meccanica agraria

Cereals 2020: fiera agricola convertita al digitale

Cereals 2020: fiera agricola convertita al digitale

By meccagri at Giugno 11, 2020 | 22:45 | – Cereals, rassegna leader nel Regno Unito per la tecnologia agricola applicata ai seminativi in grado di attirare ogni anno migliaia di operatori del settore, ha fatto da apripista al calendario degli eventi in campo “reinventati” in forma virtuale a causa dell’emergenza Coronavirus.

Progetto comunitario ATLAS: obiettivo interoperabilità nell’agricoltura digitale

Progetto comunitario ATLAS: obiettivo interoperabilità nell’agricoltura digitale

By meccagri at Giugno 4, 2020 | 22:45 | – Realizzare una piattaforma di servizi digitali aperta per applicazioni agricole, che permetta a macchine agricole, sistemi di sensori e strumenti di analisi dei dati di interconnettersi in maniera flessibile superando il grave problema della mancanza di interoperabilità.

Si prefigge questo obiettivo ATLAS, acronimo di Agricultural Interoperability and Analysis System, un progetto di ricerca finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Horizon 2020 che vuole mettere a disposizione degli agricoltori la tecnologia digitale più avanzata, presupposto imprescindibile,  come ha dimostrato con grande evidenza anche la recente emergenza sanitaria  Covid-19, per conservare ed aumentare in modo sostenibile la produttività.

In altre parole, ATLAS intende porre gli agricoltori nelle condizioni di avere il pieno controllo dei loro dati e di poter decidere quali dati condividere con facilità, con chi e in quale luogo.

DAI BIG DATA GRANDISSIME OPPORTUNITÀ MA CON PROBLEMATICHE CHE VANNO RISOLTE

«È vero che l’agricoltura odierna è già digitalizzata in larga misura e che un agricoltore medio usa normalmente una grande quantità di differenti strumenti software – fa presente Stefan Rilling, coordinatore del progetto ATLAS – ma è ancora difficile e farraginoso mettere insieme tutti questi strumenti digitali, senza trascurare il fatto che gli stessi dati devono essere inseriti manualmente più volte in presenza di differenti sistemi, modelli e interfacce. Abbiamo a che fare con tecniche di coltivazione già molto avanzate ma l’ottimizzazione dei flussi di lavoro e l’incremento delle rese presuppongono l’elaborazione di enormi quantità di dati digitali con una alta risoluzione spaziale e temporale, provenienti da una moltitudine di differenti fonti». Di qui l’esigenza di definire una nuova generazione di standard per garantire l’interoperabilità dei futuri sistemi destinati all’agricoltura digitale.

Un dato che parla da solo: IBM stima che un’azienda agricola media può generare mezzo milione di data points al giorno che possono aiutare gli agricoltori a migliorare le rese e ad incrementare i profitti.

PROGETTO ATLAS: TRE ANNI DI DURATA E TRENTA PARTNER PROVENIENTI DA SETTE PAESI EUROPEI

«Il progetto ATLAS, la cui durata è fissata in 36 mesi fino a settembre 2022 e per il quale sono stati stanziati oltre 12.890 euro, coinvolge 30 partner provenienti da 7 Paesi europei: Germania, Svizzera, Grecia, Italia, Romania, Spagna e Lettonia – ci spiega Eugenio Cavallo, ricercatore dell’Istituto per le Macchine Agricole e Movimento Terra-Consiglio Nazionale delle Ricerche di Torino –. I partner del progetto sono aziende fornitrici di tecnologie per l’agricoltura  e loro associazioni, università e centri di ricerca, agricoltori e loro associazioni, distribuiti in tutta Europa.

LA VALIDAZIONE AVVERRÀ SUL CAMPO COMBINANDO L’IMPIEGO DI ATTREZZATURE AGRICOLE CON SISTEMI DI SENSORI E ANALISI DEI DATI

La tecnologia sviluppata attraverso il progetto ATLAS, finalizzata ad offrire l’interoperabilità hardware e software dei dati, viene testata e valutata, nell’ambito di una serie di studi pilota condotti in differenti contesti europei presso 13 aziende agricole, di cui 5 sono esclusivamente centri di ricerca, 6 svolgono un’attività commerciale e 2 abbinano all’attività commerciale quella sperimentale.

In particolare vengono presi in esame quattro campi di impiego di particolare rilevanza: 1) scambio di dati relativi all’agricoltura di precisione, 2) gestione dell’irrigazione guidata da sensori, 3) gestione del suolo basata su dati, 4) analisi comportamentale del bestiame.

I BENEFICI DELLL’AGRICOLTURA DIGITALE PER UN PUBBLICO PIÙ VASTO

Intorno a questi studi pilota, chiamati “Innovation Hubs”, sarà istituita una rete di utenti finali, fornitori di servizi, ricercatori e responsabili delle politiche in modo da rendere fruibili i benefici dell’agricoltura digitale ad un pubblico più vasto. Inoltre, attraverso finanziamenti opportuni, start-up innovative saranno chiamate a fornire i propri servizi attraverso l’utilizzo della piattaforma.

Al progetto ATLAS è dedicato un apposito sito raggiungibile all’indirizzo https://www.atlas-h2020.eu/ dove si possono reperire maggiori informazioni  e materiale informativo https://www.atlas-h2020.eu/dissemination-material/

UN SONDAGGIO PER GLI OPERATORI AGRICOLI E DUE, PIÙ SPECIFICI, RIVOLTI AI COSTRUTTORI

iene offerta anche la possibilità di partecipare a tre differenti sondaggi.

Il primo, a questo link https://www.atlas-h2020.eu/poll-1/, è destinato agli operatori agricoli per identificare quali siano, a loro avviso, le tecnologie più interessanti per il futuro dell’agricoltura. Si tratta di scegliere tra 5G, Intelligenza artificiale, Veicoli autonomi, Blockchain, Interoperabilità, IoT, Dispositivi mobili e Telerilevamento.

Il progetto propone inoltre altri 2 sondaggi destinati ad un pubblico più ristretto per meglio comprendere l’evoluzione, dal punto di vista delle aziende fornitrici, delle tecnologie per l’agricoltura digitale.

Il primo di essi è indirizzato ai costruttori di queste tecnologie https://www.umfrageonline.com/s/0285b7e mentre il secondo ha come target i costruttori dei sensori impiegati in tali soluzioni digitali https://www.umfrageonline.com/s/59a014c .

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Urge liquidità, per non soccombere: il grido d’allarme del comparto metalmeccanico

Urge liquidità, per non soccombere: il grido d’allarme del comparto metalmeccanico

By meccagri at Maggio 28, 2020 | 17:52 | – Con un comunicato congiunto FederUnacoma, insieme ad altre otto associazioni della metalmeccanica e meccatronica, chiede uno sblocco immediato della liquidità, attraverso la semplificazione e velocizzazione dell’erogazione del credito, per sostenere le aziende del settore che rischiano di non sopravvivere alla grave situazione di crisi generata dall’emergenza epidemiologica.



IL RUOLO CRUCIALE SVOLTO DALLA METALMECCANICA

L’impatto dell’emergenza Covid-19 sulla filiera italiana della metalmeccanica, si legge nel documento, si sta rivelando ogni giorno più pesante e rischia di compromettere molto seriamente un settore di interesse nazionale, che occupa 1,6 milioni di addetti – risultando, così, secondo in Europa dopo quello tedesco – e il cui fatturato ammonta a 430 miliardi di euro.
La metalmeccanica riveste in tutti i Paesi industriali un ruolo fondamentale, sia dal punto di vista quantitativo (in termini di occupazione, valore aggiunto e scambi internazionali) sia da un punto di vista strategico: produce, infatti, la totalità dei beni d’investimento in macchine e attrezzature, attraverso i quali trasmette l’innovazione tecnologica a tutti i rami dell’industria e contribuisce in modo determinante alla crescita di un Paese e al mantenimento dei livelli di competitività dell’intero comparto industriale.
Le sue produzioni sono quindi alla base di molteplici filiere essenziali e interagiscono con quasi tutte le attività, non solo industriali.
 
UN COMPARTO DETERMINANTE PER LA TENUTA ECONOMICA DEL PAESE, MA AL TEMPO STESSO FRAGILE E VULNERABILE

Si tratta, fa presente il comunicato, di un settore composito e determinante per la tenuta economica del Paese e per il suo sviluppo futuro, con aziende di grandi dimensioni leader a livello mondiale su specifiche tecnologie, ma al tempo stesso di un comparto fragile, poiché le piccole e medie industrie che compongono in larga misura il nostro sistema produttivo sono più vulnerabili nella competizione internazionale.

UNA FASE DELICATA CHE NECESSITA DI INTERVENTI DI SOSTEGNO In un quadro così complesso come quello creato dalla crisi attuale, sostengono le associazioni firmatarie dell’appello, è innegabile che la maggior parte delle imprese della filiera della metalmeccanica si trovi ad affrontare una fase molto delicata, che fin dai primi giorni di lockdown ha fatto emergere la necessità immediata di interventi a supporto della liquidità, affinché le aziende potessero far fronte al crollo della domanda e del fatturato.

Le misure di garanzia varate con il Decreto Liquidità, tuttavia, non hanno ancora, nel loro complesso, prodotto pienamente gli effetti tempestivi invocati: le imprese hanno bisogno di poter contare subito sulla liquidità aggiuntiva.

SEMPLIFICAZIONE E TEMPESTIVITÀ LE PAROLE D’ORDINE

Occorre in prima battuta semplificare al massimo le procedure di concessione della garanzia e velocizzare l’erogazione del credito. Gli strumenti di garanzia possono poi essere ancora potenziati e ne va assicurata la continuità nei prossimi mesi attraverso stanziamenti congrui, che consentano alle imprese di tutte le dimensioni di beneficiare delle agevolazioni dello Stato.

RICHIESTO L’IMPEGNO DI TUTTI I SOGGETTI COINVOLTI Auspichiamo, in tal senso, dichiarano le associazioni di settore, di poter continuare a contare sul pieno e crescente impegno congiunto di tutti i soggetti coinvolti: dal Governo ai gestori delle misure di garanzia, fino al sistema bancario, il cui ruolo è determinante ai fini di una tempestiva messa a disposizione delle imprese della liquidità necessaria per superare l’emergenza.

Inoltre, con riferimento alla moratoria, riteniamo indispensabile che – in aggiunta a quella di legge introdotta per le PMI dal Decreto Cura Italia – sia previsto un intervento anche per le imprese di medio grande dimensione, che consenta loro di beneficiare delle flessibilità di recente annunciate dall’Autorità Bancaria Europea sul trattamento delle moratorie.

MOLTE IMPRESE A RISCHIO SOPRAVVIVENZA

«Questi interventi – si legge in chiusura del documento – sono necessari per scongiurare il rischio di una perdita di competitività da parte del sistema industriale italiano, soggetto ad un’agguerrita concorrenza internazionale, evitando asimmetrie rispetto alle filiere industriali di altri Paesi europei come Francia, Germania e Spagna.

Nei mesi di marzo e aprile, le aziende hanno fatto un grande sforzo per tutelare i dipendenti e per mantenere viva la supply chain nel suo insieme rappresentata da diversi subfornitori di piccole e medie dimensioni, rispettando i termini di pagamento. Per sostenerle è necessario uno sblocco immediato della liquidità. Ne va della loro stessa sopravvivenza.

LE NOVE ASSOCIAZIONI FIRMATARIE DELL’APPELLO

Le associazione firmatarie dell’appello, oltre a FederUnacoma sono: Anfia-Associazione nazionale filiera Industria automobilistica, Anie-Federazione nazionale imprese elettrotecniche ed elettroniche, Anima-Federazione delle Associazioni nazionali dell’industria meccanica varia ed affine, Assofond-Federazione nazionale fonderie, Assomet-Associazione nazionale industrie metalli non ferrosi, Federmeccanica-Federazione sindacale dell’industria metalmeccanica italiana, Federmacchine-Federazione nazionale delle Associazioni dei produttori di beni strumentali e loro accessori destinati allo svolgimento di processi manifatturieri dell’industria e dell’artigianato e Ucimu-Sistemi per produrre-Associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot, automazione e di prodotti a questi ausiliari,

Fonte: FederUnacoma

Fonte immagini: Argo Tractors (apertura), BCS, Berti, Nardi.

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Agricoltura 4.0: un mercato da 450 milioni di euro, in forte crescita

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By meccagri at Aprile 29, 2020 –  Il mercato italiano dell’Agricoltura 4.0 (l’utilizzo di diverse tecnologie interconnesse per migliorare resa e sostenibilità delle coltivazioni, qualità produttiva e di trasformazione, nonché More →