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Grande Prelato

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Secondo alcuni sarebbe già tra noi.

Antonio Romano (che ho avuto l’onore e il piacere di conoscere di persona) ne parla in un articolo denso e appassionato che riporto di seguito.

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La sindrome del Grande Prelato (Don Alessandro Minutella)

Tra i sacerdoti scomunicati dal regime bergogliano merita un discorso a parte Alessandro Minutella.

Mentre gli una cum (coloro che criticano il papa, ma celebrano in comunione con lui) continuavano a riconoscere l’eresia di “Papa Francesco” senza avere il coraggio di affrontare il tema dell’invalidità della sua elezione, dal suo blog don Minutella “gridava” – nel senso letterale del termine – la sudditanza della chiesa di Roma al potere di Lucifero.

La chiesa sinodale-arcobaleno snobbava il sacerdote palermitano e il suo movimento, mentre i tradizionalisti che rifiutavano anche il Vaticano II lo consideravano scismatico. Citando san Tommaso, don Alessandro cercava di convincere i suoi seguaci che partecipare alle messe della chiesa eretica di Roma era peccato, dimenticando però che il Santo si riferiva agli eretici riconosciuti «da una sentenza della Chiesa» (S. Th., III, q. 82 a. 9).

Il sacerdote ribelle riconosceva di avere diversi difetti, ma non si era accorto del più pericoloso: considerarsi l’ultimo baluardo a difesa del cattolicesimo e ritenere il suo Piccolo resto l’unico movimento autorizzato dallo Spirito Santo per opporsi alla falsa chiesa.

Inoltre spesso si faceva sopraffare dall’ira, maledicendo quelli che considerava eretici e scoraggiando così i sacerdoti a condividere il suo cammino, ma il difetto più grande doveva ancora manifestarsi. Nel 2021 don Alessandro citava Anna Katharina Emmerick e don Dolindo Ruotolo in riferimento al Grande Prelato, il quale sarebbe stato una persona umile e santa, di nazionalità italiana ed eletto dai cattolici di Roma, ma certamente – diceva – non era lui. In realtà il sacerdote non accettava il sedevacantismo, e fremeva per essere riconosciuto come Grande Prelato. Per aprirsi una strada sicura verso il solenne riconoscimento, nel 2022 si moltiplicavano le sue catechesi sul tema: il Grande Prelato sarà simile al Re Davide, pieno di grazia e potenza, di sangue nobile ed eletto per acclamazione dai romani in modo miracoloso dopo la morte di Benedetto XVI, “non ci sono alternative”. Nel mese di novembre aveva il coraggio di dire che lui non era il Grande Prelato, “e già da ora prometto obbedienza a lui”

   Il 20 febbraio 2025 don Minutella riprendeva le parole pronunciate nell’omelia del giorno precedente da padre Johannes: “non abbiamo più bisogno di aspettare il prossimo Papa, perché lo abbiamo già in mezzo a noi”, e commentava: “chi non è d’accordo se ne vada”. Proseguiva lamentandosi come sempre dei nemici che lo perseguitavano, e in riferimento al Grande Prelato concludeva il discorso con questa espressione: “perché forse… forse… forse” (sottinteso sono io). Nella trasmissione mattutina del 24 giugno don Alessandro annunciava il suo ritiro dal Piccolo resto perché alcuni sacerdoti del sodalizio non erano convinti nel riconoscerlo come Grande Prelato, e replicava: “è stata la gente che lo chiede… la gente del piccolo resto vuole il Grande Prelato”. Due giorni dopo ripeteva: “la gente lo chiede da tutte le parti… invito tutti voi a stringervi attorno a colui che il Signore ha scelto… Dio lo vuole, lo vuole la Santa Vergine. Faccio un appello solenne e definitivo: Dio lo vuole”.

In piena contraddizione con le profezie che lui stesso aveva annunciato, don Minutella veniva riconosciuto a Monza come Grande Prelato-Leone di Maria, e Celestino è stato il primo sacerdote a confessare pubblicamente di celebrare la messa in unione con il Leone di Maria

   Il 16 gennaio 2021 una mistica anonima ha profetato così: “il prelato arriverà molto presto! arriverà e sarà un Leone di Maria molto forte. Sconfiggerà, insieme alla mamma, insieme a voi… insieme a voi questa terribile testa (Bergoglio)!”. Poniamoci una domanda: Questa «donnetta» come poteva sapere del Leone di Maria nel 2021? Ho già cercato di dare una risposta che tuttavia non è esaustiva, e il mistero della profezia rimane.

   Il 24 ottobre padre Celestino sottometteva al beneplacito di Dio l’efficacia delle sue maledizioni: “con l’intercessione di Giovanni Paolo II io maledico Prevost falso papa… maledico la CEI… maledico Fernández… maledico tutto il clero che sa la verità, ma non vuole uscire per comodità e per tornaconto”. Don Franco Brogi era l’unico sacerdote che su YouTube contrastava in maniera efficace don Minutella, il quale, nel nominarlo andava su tutte le furie. 

    Nell’evento di Milano dell’8 dicembre 2025 don Alessandro riconosceva a Maria il titolo dogmatico di Corredentrice, Avvocata e Mediatrice, inoltre – con la presunta autorità che gli competeva – scomunicava il defunto antipapa Francesco, Leone XIV e tutta la chiesa scismatica. Nella trasmissione del giorno seguente il Leone di Maria abbandonava il tono solenne del giorno prima, e con chiaro riferimento alle folli parole di Fernández sulla liceità del titolo Corredentrice, diceva che tutto era stato fatto “tra amici”. Naturalmente questo giocare con il ruolo di Grande Prelato-Leone di Maria, questo vorrei ma non posso, alimentava la confusione e lo smarrimento sia nei fedeli che lo seguivano, sia in quelli che avrebbero voluto farlo. In effetti interpretare il ruolo del Leone di Maria intimoriva don Alessandro, che non si accorgeva delle incoerenze nelle quali cadeva. Il 23 gennaio 2026 lo stesso sacerdote comunicava che don Pablo Tamayo (sacerdote della Costarica) aveva ricevuto un messaggio da parte di Gesù indirizzato ai sacerdoti del Piccole resto, e aggiungeva che padre Tamayo “celebra in comunione con il Leone di Maria. Così, gli altri vadano via se non sono d’accordo”. Dopo cinque giorni diceva che il Leone di Maria è “forse detentore del munus”.

Essere o non essere, questo è il dilemma.

Anche durante il recente tour americano del 2026, il sacerdote palermitano inveiva ogni giorno contro i “disgraziati farabutti nemici” che lo calunniavano. Certamente non era facile dare fiducia a un Grande Prelato scelto dal Signore per salvare il «resto» della Chiesa che ostentava le sue grandi e uniche sofferenze: “Padre Pio ha subito tanto, Minutella forse un po’ di più”; Faustina Kowalska soffriva perché non era creduta, “Io un po’ la vivo questa cosa, forse anche di più”. Il fulcro di ogni catechesi era don Alessandro Minutella e il suo tragico martirio. Il sacerdote esibiva quasi ogni giorno le sue «locuzioni» come prova sicura dell’opera alla quale lo aveva chiamato la Santa Vergine.

Tanto per coltivare un profilo umile, don Alessandro informava che l’angelo custode gli bussava sulla spalla quando non aveva finito un pensiero, e aggiungeva: “se volete credermi eh… c’è chi si stupisce di queste mie uscite soprannaturali” (22-11-2022). Considerava le sue locuzioni sicure e non paragonabili a quelle delle altre mistiche in circolazione: “non faccio come la mistica pinco pallina, c’è ne sono tante in giro, (che dice) quella è la falsa chiesa me l’ha detto Gesù”, ma la cosa più sconcertante era l’aver convinto a seguirlo dei sacerdoti sinceri e animati da buone intenzioni.

Il 27 febbraio 2026 si concludeva a Medellin il primo raduno dei sacerdoti del sodalizio mariano internazionale, e don Bernasconi diceva che non bisogna credere alle profezie sul Grande Prelato che si sarebbe manifestato dopo l’Avvertimento, perché la realtà supera la profezia e Dio aveva scelto il Grande Prelato che era già in mezzo a noi. In questo modo il sodalizio mariano agiva sulle profezie con un’operazione «taglia e cuci» per adattarle alle proprie esigenze e aspettative. Ormai don Alessandro procedeva a propulsione mistica, e tra una locuzione e l’altra il 9 marzo comunicava quella ricevuta due giorni prima dalla Vergine: “è venuto il momento di dire le cose con chiarezza, la guida della fede cattolica è il sottoscritto, e che solo qui Dio ha voluto che si conservi la fede cattolica, e altrove è solo e soltanto una contraffazione”. Nonostante tutte le conferme ricevute dal Cielo, e l’aver affermato che il suo munus aveva un valore superiore alle stimmate di padre Pio, il prete siciliano rimaneva talmente incerto sulla propria identità, che non aveva il coraggio di consacrare vescovi i suoi sacerdoti. Dopo aver annunciato per anni che subito dopo la morte di Benedetto XVI sarebbe arrivato il Grande Prelato, non amava farsi chiama così, e diceva: non chiamatemi Papa, chiamatemi Padre… o Guida… oppure Leone di Maria.

   Usciva anche il primo libro targato “Piccolo resto”, dove l’autore affermava che era un problema trovare un vescovo che consacrasse don Minutella per trasmettergli la successione apostolica, e aggiungeva «Non escludo però nemmeno che don Minutella abbia già ricevuto l’ordinazione episcopale per un intervento soprannaturale di Dio» .

Soprattutto per le iniziative di Andrea Cionci, nel mese di aprile il direttore di LifeSiteNewsJohn-Henry Westen, dedicava diverse trasmissioni sull’invalidità dell’elezione di Francesco e Leone XIV, venivano citati i nomi di sacerdoti scomunicati, ma di don Minutella nessuna traccia, nessuno ne parlava, sebbene fosse l’unico che avesse le idee chiare sulla falsa chiesa che cercava di concretizzare i piani dell’apostata Jorge Mario Bergoglio.

Il 4 maggio don Alessandro comunicava che don Tamayo aveva tradito il Piccolo resto, tuttavia le sue invettive erano soprattutto rivolte, come sempre, ai “nemici”. Intanto si avvicinava il mese di luglio, quando la FSSPX avrebbe consacrato nuovi vescovi senza il permesso di Leone, e Minutella fremeva, perché non aveva nessuna intenzione di rimanere inerte davanti a questo «stato di necessità» generalizzato, e il 18 maggio diceva: “se io fossi vescovo” ordinerei subito i seminaristi del sodalizio.

Ma non aveva il munus venuto dal Cielo? Non aveva già proclamato il dogma della Corredentrice? Perché allora tutta questa titubanza? Don Alessandro era consapevole che il suo munus era talmente artigianale da non autorizzarlo a consacrare niente e nessuno.

In effetti il povero sacerdote stava vivendo una difficoltà molto seria, perché la sua tanto conclamata “missione profetica” stava per essere oscurata dalla Fraternità di San Pio X, che se fosse stata veramente scomunicata avrebbe attirato una moltitudine di fedeli a scapito del Piccolo resto. Il devoto di Leone di Maria responsabile di Adoración y liberación Vicente Montesinos, aveva capito molto bene la situazione, e il 22 maggio, in un «intervento speciale», affermava che se don Alessandro avesse il munus, ma senza la possibilità di ordinare sacerdoti e consacrare vescovi, “allora ci troveremo davanti a una figura teologicamente diminuita”. Il messaggio, se pur manifestato in maniera blanda, era chiaro: rompere gli indugi e autoproclamarsi vescovo. Anche padre Lerner cercava si accelerare i tempi, e il giorno dopo diceva che se don Alessandro aveva ricevuto il munus petrino, non aveva bisogno di essere consacrato da un vescovo della falsa chiesa, perché possedeva già la potestà di governo e quella dell’ordine. Esibendo calma e sicurezza, il Leone di Maria dimostrava di apprezzare le considerazioni di Montesinos e padre Johannes, ma demandava la decisione ai sacerdoti del sodalizio.

Durante l’omelia del 25 maggio diceva: “Non verrà nessun vescovo, oggi che è Pentecoste qui negli Stati Uniti, faccio questa solenne affermazione. Mi dispiace deludervi, non verrà nessun vescovo, poi decideremo noi cosa fare. Sappiatelo, non verrà nessun vescovo… Quando il Signore nella locuzione mi ha detto sarai consacrato vescovo, bisognerà capire cosa significhi”. Don Alessandro cercava di convincere i suoi seguaci che la FSSPX era un miraggio, perché anche se scomunicati avrebbero continuato a celebrare una cum Leone XIV. L’unica alternativa era lui e affermava: “i convenuti a tavola aspettano che il profeta chiami l’ultimo dei figli, il più piccolo, quello che sta pascolando le pecore, perché il profeta dice: non ci metteremo a tavola finché lui non venga”.

Ormai don Alessandro aveva superato ogni limite, e le sue illusorie aspettative avevano i giorni contati. Dopo don Pavel, che aveva abbandonato il sodalizio nel mese di novembre, nella catechesi serale dell’8 giugno anche don Ramon Guidetti riusciva a rompere l’incantesimo, e annunciava che non avrebbe più obbedito a don Alessandro, perché aveva tradito la sua vocazione di confermare il popolo nella fede e andava avanti a forza locuzioni. Don Alessandro girava il mondo per fare proseliti, ma continuava a dire che non aveva paura di essere abbandonato da tutti e rimanere solo. Con tutta la buona volontà, non si riesce a capire come sia compatibile il ritirarsi a vita privata con la missione profetica del Grande Prelato che deve salvare la Chiesa!   

  In realtà l’indeciso Grande Prelato aveva una grande fretta, e dopo pochi giorni cambiava idea sulla sua consacrazione episcopale, sperando in un vescovo ortodosso che lo avrebbe consacrato, perché tutti si fanno la loro chiesa, “e noi stiamo a guardare!?”. Cercando di mascherare il suo urgentissimo «stato di necessità» rassicurava i suoi seguaci: “non c’è fretta”. Due giorni dopo (16 giugno), rivolgendosi idealmente a mons. Viganò diceva: “Io che elemosino l’aiuto di qualche successore degli apostoli”. Per difendersi dalla propria insicurezza insisteva nel dire che il Piccolo resto era l’unica proposta valida e lui era l’unico al mondo a dire che a Roma c’era la chiesa di Satana. Naturalmente si guardava bene dal citare i miei libri. A motivo dei problemi creati da don Ramon, giovedì 18 don Alessandro “sbroccava” completamente, e agitandosi in maniera convulsa urlava: “Non mi dite il Grande Prelato. Non mi dite queste parole, meno male che ve l’l’ho detto dall’inizio. lo sono, lo sono, ma non me lo dite. Appena me lo dite il diavolo v’incorna”. Dopo aver annunciato per anni il Grande Prelato, cioè se stesso, adesso inorridiva al solo udire un’espressione simile! Ormai il Grande Prelato agiva sotto le mentite spoglie di don Alessandro Minutella. Il giorno seguente toccava il fondo, e invocava la maledizione della Madonna sui “piccoli resti” che si erano separati.

   Molte volte don Alessandro aveva ripetuto che Benedetto XVI non aveva rinunciato ad essere Papa, ma si era posto in “sede impedita”… vuoi vedere che anche il Leone di Maria sarà tentato di fare la stessa scelta?

A parte gli scherzi, non sappiamo quali saranno le prossime mosse del sacerdote palermitano, sappiamo però con certezza che la Chiesa sta vivendo un periodo di grande confusione, dove in nome dello «stato oggettivo di grave necessità» fatto proprio dalla Fraternità di San Pio X, molti cercano di crearsi la loro chiesa.

Padre Pio conosceva per rivelazione divina il segreto nascosto di Fatima, e quindi l’apostasia della falsa chiesa che avrebbe agito nella vera Chiesa. Ci sono vescovi come Schneider e Strickland, che amano farsi intervistare per manifestare le loro continue lamentele nei confronti della Chiesa, ma hanno letteralmente “paura” di citare le profezie che finora non hanno sbagliato una virgola; non solo, ma alla luce dei fatti è altrettanto limpido quello che hanno già annunciato: non ci sarà alcun ravvedimento da parte dei responsabili della chiesa sinodale-arcobaleno che persevereranno nei loro errori, la confusione e lo scisma dureranno ancora alcuni anni, fino a quando il Signore non pronuncerà il suo solenne BASTA.

Agli inizi degli anni ’60 un gruppo di persone con i loro bambini si presentarono dal santo di San Giovanni Rotondo, e uno di loro chiese: padre Pio quando avverrà il trionfo del Cuore Immacolato di Maria? Il Santo rispose più o meno con queste parole: io non lo vedrò, voi non lo vedrete, ma loro (riferendoli ai bambini) sì. Dato che i bambini avevano circa dieci anni, se diamo credito alle parole di padre Pio non manca tanto!

Antonio  Romano

Note

  • 1Corredentrice per grazia, aspetti di mistica mariana, Phasar, 2025, 55-57
  • 2Johannes Lehrner, La rinuncia invalida di papa Benedetto XVI. La Chiesa sopravvive in un piccolo resto, Amazon, 2026, H, 2.3

Ringrazio Antonio Romano per i libri che mi ha regalato e che mi faranno compagnia nelle prossime settimane. Uno su tutti: UN MASSONE SULLA CATTEDRA DI PIETROpresentato dall’autore sul blog di Marco Tosatti nel 2025.

SatiLeaks by Gianfranco Colella per (Quotidianoweb.it)  29 giugno 2026 

SatiLeaks by Gianfranco Colella

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