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FINANZA – il Defaul della Grecia, una opzione possibile

FINANZA – il Defaul della Grecia, una opzione possibile

 Le paure sul debito sovrano europeo sono ormai ben conosciute. Stiamo discutendo sui problemi della Grecia da più di un anno e in questo periodo di tempo si sono prospettate le soluzioni più disparate. Nessuna di esse ha funzionato. Sta ormai diventando sempre più chiaro che l’Europa dovrebbe accettare l’idea che il default della Grecia sia necessario, anche se non privo di dolore. Infatti, il fallimento aiuterebbe a rimuovere quella cappa d’incertezza che opprime i mercati e aiuterebbe anche l’Europa a ritrovare la strada della crescita.

Atene è insolvente
Con un debito pari al 143% del proprio Prodotto interno lordo a fine 2010 (oggi il numero è probabilmente più elevato), Atene non sarà mai in grado di pagare la totalità dei propri creditori. L’unico modo per poter diventare solvente è tagliare drasticamente la spesa pubblica e aumentare significativamente le entrate, attraverso imposte elevate o una forte crescita economica.

Nessuna di queste ipotesi sembra ad oggi essere probabile. Come si è visto anche negli Usa, tagliare le spese non è cosa semplice. I cittadini greci sono già scesi in piazza e sono scoppiate alcune rivolte. Ogni ulteriore taglio significherebbe probabilmente la caduta del governo e le possibilità che una crescita nel Pil salvi la Grecia sono praticamente nulle. Anche perchè, non avendo un’economia competitiva, la crescita dipende in gran parte dalla spesa pubblica e dalle sovvenzioni.

Trovare nuove entrate è un’impresa ardua. L’evasione fiscale è rampante e non c’è il consenso per aumentare le tasse esistenti. Le idee innovative come quelle di tassare la proprietà basandosi sugli allacciamenti alla rete elettrica possono aiutare, ma non bastano.

Anche i piani che prevedevano la vendita di aziende e beni pubblici sono falliti. Gli operatori stranieri non vogliono dover affrontare tutti i problemi politici e sindacali che un acquisto del genere comporterebbe.

Insomma, l’unica soluzione sembra risiedere nei fondi di aiuto dell’Unione europea. Tuttavia, i problemi strutturali della Grecia non potranno essere risolti grazie alla liquidità a breve termine, che comunque dovrà essere poi ripagata ad un interesse ragionevole. L’incertezza attorno alla Grecia è un grosso problema. Senza un chiaro segnale, gli investitori continueranno ad essere nervosi.

Sembra essere arrivato il momento per una decisione radicale. Annunciando il fallimento la Grecia potrà cominciare un lungo cammino di ricostruzione della propria economia. In una situazione di default, il paese sarebbe in grado di mettere in atto quei cambiamenti strutturali di cui necessita per la stabilità nel lungo periodo.

Si può contenere il contagio?
Sfortunatamente, non è così semplice. Il grande timore è che il default della Grecia possa innescare un effetto-domino sulle economie più grosse, come quella portoghese, irlandese, spagonola e italiana. Comunque, man mano che il tempo passa, il pericolo contagio si affievolisce. Infatti, Portogallo e Irlanda hanno varato dei piani di austerità credibili. Il default della Grecia avrebbe l’effetto di liberare risorse per le altre nazioni e mettere pressione sul neonato EFSF (European Financial Stability Facility) e sui governi degli altri paesi periferici per varare le misure necessarie e rafforzarsi.

Il destino dell’euro
La grande domanda è cosa succederebbe alla moneta unica europea in caso di fallimento della Grecia. Ci sono tre diverse possibilità. La prima è che la Grecia riesca comunque a restare nell’Eurozona; ciò non è impossibile. Se la Grecia utilizzasse le risorse disponibili per aiutare le banche e garantisse depositi in euro, potrebbe anche cavarsela.

La seconda opzione è che la Grecia rintroduca la dracma, il che sarebbe un grosso problema dal punto di vista logistico e organizzativo. Oppure, nell’ipotesi migliore, un processo confuso e caotico.

La terza opzione è la Germania, assieme ad altri pochi paesi con i conti in ordine, esca dalla moneta unica e che nasca un nuovo-euro circoscritto a queste nazioni. Sarebbe più semplice dal punto di vista organizzativo e la Germania giocherebbe un ruolo di forza. Tuttavia, sarebbe comunque una mossa molto dannosa per i paesi lasciati fuori.

Tutte queste opzioni comporterebbero grandi cambiamenti. D’altraparte, il default non è una mossa con cui si torna magicamente alla situazione precedente la crisi. È meglio cominciare adesso a pensare a questo scenario, piuttosto che proseguire facendo finta che il problema non esista.

Non sappiamo se il default greco metterà in ginocchi i mercati, ma sappiamo che è una possibilità. In ogni caso, allo stato attuale, l’opzione default non è presa in considerazione, mentre si dovrebbe pensare a come poterlo guidare e alle mosse da farsi. È tempo che i leader europei facciano un passo avanti e prendano le decisioni giuste. Dure, ma giuste.

 

FONTE MORNINGSTAR – Bearemy Glaser

 

 

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SUMMILK: il gotha del latte si incontra a Parma.

SUMMILK: il gotha del latte si incontra a Parma.

La seconda metà di ottobre porterà a Parma il gotha del latte mondiale. Oltre infatti all’ appuntamento con Cibus tec, Parma ospiterà Summilk, il Word dairy Summit della FIL/IDF. Summilk aprirà le porte dal 15 al 19 ottobre e porterà nella cittadina emiliana i massimi esperti di latte, burro, formaggi e yogurt per affrontare un tema di grandissima attualità, la crescita sostenibile.

La crescita della popolazione mondiale corre di pari passo con l’aumento della domanda di proteine di alto valore nutrivo, e quindi di latte e di prodotti lattiero caseari.

Ricerca, Agricoltura e Industria devono quindi essere pronte ad affrontare questa nuova domanda di cibo, mettendo a punto tecnologie che permettano da un lato di aumentare l’offerta, dall’altro di ridurre gli sprechi. Il tutto con un occhio all’ambiente.

Sono molti i campi in cui si può lavorare, dalla produzione agricola, all’allevamento degli animali, dalle fasi di raccolta del latte alla trasformazione e distribuzione dei prodotti.

Sempre guardando ai temi ambientali, perché la tecnologia può far molto per ridurre l’impatto della crescita produttiva.

Sono attesi più di 1.300 esperti provenienti da più di 70 differenti paesi, che si riuniranno per studiare le risposte del mondo del latte ai grandi quesiti legati alla crescita sostenibile.

Christian Robert direttore generale della Federazione internazionale del latte (FIL/IDF), ha ricordato l’impegno della filiera del latte in tutto il mondo. “Da molti anni – ha affermato – si cercano soluzioni sostenibili alla nuova domanda di prodotti lattieri. La sicurezza del cibo è infatti una priorità assoluta ed è dovere di tutti impegnarsi per far fronte a questa richiesta in modo consapevole e sostenibile”.

Per questo, già nel 2008, la FIL ed altre organizzazioni internazionali, prima tra tutte la FAO, hanno sottoscritto un protocollo che impegna tutti a lavorare in modo concreto alla ricerca di ogni possibile soluzione.

I risultati sono interessanti e tangibili; molti saranno presentati a Parma per la prima volta!

Massimo Forino, segretario del Comitato italiano e direttore di Assolatte ha ricordato che è la prima volta che viene organizzata una manifestazione di questo livello in Italia ed ha passato in rassegna i numerosi appuntamenti che caratterizzeranno la manifestazione.

Summilk prenderà il via domenica 16 ottobre, con il Forum internazionale dei dairy leader, che vedrà riuniti i massimi vertici mondiali del mondo del latte. Un incontro  multilaterale tra Italia, Australia, Canada, Cina, Cile, Brasile, alla presenza di Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo. Atteso anche il Vice Presidente della Commissione europea, Antonio Tajani.

Durante al settimana si parlerà di benessere e di alimentazione degli animali, del ruolo del latte e dei derivati nella prevenzione di alcune patologie, dei costi sanitari correlati alla cattiva alimentazione, delle più interessanti iniziative utili a ridurre l’impatto della crescita che verranno presentate alla Global Dairy Agenda for Action.

Una quattro giorni imperdibile per chiunque si interessi del futuro del settore lattiero caseario nazionale ed internazionale.

 

Fonte AGEN Parl

 

 

 

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Terza Pagina: la crisi e il consumatore. Un pollo da spennare?

Terza Pagina: la crisi e il consumatore. Un pollo da spennare?

Il primo di ottobre, almeno per molti di quelli della mia età, non era la giornata più felice: iniziava la scuola, dopo una lunga pausa estiva. Probabilmente per coloro che siedono sugli scranni di Montecitorio, è un ricordo così traumatico che hanno ben pensato di celebrare quella ricorrenza. A pochi giorni dall’entrata in vigore della nuova aliquota IVA al 21% ecco che il Gas (quello che tra pochi giorni faremo scorrere nei cannelli delle stufe per riscaldarci, aumenta del 5,5%. More →

BORSA GRANA: LISTINI ANCORA IN LEGGERO RIALZO PER I DUE PRINCIPALI PRODOTTI ITALIANI

BORSA GRANA: LISTINI ANCORA IN LEGGERO RIALZO PER I DUE PRINCIPALI PRODOTTI ITALIANI

La settimana appena trascorsa, mostra un andamento ancora positivo per i prezzi medi all’origine dei due formaggi duri a denominazione, con listini al rialzo per entrambe le produzioni di Parmigiano, seguiti dagli aumenti del Grana circoscritti, però, alla sola stagionatura più vecchia.

Per il Grana Padano, infatti, alla totale stabilità dei listini su tutti i centri di scambio, si è contrapposto solo un lieve aumento (+5 centesimi) dello stagionato 16/24 mesi a Mantova, scambiato a 9,33 euro/kg. More →

Summary  anno 10 n. 39    03 ottobre 2011

Summary anno 10 n. 39 03 ottobre 2011

 

summay

anno 10 n. 39 

 03 ottobre 2011

 

 

1. Agricoltura, Fedagri: “cala il sostegno nei Paesi OCSE (-35% in 10 anni), occorre cambiamento di rotta nella politica agricola”

 

2. SICUREZZA AGROALIMENTARE: SEQUESTRI DELLA FORESTALE NEL SETTORE LATTIERO-CASEARIO

 

3. REGIONE EMILIA ROMAGNA
CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO PER IL COMPARTO LATTIERO CASEARIO

 

4. SALUTE: STRAGE DA MELONI; COLDIRETTI, NESSUN IMPORT DA USA

 

5. Fiducia delle impFormaggi, oltre un terzo degli acquisti è Dop. Dieci famiglie su cento grandi consumatrici

 

6. BORSA GRANA: LISTINI ANCORA IN LEGGERO RIALZO PER I DUE PRINCIPALI PRODOTTI ITALIANI

7. TERRAMACCHINA”: IL TERRITORIO SI RACCONTA

 

8. Terza Pagina: la crisi e il consumatore. Un pollo da spennare?

 

 

 

 

Formaggi, oltre un terzo degli acquisti è Dop. Dieci famiglie su cento grandi consumatrici

Formaggi, oltre un terzo degli acquisti è Dop. Dieci famiglie su cento grandi consumatrici

Due milioni e 300 mila famiglie, pari al 10% dei nuclei italiani, che da sole consumanoquasi un terzo dei formaggi a denominazione protetta nazionali. Sono le “famiglie Dop”, così le battezza uno studio Ismea-Gfk-Euriskopresentato oggi a Cheese 2011 in un incontro organizzato in collaborazione con Slow Food. Lo studio ne tratteggia l’identikit: si tratta di nuclei familiari generalmente numerosi, residenti più di frequente nei piccoli centri del Nord-Ovest, con responsabiled’acquisto over 45 e profilo socio-economico non elevato. Grandi consumatori di formaggi in genere che, nonostante il rigore imposto dalla crisi, spendono più del doppiodella media italiana (767 euro l’anno contro i 360 di media) e fino al triplo quando si tratta di formaggi insigniti del riconoscimento comunitario.

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Fiducia delle imprese

Fiducia delle imprese

Nel mese di settembre 2011 l’indice destagionalizzato del clima di fiducia del settore manifatturiero registra un sensibile calo, scendendo a 94,5 da 98,6 del mese di agosto.

I giudizi sugli ordini e le attese di produzione peggiorano marcatamente, mentre il saldo delle risposte sul livello delle scorte di magazzino segna una lieve diminuzione.

L’indice scende in tutti e tre i principali raggruppamenti di industrie passando da 96,9 a 90,2 nei beni strumentali, da 99,3 a 95,5 nei beni di consumo e da 99,3 a 97,1 nei beni intermedi.

Sulla base delle consuete domande trimestrali sull’attività delle imprese esportatrici, nel terzo trimestre rimangono stabili i giudizi sul fatturato delle esportazioni, ma peggiorano le aspettative. Aumenta la quota di quanti segnalano la presenza di ostacoli all’esportazione e diminuisce quella di coloro i quali giudicano i prezzi all’export superiori a quelli praticati sul mercato interno.

Nel mese di agosto 2011, l’indice destagionalizzato del clima di fiducia delle imprese di costruzione sale a 77 da 75,9 di luglio.

I giudizi sugli ordini e/o sui piani di costruzione rimangono invariati e le attese sull’occupazione migliorano.

L’indice scende da 66,5 a 66,1 nella costruzione di edifici, mentre sale da 77,2 a 91 nell’ingegneria civile e da 87,5 a 91,4 nei lavori di costruzione specializzati.

Fonte ISTAT

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SALUTE: STRAGE DA MELONI; COLDIRETTI, NESSUN IMPORT DA USA

SALUTE: STRAGE DA MELONI; COLDIRETTI, NESSUN IMPORT DA USA

L’Italia nel 2011 non ha importato alcun tipo di meloni dagli Stati Uniti e di conseguenza la produzione attualmente in vendita sul mercato nazionale è da considerarsi sicura. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare il bilancio dell’infezione alimentare da listeria dovuta ai meloni che ha colpito gli Stati Uniti in Colorado provocando almeno 13 morti e 72 intossicati. Secondo gli specialisti del Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (Cdc) statunitense, il numero delle vittime – riferisce la Coldiretti – è destinato a salire dal momento che il periodo di incubazione può durare 4 o più settimane. Nessun rischio corrono comunque i consumatori italiani perché – conclude la Coldiretti – la produzione Usa non è presente sul mercato nazionale dove è invece possibile acquistare l’ottima produzione nazionale di meloni. More →

EMILIA ROMAGNA: CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO PER IL COMPARTO LATTIERO CASEARIO

EMILIA ROMAGNA: CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO PER IL COMPARTO LATTIERO CASEARIO

Prevista per ottobre-novembre 2011 l’apertura di più bandi a valere sul Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 della Regione Emilia-Romagna. Le Misure attive consentiranno alle imprese del comparto lattiero caseario di percepire contributi a fondo perduto per progetti articolati su filiere produttive ed  incentrati su investimenti in tecnologie innovative (attrezzature, impianti, macchinari) in servizi immateriali (acquisto know how, studi fattibilità, brevetti etc.) o interventi di natura immobiliare. A questa tipologia di investimenti potranno essere abbinate anche progetti di innovazione tecnologica di prodotto/processo e attività di consulenza e formazione.

Le Misure in dettaglio:

Misura 124 (Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie): la Misura concede un sostegno in funzione della definizione di forme contrattuali che prevedano una collaborazione tra differenti soggetti della filiera e siano finalizzate allo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie nel settore agricolo, agroindustriale, forestale.

Saranno riconosciute le seguenti voci di spese:

a) costi di stipula di contratti per lo sviluppo del prodotto o del processo e la loro introduzione nell’azienda in fase pre-competitiva;

b) costi relativi all’analisi organizzativa dei soggetti coinvolti finalizzata a ottimizzare flussi di beni e informazioni ed a pianificare l’attività organizzativa e logistica;

c) costi di progettazione per i nuovi prodotti e/o processi

d) costi relativi a studi di mercato e di fattibilità;

e) acquisto brevetti e licenze;

f) acquisizione di know-how;

g) acquisto di software;

h) test e prove, compresi costi di materiali a perdere;

i) costi inerenti la costruzione prototipi.

Il contributo viene erogato in conto capitale e calcolato su una spesa massima ammissibile compresa tra 50.000 e 400.000,00 €.

L’intensità massima dell’aiuto, differenziata a seconda della tipologia di spesa, è fissata per:

– spese di cui ai punti a), b), c), d), h), i) delle voci di progetto: 70%;

– spese di cui ai punti e), f), g), delle voci di progetto: 40%.

Misura 123 (Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali): la Misura è rivolta alle imprese (PMI e Imprese di dimensione intermedia) di trasformazione e/o commercializzazione di prodotti agricoli e forestali che dimostrano di operare in un contesto di filiera. 

Per l’Azione 1 sono ammesse a ricevere un contributo in conto capitale, calcolato su una spesa massima ammissibile, le spese per investimenti materiali di tipo immobiliare e mobiliare quali:

−costruzione e ristrutturazione di immobili;

−acquisto di impianti, macchinari, attrezzature;

Sono ammissibili a sostegno anche le spese per investimenti immateriali, connessi agli investimenti di cui al punto precedente, quali:

−acquisizione di know-how;

−acquisto di software;

−creazione e/o implementazione di siti internet;

−acquisto di brevetti e licenze;

−onorari di professionisti e consulenti, studi di fattibilità connessi col progetto presentato.

L’intensità dell’aiuto per progetti afferenti i settori “Formaggi stagionati DOP” e “Latte alimentare e latticini freschi” è pari a:

– 40% nel caso di progetti proposti da microimprese e PMI

– 20% nel caso di progetti proposti da imprese che occupano meno di 750 persone o il cui fatturato non supera i 200 milioni di euro

L’intensità dell’aiuto per progetti afferenti tutti i rimanenti settori/comparti è pari a:

– 40% nel caso di progetti proposti da microimprese

– 30% nel caso di progetti proposti da PMI

– 20% nel caso di progetti proposti da imprese che occupano meno di 750 persone o il cui fatturato non supera i 200 milioni di euro.

Misure collegate:

• Misura 121 (Ammodernamento delle aziende agricole): la Misura consiste nel finanziamento di investimenti materiali e/o immateriali delle imprese agricole (anche in forma cooperativa, di ATI nonché Imprese agricole costituenti Comunioni a scopo di godimento) condotte in prevalenza da giovani imprenditori agricoli. Il Piano di investimenti proposto deve riferirsi a particolari tipologie di spese specificate nella Scheda di Misura.

• Il contributo è erogato in conto capitale e calcolato su una spesa massima ammissibile. L’intensità dell’aiuto si differenzia in base all’ubicazione dell’investimento; la tipologia dell’investimento; la tipologia di beneficiario.

• Misura 111 (Formazione professionale e azioni di informazione): la Misura si articola in due distinte Azioni, una che finanzia formazione ed informazione rivolte alle aziende agricole e forestali e una che promuove azioni trasversali di supporto al sistema della conoscenza rivolto alle aziende agricole e forestali.

• Misura 114 (Consulenza aziendale): la Misura prevede di finanziare la consulenza aziendale ad imprenditori agricoli e a detentori di aree forestali nonché a giovani che intendono insediarsi per la prima volta in un’azienda agricola e forestale, attraverso l’erogazione diretta di un contributo al singolo beneficiario.

• Per tematiche ed argomenti complessi in cui si rendano necessari interventi di durata superiore all’anno, sono ammesse consulenze integrative ma non ripetitive sul medesimo argomento fino ad un massimo di tre consulenze in tre anni.

• I servizi devono essere scelti all’interno di un apposito Catalogo di offerte; tale Catalogo, di tipo telematico, è predisposto e implementato dalla Regione, sulla base delle offerte pervenute in risposta ad apposito bando.

Come presentare domanda: occorrerà presentare per via telematica (SOP AGREA) una proposta progettuale che dovrà essere corredata di numerosi elementi tra cui, tra l’altro, documentazioni tecniche, business plan, piani finanziari per la copertura degli investimenti programmati con dichiarazioni bancarie a supporto etc.

 

Ermes Agricoltura – Pagina Misure

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Agricoltura, Fedagri: “cala il sostegno nei Paesi OCSE (-35% in 10 anni), occorre cambiamento di rotta nella politica agricola”

Agricoltura, Fedagri: “cala il sostegno nei Paesi OCSE (-35% in 10 anni), occorre cambiamento di rotta nella politica agricola”

Gardini: “Basta con politiche di sostegno che danno aiuti a pioggia. Occorre pensare al mercato, ci preoccupa che le bozze di regolamenti sulla riforma della PAC 2014-2020 siano prive di misure per la competitività e per l’aggregazione dell’offerta.”

“Nei 34 paesi facenti parte dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) sono stati spesi nel 2010 172 miliardi di euro per sostenere il reddito degli agricoltori contro i 266 miliardi del 2000, con una diminuzione del sostegno di 94 miliardi di euro in dieci anni (-35%.) Un calo pesante che dimostra ancora una volta come i decision makers dei paesi economicamente più avanzati stiano sacrificando l’agricoltura sull’altare del commercio internazionale”. More →