Matteo Renzi

I bravi che poi così “Bravi” non sono stati, o forse sì?

I bravi che poi così “Bravi” non sono stati, o forse sì?

francesca

L’ultima bocciatura in legge riguarda il Jobs Act. E’ di poche ore fa la notizia che un altro dei “pilastri” della sinistra non ha passato il vaglio costituzionale. Loro sarebbero i “Bravi” da cui imparare? La lista delle cadute è lunga. More →

La batosta

La batosta

Matteo Renzi

Matteo Renzi

Date scheda e matita agli italiani e ne vedrete delle belle. La vera rivoluzione gli italiani la fanno nelle urne. Gli inglesi hanno già cominciato.

di Lamberto Colla Parma, 26 giugno 2016.

Il risultato uscito dalle urne dei ballottaggi   deve essere letto anche dal punto di vista politico. Vero che le elezioni amministrative hanno dinamiche diverse dalle consultazioni politiche ma, almeno per quanto riguarda i capoluoghi più importanti, una interpretazione politica non può escludersi a priori.

Molti i segnali forti che gli elettori hanno voluto trasmettere al mondo politico e a Renzi in particolare.

Non è un caso infatti che ben 19 delle 20 municipalità nelle quali il M5S si era candidato sono state conquistate dal movimento di Beppe Grillo & C.

Una vittoria schiacciante che se fosse stato un incontro di pugilato il giudice avrebbe sospeso l’incontro per manifesta superiorità.

Roma e ancor più Torino sono i simboli della ribellione alla politica del PD e di tutti i partiti tradizionali.

Il messaggio è forte e chiaro e lo comprenderebbe anche un neonato: BASTA! Siamo stufi di menzogne e di sofferenze. Basta con la politica delle parole suadenti e di tasse crescenti. Finalmente ci avete dato scheda e matita e ora assumetevi le vostre responsabilità.

Una parentesi sul povero, si fa per dire, Fassino è d’obbligo aprirla. Lui, l’autorevole esponente di spicco del PD, ha incarnato tutta la presunzione e l’arroganza di chi sta al potere da troppo tempo. Non gli bastò l’umiliazione a seguito di quella frase lanciata nei confronti di  Grillo nel 2009: “Se Grillo vuol fare politica fondi un partito, si presenti alle elezioni e vediamo quanti voti prende”,  anzi c’è ricascato ancora. Era il 14 maggio 2015 quando il Sindaco di Torino si lanciò in una nuova e straordinaria profezia e rivolgendosi alla  Chiara Appendino le aprì la strada della sua successione (basti osservare la reazione del consigliere alle spalle di Fassino mentre questo lanciava la sua “profezia n° 2” – video ) “Un giorno lei si segga su questa sedia e vediamo se poi sarà capace di fare tutto quello che oggi ha auspicato di poter fare“.

Perché no, devono aver pensato i torinesi, e al ballottaggio del 19/6 le percentuali del primo turno si sono ribaltate e Fassino, non pago delle figuracce, commentando il dato, anziché uscirsene con una ammissione di colpa ha pensato bene di scaricare  la responsabilità sul centro destra reo, secondo lo statista, di avere orientato i voti verso la rappresentante del M5S. Non ha ancora capito che alla gente interessa il nuovo; vuole almeno sognare un futuro migliore che i 1000 Fassino d’Italia non sono più in grado di evocare, così distanti come sono dalla realtà sociale del Paese.

In conclusione

Questi politici proprio non vogliono o quel che è peggio non sono in grado imparare. Non riescono a capacitarsi del fatto che il loro suddito ha una testa e normalmente al seggio la usa. Sono finiti i tempi in cui PCI e DC consegnavano i “pizzini” elettorali da ricopiare nel segreto dell’urna.   

Fassino & Company, la vostra presunzione è diventata nauseante (questo stava scritto sulle schede elettorali di Torino e della maggior parte d’Italia). Il vaso è colmo, come lo è quello della UE e che il referendum britannico ha così ben evidenziato con la vittoria a sorpresa della linea “BREXIT”.

   

.