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Distretto del Po-siccità: con l’acqua disponibile restano dieci giorni per l’irrigazione. Per ora nessun problema all’idropotabile

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L’Osservatorio coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, riunito in via straordinaria nella sede del Consorzio di bonifica Delta del Po (Rovigo), considerato che la disponibilità di risorsa si sta rapidamente esaurendo conferma, per ora, lo stato di severità idrica “Media in assenza di precipitazioni” e approva una serie di indicazioni per il territorio al fine di promuovere un uso equo della scarsa risorsa idrica disponibile a scala distrettuale

10 Luglio 2026 – Una serie di indirizzi per il territorio (vedere file “.DOC” in allegato) al fine di promuovere un uso equo della scarsa risorsa idrica disponibile a scala distrettuale in un quadro fortemente critico: indicazioni di suggerimento che non comportano alcun vincolo e sono limitate al solo Bacino del fiume Po (e non all’intero Distretto) discusse ed adottate oggi in sede d’aggiornamento dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, coordinato dall’Autorità di Bacino del fiume Po e che ha riunito tutti i partner in via straordinaria a Taglio di Po (Rovigo), presso la sede del Consorzio di bonifica Delta del Po, la cui presidente Virginia Taschini, insieme al direttore generale Rodolfo Laurenti hanno accompagnato, prima dell’inizio dei lavori, il team del Settore “Gestione Risorse Idriche” dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, nel territorio di Porto Tolle; qui, coadiuvato dai funzionari dell’ADBPO, il dirigente dell’ente Francesco Tornatore  ha preso visione di alcune situazioni particolarmente critiche, come quelle alle prese irrigue dello Scolo Scoetta (dove è in funzione un sistema di pompe mobili per garantire la risorsa idrica all’agricoltura), del Canale Ca’ Mello e della presa al potabilizzatore di Ponte Molo.

“Una situazione particolarmente complessa e delicata, quella del territorio del Delta del Po, a causa del perdurare di valori di portata ridotti che determinano purtroppo condizioni favorevoli all’intrusione salina che, nel ramo di Pila/Venezia, si attesta a 20 chilometri dalla foce e nel ramo di Goro è giunta anche fino a 25 chilometri – ha sottolineato Francesco Tornatore, dirigente dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po –. La presenza dell’Osservatorio qui, oggi, intende essere un segnale affinché l’attenzione permanga alta sullo stato di queste condizioni che, ormai da un mese abbondante, stanno determinando difficoltà sempre più marcate nell’approvvigionamento irriguo, nell’idropotabile, dove Acque Venete è costretta a limitare i prelievi e che rischiano di compromettere l’habitat e la biodiversità dell’ecosistema”.

Ma il Veneto non è l’unica regione del Nord Italia a subire le criticità causate dalle ripetute ondate di afa e a sperare nei previsti temporali dei prossimi giorni: il quadro permane infatti difficile in diversi comprensori del Distretto, come in Piemonte, dove la Regione ha convocato per lunedì un focus d’emergenza avendo ricevuto richiesta di rilasci ulteriori dagli invasi di monte verso il Lago Maggiore, per poter minimamente continuare a fornire risorsa idrica al Po, soffre l’idropotabile e anche l’uso irriguo (specie le aree risicole, con una riduzione di circa l’80% della risorsa fonte: ANBI); nelle zone della Liguria le elevatissime temperature hanno contribuito a determinare una situazione idrologica superficiale in lieve deficit, mentre permangono ancora criticità alle falde; in Lombardia il deficit medio di risorsa ha raggiunto il 40% e si valuta un soccorso irriguo per il Lago d’Idro (in particolare difficoltà) fino al 20 luglio, termine della stagione irrigua.

Difficoltà, seppur minori, anche in Valle d’Aosta per l’approvvigionamento idrico all’agricoltura; resiste la Toscana, che non segnala richieste di deroghe e dove il deflusso ecologico è pienamente garantito; in Emilia-Romagna diverse richieste di deroga sui corsi d’acqua minori appenninici, ora al vaglio di ARPAE e dighe piacentine di Mignano e Molato (piene entrambe al 42%) che proseguono nel fornire l’acqua all’agricoltura locale, mentre Ridracoli (pieno sino al 78%) e Conca (percentuale di riempimento: 62%) stanno sostenendo il comparto idropotabile della Romagna in quella che è praticamente la fase di picco stagionale di richiesta d’acqua.

Questi i valori registrati nelle stazioni di riferimento al 7 luglio: Piacenza 188 metri cubi al secondo; Cremona 232 m3/s; Boretto (RE) 261 m3/s; Borgoforte (MN) 271 m3/s; Pontelagoscuro, sul Delta, 307 m3/s (ma nelle ultime ore i valori si attestano a circa 289 m3/s).

Giù in picchiata i Grandi Laghi Regolatori che, alla data dell’8 luglio, registrano volumi inferiori ai valori medi di riferimento: nell’arco dell’ultima settimana si è registrata una riduzione della percentuale di riempimento pari a circa il -17% per il Lago Maggiore (-33 cm in una sola settimana, che equivalgono a 69 milioni di metri cubi d’acqua perduti); -15% per il Lago di Como; -18% per il Lago d’Iseo; -8% per il Lago d’Idro; e –5% per il Lago di Garda. Volumi invasati inferiori alla media anche per la risorsa idrica delle dighe montane.

Alla luce delle condizioni osservate e dei modelli previsionali elaborati, la severità idrica a scala distrettuale viene dunque confermata “MEDIA in assenza di precipitazioni”.

Nell’ottica del prosieguo del costante monitoraggio delle situazioni più critiche sulle diverse aree del Bacino, l’Osservatorio tornerà a riunirsi il prossimo 21 luglio. Tutti i dati analitici del Distretto sono visibili e consultabili sul portale istituzionale dell’ente al link: https://www.adbpo.it/osservatorio-permanente/ .

 

[Materiali allegati:

due momenti del sopralluogo oggi a Porto Tolle (Ro), nel Delta del Po, effettuato da Francesco Tornatore, dirigente del Settore “Gestione Risorse Idriche” dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, sulle prese irrigue allo Scolo Scoetta (dove è in funzione un sistema di pompe mobili per garantire la risorsa idrica all’agricoltura) e al Canale Ca’ Mello, accompagnato dalla presidente della Bonifica Delta del Po, Virginia Taschini e dal direttore generale dell’ente consortile Rodolfo Laurenti (foto: ADBPO) e un’immagine odierna del Grande Fiume a Porto Tolle, Rovigo (fonte: ADBPO);

– il file “.DOC” con le indicazioni atte a promuovere un uso equo della scarsa risorsa idrica disponibile sul territorio; i file “.PDF” con i valori delle portate tra l’1 e il 7 Luglio 2026 e i dati di riempimento dei Grandi Laghi alpini (aggiornati all’8 Luglio 2026 e confrontati con quelli del 2 Luglio 2026); e la mappa del quadro sinottico dell’andamento portate e prelievi nel distretto del Fiume Po aggiornato al 9 Luglio 2026;

 

INDICAZIONI PER UN USO EQUO DELLA RISORSA

Data l’attuale condizione di severità idrica l’Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici del Distretto Po, a tutela del bilancio idrico e del DMV/DE del Distretto idrografico del fiume Po, ferme restando le condizioni di cui alla Deliberazione n. 4 del 14 dicembre 2017 della Conferenza Istituzionale Permanente dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po nonché delle condizioni di cui al Decreto del Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po, n. 88 del 29 novembre 2024, raccomanda agli Enti competenti:

  • di dare priorità alle istanze di deroga al DMV/DE richieste ai fini del completamento del ciclo delle colture in “primo raccolto” evitando, in ogni caso, di assentire deroghe per l’irrigazione di colture destinate alla trasformazione energetica;
  • di prendere in considerazione eventuali istanze di deroga relative al secondo raccolto, solo se adeguatamente motivate;
  • di evitare di autorizzare nuovi attingimenti precari ex art. 56 del R.D. n. 1775/1933, nei bacini e sottobacini nei quali le disponibilità idriche non siano sufficienti a soddisfare la domanda già regolarmente assentita, fatte salve le richieste di derivazioni a carattere temporaneo e/o emergenziale poste in opera dai Consorzi di Bonifica per attingimenti diversi da quanto stabilito all’articolo 9, comma 1 e 3, del DL 275/1993, aggiornato al 14/04/2006 (ex art 56, RD 1775/1933).

Inoltre, per l’attuazione delle finalità di cui all’art. 63-bis, comma 1, del D. Lgs. n. 152/2006 e ss.mm.ii., le Regioni, le Province e le Città metropolitane del Distretto sono invitate a valutare e, ove occorra, a nominare il regolatore di cui all’art. 43, comma 3, del R.D. 1775/1933 per i corsi d’acqua e i sottobacini interessati da criticità, quale figura tecnica terza e indipendente incaricata del riparto delle disponibilità tra le utenze e della proposta delle temporanee limitazioni necessarie.

Per le medesime finalità di cui sopra, dette Regioni, unitamente alle Province e alle Città metropolitane sono invitate, altresì, a intensificare i controlli sui titoli di prelievo e di attingimento e sull’effettivo rispetto delle portate assentite, anche avvalendosi dei Consorzi di bonifica, degli enti di polizia idraulica, delle Agenzie regionali per l’Ambiente e del Corpo dei Carabinieri per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare. Si rammenta, a tal fine, a tutti i soggetti competenti, che le derivazioni e gli attingimenti da acque superficiali devono essere dotati, a cura dei titolari, di idonei dispositivi di misurazione delle portate e dei volumi prelevati, conformi al D.M. MiPAAF 31 luglio 2015 e alla normativa regionale di settore, in assenza dei quali non sussistono le condizioni per una corretta valutazione del rispetto degli obblighi derivanti da eventuali provvedimenti di deroga.

Si richiama, infine, l’obbligo, per gli Enti competenti, di comunicare all’Autorità di bacino le eventuali richieste di deroga al deflusso minimo vitale/deflusso ecologico (DMV/DE) che riguardino il reticolo idrografico principale e, in particolare, gli affluenti diretti del fiume Po, al fine di consentirne la valutazione degli effetti a scala distrettuale sul bilancio idrico e sul rispetto delle portate di riferimento nel corso d’acqua principale. Per le finalità anzidette, per quanto attiene ai seguenti corsi d’acqua: Dora Baltea, Sesia, Ticino, Lambro, Adda sub-lacuale, Oglio sub-lacuale, Mincio; si chiede alle amministrazioni regionali di provvedere affinché eventuali richieste di deroga possano essere trattate dall’Autorità di bacino complessivamente.

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