distribuzione moderna

Espansione USA per ALDI nei prossimi 5 anni.

Espansione USA per ALDI nei prossimi 5 anni.

Economic Warning Signs Increase

2,2 miliardi di investimenti, e 10.000 nuovi posti di lavoro.

 

Parma 23 dicembre 2013 –

Il gruppo distributivo tedesco si prepara a rafforzare la propria presenza negli Stati Uniti attraverso l’apertura di 650 nuovi discount entro il 2018.

Attualmente Aldi – presente sul territorio americano dal 1976 – conta 1.300 punti vendita: con le nuove aperture verranno creati ulteriori 10.000 posti di lavoro e saranno serviti altre 45.000 consumatori.

Il progetto prevede l’investimento di 3 miliardi di dollari, pari a 2,2 miliardi di euro.

SOMMARIO:   Anno 12 – n°9  04 Marzo 2013

SOMMARIO: Anno 12 – n°9 04 Marzo 2013

 

1.1 editoriale

Un mese di ricordi, tra Asteroidi, Papa, M5S, Servizi segreti e giaguari indelebili

2.1 UNESCO

Emilia centrale e bassa lombardia puntano al riconoscimento UNESCO come patrimonio mondiale immateriale

3.1 agroalimentare

il bilancio 2012

4.1  lattiero caseario

Caseari: mercato calmo.  Latte spot ancora stazionario a Verona

5.1 AGROALIMENTARE

E’ boom per la spesa alternativa. Coldiretti, spesa low cost per 26 MLN di italiani

6.1 bieticoltura

Bieticoltura: le richieste di Coprob al Ministro Catania

6.2 distribuzione

Giù i consumi negli ipermercati

7.1 energia          

USA: tutti pazzi per il Biofuel

Distribuzione Moderna: giù i consumi negli ipermercati

Distribuzione Moderna: giù i consumi negli ipermercati


di  Distribuzione Moderna 19 febbraio 2013

Arretrano i consumi negli ipermercati dei centri commerciali

Non si arresta la crisi dei consumi in Italia. Anche l’andamento negativo dei centri commerciali nel mese di gennaio, -5,41% a valore e a rete costante vs gennaio 2012, non è altro che la cartina tornasole della congiuntura economica.

Secondo il barometro mensile Nielsen per Confimprese Lab l’area4 (Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Campania, Calabria, Sicilia) ha registrato la battuta d’arresto più pesante (-7,99%) seguita dall’area1 con il -5,66% (Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle D’Aosta), dall’area2 con il 4,67% (Emilia Romagna e Triveneto) e dall’area3 con il -4,28% (Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Sardegna).

Sul calo dei centri commerciali a pesare maggiormente, però, sono gli ipermercati che hanno perso un secco 3,29 per cento. Da qui il cauto ottimismo degli associati Confimprese no food che, gestendo in modo diretto o in affiliazione negozi all’interno dei centri commerciali, indicano come invece presso i loro esercizi commerciali si assista a una timida ripresa che sta portando i conti in positivo. Così è per la gioielleria, l’abbigliamento, la vendita di cioccolato e affini, settori in cui gli associati dichiarano di avere recuperato circa l’1,5% rispetto al 2012. A incidere è soprattutto il lancio di nuovi prodotti.