Home Politica Agricola I nuovi valori sono i peccati capitali!

I nuovi valori sono i peccati capitali!

0
638

Di Lamberto Colla Parma 19 aprile 2026 –  Se un tempo, negli anni 80 e 90 imperversavano soap romantiche, dove al massimo si supponevano tradimenti intrafamiliari, dal nuovo millennio le serie TV si sono fortemente orientate alla violenza.

Negli anni più recenti, nell’ultimo lustro per intenderci, c’è stato un fiorire di serie TV particolarmente violente, all’interno delle quali la violenza diventa la normalità. Da questo punto di vista molto interesse stanno suscitando le serie turche. Da “Io sono Farha” a “Forbidden Fruit” le soap turche, ma non solo, hanno come sentimenti dominanti i peccati capitali: vendetta, invidia, tradimenti, manipolazione e sopraffazione di potere che diventano modelli comportamentali positivi.

Sceneggiature ambientate in cornici eleganti, ricche, impreziosite da donne bellissime e spesso malvagie, capaci di intriganti commedie allo scopo di primeggiare e soprattutto distruggere gli avversari, uomini o donne che siano. Uomini dalla pistola facile, sempre pronti a colpire con sguardi cruenti richiamando un passato oscuro da vendicare a distanza di tempo.

Il tempo insomma non lenisce ma acuisce.

Il perdono questo sconosciuto.

E poi le serie TV nostrane che, nel cercare di fare emergere le negatività del sistema mafioso lo ergono a modello positivo, come ad esempio Mare Fuori, Gomorra o Rosy Abate, la sensuale protagonista “mafiosa” che si innamora del poliziotto ma al contempo continua la sua vita border line con la scusa di ricercare il figlio scomparso.

E che dire di Gomorra, la serie di Roberto Saviano che ha consentito allo stesso autore di calpestare palcoscenici e talk show per sentenziare sulla mafia come se fosse un oracolo. Ma siamo sicuri che i personaggi della serie siano interpretabili come negativi mentre nelle loro gesta si possa al contrario celare una sorta di apprezzamento?

Qualche dubbio mi sorge… Soprattutto alla luce dei tanti, troppi giovani che scorrazzano con coltelli o pistole, che siano trapper piuttosto che “sot-caldera” (apprendisti) in formazione da boss sino a scappati da letto che accoltellano l’insegnante in mimetica e indossando la maglietta con scritta “vendetta” allo scopo di punire un rimprovero che non avrebbe dovuto subire, secondo il giovane ben informato sulla sua impunibilità, anzi non sarà nemmeno imputabile in ragione della sua età.

Avrebbe potuto fare un strage, come era nei suoi intenti, ma “purtroppo” non era riuscito a costruire una bomba domestica, rimanendo comunque con la fedina penale candida.

Ormai i casi sono all’ordine del giorno come ad esempio quei giovani che a Massa hanno ucciso a pugni e calci un adulto che li aveva richiamati a una maggiore educazione, in quanto stavano danneggiando cose e spaccando bottiglie.

Il primo a sferrare il pugno, secondo le prime notizie trapelate, fu proprio il minorenne ex pugile, che con un preciso colpo stese a terra il padre di famiglia poi finito a calci in testa dal branco.

Racconti nostrani di cruenta attualità che altro non sono che repliche di frame di soap opera.

Giusto per fare un raffronto, riporto le descrizioni di alcuni trailers delle serie TV sopra menzionate e lascio a voi giudicare il valore educativo.

A quasi un anno dall’intervento che ha segnato le loro vite, Farah e Tahir si ritrovano in un gioco di ricatti e tradimenti. E poi, un bambino la cui identità è avvolta nel mistero, una fuga pianificata e segreti che pesano come macigni. Fino a che punto è disposto Tahir a spingersi per salvare la sua famiglia? E cosa nasconde davvero Farah? (Io sono Farah)

“Nella terza stagione della serie, segreti celati e manipolazioni costringono la famiglia Argun a confrontarsi con il passato. Chi sosterrà il peso della verità? (Forbidden Fruit 3)

Nella quinta stagione della serie tv crime più amata dagli italiani, la rivalità tra i clan camorristici di Napoli non si ferma e diventa sempre più complessa tra intrighi, voltafaccia e ritorni inaspettati. (Gomorra 5)

“Dopo aver finto la propria morte, Rosy Abate, ha assunto una nuova identità in una cittadina della costa ligure. Lavora come commessa in un supermercato ed è fidanzata con Francesco, un uomo premuroso che la ama e ignora il suo passato. Ma il passato di Rosy è troppo ingombrante per rimanere sepolto a lungo. Due mafiosi le rivelano una notizia sconvolgente: suo figlio Leonardo è ancora vivo e, in cambio dell’aiuto di Rosy, le diranno dove si trova. (Rosy Abate)”

E poi si accusano i social media di violenza e manipolazione…

Si invitano i genitori a controllare quello che i bambini e adolescenti seguono sugli smartphone e poi si lascia che il main stream trasmetta, rigorosamente in prima serata o addirittura nel pomeriggio inoltrato, quelle serie dai contenuti violenti ma dal malcelato valore negativo, anzi ammiccanti al positivo.

Qualcuno potrebbe obiettare che anche in passato i bambini erano immersi nella violenza, tra Willy il Coyote e Popeye o piuttosto la malvagità della Banda Bassotti, personaggi negativi con i quali le precedenti generazioni sono cresciute pensando che far attraversare la vecchietta sulle strisce pedonali fosse un fioretto utile a guadagnarsi il paradiso.

Giovani che dalle parrocchie venivano spediti a fare un anno di leva militare e poi al lavoro per un tozzo di pane.

Oggi, giustamente, vivere per un tozzo di pane non è “gaiardo”, lo è invece andare in galera da eroe negativo e da morto che cammina, perché al suo ritorno da libero cittadino, sarà giustamente (almeno per la consuetudine ormai diffusa) oggetto di vendetta.

“Così va il mondo…”

D’altronde i “grandi” fanno la “guerra preventiva” o “esportano la democrazia”. Cosa possiamo pretendere dai nostri giovani

(Vignetta di Copertina a cura di Romolo Buldrini L’Aquila) – Altre vignette realizzate con AI. – Alcuni sono frame delle serie TV citate nell’articolo)

—————-&—————
(per seguire gli argomenti “Editoriali” clicca qui)

https://www.gazzettadellemilia.it/politica

Google search engine