Invoca infine “un patto tra allevatori e consumatori: i primi si impegnino a continuare a produrre carne a prezzo contenuto, i secondi ad acquistare prodotti italiani”.

Ma non solo suinicoltura. Anche il Parmigiano Reggiano “subisce una crisi iniziata nello scorso autunno e che ora sta raggiungendo abissi pericolosi. Gli allevatori sono messi in estrema difficoltà dalle quotazioni del ’12 mesi’ che sfiorano i costi di produzione”. I consumatori hanno continuato ad acquistare il ‘Re dei Formaggi a ‘prezzi normali’ sugli scaffali, mentre i produttori “hanno visto crollare i margini. Le cause sono diverse. Tra queste, sicuramente c’è l’aumento della produzione di forme. Chiediamo di prevedere urgentemente le misure nazionali come per il settore della suinicoltura. E per attivare questi interventi, il Consorzio deve cambiare radicalmente rotta e mettere mano a una programmazione adeguata con strumenti di filiera equi ed efficaci”.

Le proposte anti-crisi della Regione Emilia-Romagna per la suinicoltura.

Le proposte anti-crisi della Regione Emilia-Romagna per la suinicoltura.

Suinicoltura. Le proposte anti-crisi della Regione Emilia-Romagna. L’assessore Mammi: “Bisogna fare presto. Servono interventi urgenti per risollevare il mercato e un patto di filiera per superare l’attuale frammentazione” 

Riunione del tavolo istituzionale di settore con la Regione Lombardia. Vanno attivati rapidamente i bandi a favore degli indigenti per smaltire le eccedenze, oltre a far decollare campagne di promozione del made in Italy e per una corretta informazione per la ripresa di consumi. Il sostegno a ricerca e innovazione 

Bologna – Un patto di filiera per definire in maniera chiara e trasparente gli impegni di ciascuna componente – allevatori, industria di macellazione e trasformazione e distribuzione – e la messa in campo di alcuni interventi urgenti per smaltire le eccedenze di mercato, a partire dall’attivazione dei bandi per gli indigenti e dall’avvio di campagne di corretta informazione alimentare e di promozione del made in Italy, con il coinvolgimento delle grandi catene di vendita.

Sono alcune delle misure indicate ieri dall’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, nel corso del tavolo istituzionale tra le Regioni Emilia-Romagna e Lombardia sulla grave crisi che sta attraversando il settore suinicolo.

Le due regioni, insieme, rappresentano i due terzi di suini allevati in Italia, di cui oltre 800 mila nel territorio emiliano romagnolo, pari al 14,5% della produzione nazionale. Inoltre, in Emilia-Romagna vengono macellati ogni anno in una cinquantina di strutture oltre 3,9 milioni di capi, le cui carni sono in gran parte destinate alla filiera del prosciutto di Parma Dop.  

Proprio la filiera del suino pesante, che si distingue dal modello di allevamento europeo per la destinazione di gran di lunga prevalente delle carni ai prodotti della salumeria, è il comparto che in questo momento soffre di più, per il calo significativo dei prezzi al consumo e la concorrenza del prodotto generico, non a marchio Dop e Igp, mentre continuano a scendere le quotazioni di mercato dei suini da macello rilevati dalla Commissione unica nazionale.

“Bisogna fare presto, il fattore tempo è determinante per scongiurare il collasso di un intero settore- incalza Mammi-. Prima di tutto è necessario che siano attivati rapidamente i bandi indigenti finanziati con i 50 milioni stanziati con il Decreto Rilancio, di cui 13 milioni per il settore suinicolo (9 milioni per i prosciutti e 4 per i salumi). Nel breve periodo servono poi ulteriori risorse per finanziare altri bandi per lo smaltimento delle eccedenze di salumi e nel caso dei prodotti a marchio Igp deve esser specificato che la carne sia di origine italiana. E tra le azioni urgenti sono da valutare anche possibili interventi mirati di ammasso. Anche in questo caso, però, riferiti esclusivamente a prodotti realizzati con carni italiane”.

Accanto a queste iniziative di impatto immediato sul mercato, la Regione Emilia-Romagna ribadisce poi l’importanza di adeguate campagne di promozione e corretta informazione per sostenere la ripresa dei consumi, utilizzando una parte, 1,5 su un totale di 5 milioni di euro, della dotazione del Fondo suinicolo nazionale. Gli altri 3,5 milioni saranno invece impiegati nell’ambito degli accordi di filiera per finanziare nuovi strumenti di valutazione automatica delle carcasse suine, per ristabilire un clima di fiducia reciproca tra allevatori e macellatori.

La Regione Emilia-Romagna spinge molto anche sul versante dell’innovazione e ha finanziato negli ultimi anni diversi progetti di ricerca.

“Abbiamo davanti sfide enormi- sottolinea Mammi-. Per vincerle dobbiamo provare a dare vita a un’intesa di filiera che superi l’attuale frammentazione e consenta a tutte le componenti, a partire dagli allevatori, una giusta remunerazione. Programmazione della produzione e lo sviluppo di ricerca e innovazione, il benessere e la biosicurezza degli allevamenti, oltre a favorire il dialogo con la Gdo”.

“Serve un Patto che sancisca gli impegni di ciascuno- chiude l’assessore-, anche a garanzia che le risorse pubbliche che si stanno mettendo in campo vengano utilizzate per un disegno comune. Nello specifico bisognerà lavorare per un modello di contratto di filiera che premi la qualità in base a peso morto, classificazione e destinazione”.

Infine, nell’ambito della nuova programmazione comunitaria 2021-2027, la Regione Emilia-Romagna chiede la creazione di un’Organizzazione comune di mercato zootecnica, sull’esempio del settore dell’ortofrutta, per favorire le relazioni tra i vari anelli della filiera. /G.Ma.  

SOMMARIO Anno 19 – n° 21 24 maggio 2020

SOMMARIO Anno 19 – n° 21 24 maggio 2020

Editoriale:  – Avanti tutta, in ordine sparso! Branca, Branca, Branca… Leon, Leon Leon… Ehhhh HOP! –  Lattiero caseario. Impennata del latte spot..-Cereali e dintorni. Attenzione ai fondi e al meteo. –  Terremoto in casa Coldiretti? – Barometro del Cema: si intravede una luce in fondo al tunnel – … More →

Avanti tutta, in ordine sparso! Branca, Branca, Branca… Leon, Leon Leon… Ehhhh HOP!

Avanti tutta, in ordine sparso! Branca, Branca, Branca… Leon, Leon Leon… Ehhhh HOP!

Finalmente siamo ormai prossimi alla fase tre, quella del rilancio, e l’ordine sarà “fate un po’ come volete per salvarvi, noi continueremo incensarci e a multarvi”.  Intanto in 3 mesi chiuse 11.000 aziende e entro il 2020 potrebbero essere 100.000 secondo una stima di CGIA di Mestre. E intanto…

Chi l’ha visto Colao? More →