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Terza Pagina: borse in caduta libera e oro alle stelle. Ma dopo il caos verrà la stabilità.

Terza Pagina: borse in caduta libera e oro alle stelle. Ma dopo il caos verrà la stabilità.

La speculazione internazionale punta sempre più in alto. Lo dimostra l’attacco finanziario  che, dopo avere colpito la piccola Grecia (2,5% del PIL eurozone),è stato rivolto alla terza forza economica europea, l’Italia appunto.  Un attacco che ha obbligato, i politici e le forze sociali ed economiche nazionali, al rientro anticipato dalle ferie per fronteggiare dal ponte di comando, una situazione che, a detta dei più autorevoli commentatori economici, è la più grave che ha colpito il mondo occidentale dopo la seconda guerra mondiale. Il risultato è stato che l’indice Msci del Belpaese nell’ultimo mese (fino all’8 luglio e calcolato in euro) ha perso per strada il 17,5% circa portando a -21,8% la performance da inizio anno. Lo spread tra i BTP e i Bund tedeschi è arrivato anche al valore di 400, obbligando la BCE a intervenire acquistando sia prodotti italiani sia spagnoli, con una manovra che, al momento attuale ha tamponato la volatitilità dei mercati finanziari. Gli stessi Stati Uniti, declassati lo scorso venerdi 5 agosto da  Standard & Pour’s, al rating  doppia “AA+” hanno visto proseguire il crollo degli indici borsistici sin dall’apertura di lunedi 8 agosto; a nulla è servito il comunicato di Obama, intervenuto a mercati aperti, per attenuarne gli effetti negativi. Il petrolio nella gornata di mercoledi è sceso al disotto degli 80 dollari il barile mentre l’oro prosegue la sua corsa in salita superando soglia 1.750 dollari all’oncia.  Come si sa, La quotazione dell’oro è strettamente collegata all’andamento dei mercati azionari e  tradizionalmente il prezzo del prezioso metallo cresce ogniqualvolta si riscontrino  momenti di difficoltà delle borse, per retrocedere nelle fasi di mercati “toro”.

Una fase storica sicuramente difficile e dalle prospettive incerte. Ma non è il caso di farsi prendere dal panico e reagire emozionalmente, piuttosto è l’occasione per liberarsi di tutti quei titoli “gonfiati” per riconvertire gli investimenti azionari verso quelle imprese “reali” i cui programmi siano chiari e di lungo periodo, mettedo da parte le tentazioni di arricchimento rapido. Per questo, già,  ci sono gli “speculatori organizzati”.

Dalla fase entropica alla stabilità il passo è breve.

Lamberto Colla

 

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PARMIGIANO-REGGIANO: SCATTA IL NUOVO DISCIPLINARE. CRESCONO LE GARANZIE PER I CONSUMATORI

PARMIGIANO-REGGIANO: SCATTA IL NUOVO DISCIPLINARE. CRESCONO LE GARANZIE PER I CONSUMATORI

Confezionamento solo in zona di produzione. “Quarantena” 4 mesi per le bovine provenienti da altre filiere.

Reggio Emilia, 9 agosto 2011  –  Attese, chieste e proposte dal Consorzio di tutela in un percorso durato otto anni, scatteranno tra 20 giorni le misure contenute nel nuovo disciplinare del Parmigiano-Reggiano, finalizzate in gran parte ad offrire maggiori garanzie ai consumatori e la certezza di un controllo della filiera che giungerà sino al confezionamento in zona di produzione.

L’applicazione del nuovo regolamento approvato dalla UE a metà dicembre 2010 è infatti sancita dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, che conclude un iter avviatosi nel 2003.

“Il sistema delle garanzie per i consumatori e per gli stessi produttori – sottolinea il presidente del Consorzio del Parmigiano-Reggiano, Giuseppe Alai – si arricchisce di tasselli fondamentali, completando quel percorso di tracciabilità che già aveva raggiunto livelli di eccellenza con l’introduzione della placca di caseina che identifica ogni forma e la materia prima dalla quale deriva, ma alla quale abbiamo puntato ad aggiungere anche quel confezionamento in zona d’origine che serve ad evitare qualunque manipolazione impropria del prodotto proprio nella fase finale del suo percorso”.

“Sulla filiera produttiva – spiega Alai – saranno così più agevoli la vigilanza e i controlli, e si tratta di un risultato particolarmente importante cui siamo pervenuti grazie all’impegno dei nostri consorziati e al lavoro della Direzione Generale Agricoltura, della Commissione agricoltura della UE e del Ministero italiano per le politiche agricole e alimentari”.

Le novità di maggiore interesse contenute nel disciplinare sono sostanzialmente tre.

La prima riguarda proprio il confezionamento del prodotto, che dovrà avvenire all’interno della zona d’origine, mentre: al di fuori del comprensorio di produzione sarà possibile solo nel punto vendita, e quindi sotto gli occhi del consumatore. “Questa norma – spiega il direttore del Consorzio, Leo Bertozzi – è di grande importanza, proprio perché la vendita e il consumo sono sempre più orientati sul prodotto già confezionato in porzioni disponibili nelle catene della grande distribuzione”

Anche per la modifica riguardante la produzione di latte destinato alla trasformazione in Parmigiano-Reggiano l’obiettivo è stato quello di una maggiore garanzia: infatti, d’ora in poi le bovine provenienti da altre filiere produttive dovranno osservare quattro mesi di “quarantena” prima che il loro latte sia utilizzato nei caseifici. “Una misura cautelativa importante – osserva Bertozzi – per evitare l’inserimento, nella filiera del Parmigiano-Reggiano, di bovine che potrebbero essere state alimentate con prodotti non previsti o espressamente vietati dal disciplinare, quali, ad esempio, foraggi insilati e/o foraggi fermentati, di cui è vietato non solo l’uso, ma anche la detenzione”.

Il terzo elemento di novità riguarda l’innalzamento della quota di foraggio che dovrà essere prodotta all’interno dei singoli allevamenti, che passa dal 35 al 50%. “Il legame fra prodotto, territorio e singola azienda – sottolinea il presidente Alai – si fa ancora più stretto, perché aumenta il livello di autoapprovvigionamento degli allevamenti, che assumono così un impegno ancor più rilevante nel lungo percorso di innalzamento costante della qualità, della sua tutela e valorizzazione”.

Centro Stampa Comunicazione Integrata:   Gino Belli   tel. +39 0522 546277;  mobile +39 335 8386149   info@centrostampa.net – stampa@unioncoop.re.it Consorzio del Parmigiano-Reggiano:   Igino Morini   

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EFSA: Libro verde sulla promozione dei prodotti agricoli – Alcune anticipazioni

EFSA: Libro verde sulla promozione dei prodotti agricoli – Alcune anticipazioni

 Il Commissario ha illustrato i contenuti del libro verde sulla promozione dei prodotti agricoli, già presentato la settimana scorsa al collegio dei Commissari (cfr news di euroconsulting del 14 luglio). Il Libro verde prevede un nuovo approccio alla politica di promozione, che mira a rendere tale politica più efficace ed efficiente.

Gli stati membri intervenuti hanno chiesto:

• una semplificazione delle procedure amministrative per la presentazione dei programmi,

• la diminuzione dei tempi di analisi ed approvazione da parte della Commissione

• la possibilità di indicare i marchi e l’origine dei prodotti,

• la creazione di una piattaforma per agevolare lo sviluppo e le presentazione di programmi multi stato e multi prodotto,

• procedure semplificate o d’urgenza per i casi di crisi di fiducia dei consumatori come è accaduto ora con l’E.Coli.

• una percentuale di cofinanziamento più elevata

Alcuni stati hanno chiesto prudenza in merito alla questione del budget destinato alle misure premendo per una valutazione politica più precisa prima di intraprendere qualsiasi step in tal senso.

Il Commissario ha ribadito che è sua intenzione presentare la Comunicazione verso la prima metà del 2012 e le proposte legislative per la fine dello stesso anno. Il Libro verde sarà discusso durante il prossimo Consiglio informale che si svolgerà a Wroclaw dall’11 al 13 settembre e le conclusioni del Consiglio dovranno essere presentate nel Consiglio di Novembre.

La consultazione pubblica chiuderà il 30 settembre.

 

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Pomodoro da industria, l’Emilia-Romagna si conferma il principale distretto italiano

Pomodoro da industria, l’Emilia-Romagna si conferma il principale distretto italiano

Bologna – E’ iniziata con una settimana d’anticipo rispetto all’anno scorso la campagna del pomodoro da industria, e ad oggi il prodotto raccolto è circa il 20% della produzione complessiva.

La produzione risulta in calo rispetto all’anno precedente, ma il pomodoro ha un elevato tenore zuccherino, ed è quindi di migliore qualità. Le superfici agricole coltivate a pomodoro sono diminuite rispetto allo scorso anno di circa l’8,5%. Una tendenza che si riscontra in tutta Europa, in Portogallo con una diminuzione del 22% e in Spagna con un calo del 19%, mentre in Cina la coltivazione incrementa dell’11%. L’andamento della campagna è stato analizzato questa mattina, nel corso della visita dell’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni ad alcune aziende agricole e di trasformazione del pomodoro da industria della provincia di Parma.

“Anche a fronte del calo di produzione – ha spiegato l’assessore Rabboni – l’Emilia-Romagna mantiene a livello nazionale il 35% di prodotto coltivato e trasformato e si conferma come il principale distretto italiano ed europeo, dal punto di vista della qualità, oltre che della quantità”.

“Buoni frutti sta dando la coesione tra produttori agricoli e trasformatori industriali – ha continuato – una sinergia che avrà il suo ulteriore suggello nel nascente Organismo Interprofessionale del pomodoro da industria, attivato a breve sulla base di una specifica legge regionale. La coesione si dimostra vincente soprattutto ora, a fronte di una concorrenza internazionale sempre più agguerrita sui costi di produzione, e deve essere indirizzata a mettere in valore la qualità organolettica delle produzioni, l’innovazione varietale e il rispetto delle risorse ambientali”:

“I produttori agricoli stanno affrontando con determinazione le sfide del mercato e il venir meno degli aiuti europei accoppiati, e chiedono tuttavia all’Europa di confermare anche per gli anni futuri l’Organizzazione comune di Mercato (OCM) e i relativi finanziamenti ai piani operativi che hanno fin qui favorito la modernizzazione del comparto – ha concluso Rabboni – A questo proposito nel corso del prossimo autunno, assieme al presidente dell’associazione del distretto del pomodoro da industria, Pierluigi Ferrari, promuoverò un momento di riflessione e di proposta con i rappresentanti della filiera produttiva e dei diversi livelli istituzionali”.

FONTE ERMES /BM

 

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Ortofrutta: UIAPOA E UNACOA ANNUNCIANO UNIFICAZIONE

Ortofrutta: UIAPOA E UNACOA ANNUNCIANO UNIFICAZIONE

L‘Unacoa rende noto che ormai da tempo, nell’ortofrutticoltura, si avverte, a partire direttamente dalla base delle realtà produttive organizzate, la necessità di una rappresentanza nazionale unica degli interessi di settore. Esigenza che è diventata di recente di particolare attualità a causa dell’ulteriore acuirsi della crisi del settore che, ormai da tempo privo di qualunque protezione è pressoché completamente esposto alle fluttuazioni dell’economia globale, senza reali strumenti di difesa.

Lo stesso sforzo di programmazione colturale realizzato dal sistema organizzato (Op) è spesso vanificato dall’eccesso di offerta rispetto alla domanda con un prodotto di provenienza extracomunitaria a prezzi fortemente competitivi. Questo squilibrio annulla ogni azione programmatoria  preventiva e richiede un forte strumento normativo con una idonea dotazione finanziaria per la gestione delle crisi di mercato.

In ogni caso, la salvaguardia e il rilancio del settore ortofrutticolo hanno oggettivamente la loro base nel sistema delle organizzazioni di produttori (Op), che hanno già in larga misura dato buona prova di sé, per lo sforzo realizzato negli anni in termini di investimenti nel campo delle innovazioni di processo e di prodotto, elevando la qualità dei prodotti e la sicurezza alimentare, a tutto vantaggio dei consumatori. Allo scopo, anche gli accordi tesi a regolamentare le relazioni di filiera possono rappresentare un valido strumento utile a combattere squilibri e crisi di mercato.

Questo disegno, frutto di un intenso e convinto confronto fra le tre unioni nazionali, si è avviato con la decisione di Uiapoa e Unacoa di fondersi. 

Tale decisione è stata assunta in una riunione congiunta dei rispettivi consigli di amministrazione e verrà sottoposta nei prossimi mesi all’approvazione dei soci delle unioni, per la definitiva consacrazione.

Il processo di unificazione è stato calendarizzato perché si realizzi formalmente entro l’anno in corso. Il nuovo soggetto, che assumerà nuova denominazione e nuovo logo, come è giusto che sia, è fin d’ora aperto ad ogni richiesta o iniziativa finalizzata all’unica rappresentanza. 

Il momento presente è contrassegnato da una moltitudine  straordinaria di criticità: dalla crisi derivante dal batterio escherichia coli alla crisi del settore peschicolo oltre che  alla contrazione dei consumi.

Tutto ciò sta ponendo una seria preoccupazione per la tenuta del sistema ortofrutticolo nazionale e per il destino delle innumerevoli imprese del settore. Con la nascita del nuovo soggetto si intende dare una piccola ma concreta risposta alle istanze di semplificazione, trasparenza e leggerezza economica delle strutture di rappresentanza, istanze che provengono principalmente dai nostri associati.

Fonte: Unacoa – Unione nazionale organizzazione di produttori ortofrutticoli e agrumari

 

 

 

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Parmigiano e Padano: prezzi all’origine ancora in leggero calo

Parmigiano e Padano: prezzi all’origine ancora in leggero calo

 La congiuntura dei medi all’origine del Padano e del Raggiano anche in questa settimana si mostra con segno negativo. Cali, in alcuni casi anche evidenti, si sono mostrati su tutti i maggiori centri di scambio.

Sulla piazza di Mantova entrambi i grana si mostrano con listini in flessione di 10 centesimi, su tutte le stagionature. Mentre si contengono dai 5 ai 10 centesimi sulle altre piazze lombarde. Seguono la stessa evoluzione anche Reggio Emilia e Parma, con cali differenti a seconda delle produzioni. Mentre a Modena le contrazioni dei listini sono state analoghe per tutte le produzioni, 10 centesimi in meno rispetto alla scorsa ottava.

Continua quindi il trend negativo che si protrae ormai da settimane, pur mantenendosi generalmente nella norma il volume degli scambi. Nulla da segnalare per le materie grasse e gli altri prodotti caseari.

Si rileva invece una variazione delle quotazioni per la crema di latte, che dopo aver visto nell’ultimo periodo aumentare le proprie quotazioni, ha mostrato dopo qualche settimana di stabilità diminuzioni di prezzo, passando a 2,08 euro/kg.

FONTE ISMEA 24 luglio 2011

 

 

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Terza Pagina: benzina da  record, inflazione galoppante e borsa in caduta libera (2)

Terza Pagina: benzina da record, inflazione galoppante e borsa in caduta libera (2)

Era domenica 1 agosto, quando, volutamente, ho pubblicato l’articolo sfidando la sorte e la faccia. Però non nego che, una parte di me, sperava di avere torto. Speravo in cuor mio che la speculazione non arrivasse a tanto. Almeno è servita per fare lavorare i nostri governanti che, a quanto è stato comunicato, non andranno in vacanza pur di seguire la manovra correttiva e “l’attacco all’Italia” dei mercati finanziari.

Obama, poco prima della apertura della borsa di Tokio di lunedi 1 agosto, ha annunciato alla nazione la manovra per evitare il default finanziario. Ma non è bastato. Vigilia di un compleanno amaro per il presidente americano che il 4 agosto copirà i suoi “primi 50 anni”.  Lunedi la borsa italiana perde il 3,87%, martedi nessun rimbalzo e milano lascia altri 2,66 punti percentuali seguito ancora da mercoledi dove si altri 1,54 punti sono stati perduti.

Ma a Berlusconi non va meglio di Obama. Chissà che la proposta di “non chiudere” pe le ferie estive sia proprio per drammatizzare ancor di più la situazione nazionale e perciò tentare di recuperare consenso dopo le caute di immagine, di stile e soprattutto di “elettori” di questi ultimi mesi. Penso positivo e spero in una estate che porti Buon Consiglio a nostri e altrui leader di governo.

 

 

 

Virgilio

 

 

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Manovra, Fedagri: “Norma su quote latte insopportabile salvacondotto per i produttori inadempienti”

Manovra, Fedagri: “Norma su quote latte insopportabile salvacondotto per i produttori inadempienti”

 

Manovra, Fedagri: “Norma su quote latte insopportabile salvacondotto per i produttori inadempienti”

“Per competere sul mercato ad armi pari,  a questo punto occorre restituire ai produttori in regola le multe pagate,  gli investimenti sostenuti per acquistare le quote oltre ai danni per mancata produzione”

Roma, 15 luglio 2011 – “L’approvazione nella manovra finanziaria dell’ennesima norma che sottrae i produttori inadempienti al pagamento delle multe per le quote latte, è uno schiaffo ai produttori che hanno rispettato le normative e una beffa ad ogni regola della concorrenza”.

È quanto dichiara Fedagri-Confcooperative a commento della norma salva-Cobas del latte confermata con il maxiemendamento alla manovra dei conti pubblici, sottolineando che è stato chiaro da sempre, che questi produttori non intendono pagare le multe per gli splafonamenti nonostante la dimostrata infondatezza delle loro argomentazioni.

“C’è da chiedersi – sottolinea Fedagri – come mai l’Antitrust non intervenga, nonostante le ripetute sollecitazioni, di fronte ad una persistente e macroscopica distorsione della concorrenza tra i produttori di latte”.

Secondo Fedagri la situazione è arrivata ad un punto di non ritorno. Adesso più che mai gli organi preposti debbono intervenire domandandosi se è legittimo che si continui a proteggere una piccolissima minoranza di produttori inadempienti per alcuni dei quali, con una recentissima sentenza, sono state confermate severe condanne in relazione ai gravi reati accertati. La Federazione chiama inoltre in causa i parlamentari affinché svolgano sull’argomento in occasione dell’imminente esame alla Camera dei Deputati, una valutazione serena ed obiettiva, dal  momento che i cittadini, chiamati con la manovra a sostenere nuovi sacrifici per tenere in regola i conti dello Stato, dovranno accollarsi anche le multe dei produttori che non vogliono rispettare le regole. La stessa UE, infine, non dovrebbe tollerare ulteriormente la situazione di disapplicazione delle sue regole.

“Se in un settore difficile come’è quello lattiero si deve competere ad armi pari – evidenzia Fedagri – allora chiediamo che ai produttori che finora e con enormi sacrifici hanno rispettato la legge vengano restituite le multe già pagate, le rate delle multe che stanno pagando in applicazione della legge 119 del 2003, gli investimenti che hanno sostenuto per comperare le quote, oltre ai danni per mancata produzione”.

“Per limitarci solo a quest’ultimo aspetto – conclude Fedagri – parlano da soli i dati ufficiali presentati nell’ottobre del 2010 dall’allora Ministro delle Politiche Agricole: dal 2003 ad oggi i produttori in regola hanno comperato, nel rispetto delle normative europee, 26 milioni di quintali di latte per un investimento di circa 1,2 miliardi di euro, quasi 2,4 miliardi delle vecchie lire, su cui lo Stato – lo stesso che continua ad umiliarli – ha incassato ben 240 milioni di euro di iva, corrispondenti a 480 miliardi delle vecchie lire”.

 Ufficio Stampa Fedagri-Confcooperative

Alina Fiordellisi

Via Torino 146

fiordellisi.a@confcooperative.it

tel. 06 46978202

+39  380 3996627

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CASINA: FIERA DEL PARMIGIANO REGGIANO. Proposte di commercializzazione

CASINA: FIERA DEL PARMIGIANO REGGIANO. Proposte di commercializzazione

 

CASINA (1 agosto 2011) – L’idea è venuta a Marcello Chiesi, giovane agricoltore e presidente della latteria di Cortogno. Chiamare a raccolta tutti i più grandi compratori e stagionatori del mondo del formaggio Parmigiano Reggiano per discutere di nuovi percorsi commerciali dell’eccellenza italiana più famosa al mondo. More →