Di Lambert Glue EmiliaInWeb, 20 settembre 2026 – Non una voce dissonante, in Italia e all’estero.
L’impennata dei prezzi alla pompa dei carburanti è determinata dall’innalzamento coerente del prezzo del petrolio aggravato dal fatto che Hormuz è un “mare Minato” e sul fronte yemenita gli Huthi stanno vigilando il passaggio verso Suez.
Ma siccome ormai da parte di qualche giornale libero e “gomblottista” scorre la notizia della mancata coerenza tra crescita del prezzo del petrolio e relativo prezzo alla pompa, per cui a supporto della tesi gomblottista viene posto il confronto tra gli anni 2008/2011 e 2026, quando ai 150$/barile del OIL corrispondeva 1,36€/litro di benzina contro l’attuale confronto di 90$/barile e 2,20€/litro, ecco che vengono utili tutti i conflitti ai quali aggrapparsi e alle conseguenti difficoltà di raffinazione del greggio.

A questo aggiungiamo altri due elementi che condurranno alla ipotesi che proporremo a seguire.
Il prezzo del Gas, è oggi già a 80€/MwH. Quando l’approvvigionamento arrivava dal gasdotto North Stream, sabotato da ucraini e si presume in combutta con le forze di Sua Maestà, era di 35€/MwH, arrivato in seguito, grazie a Biden e Trump, a 50€/MwH con gran godimento statunitense in termini di PIL statunitense e di occupazione a stelle e strisce.
Due anni che hanno visto crescere a dismisura i costi energetici delle famiglie italiane in particolare e europee in generale, ma anche delle imprese, che comunque poi scaricano il differenziale sempre sul consumatore finale.
Negli ultimi 12 mesi il carburante è cresciuto di oltre il 30%.
Prezzi che hanno giustificato l’azione della BCE e della sua somma Vestale Christine Madeleine Odette Lallouette coniugata Lagarde, a alzare i tassi per combattere una inflazione non determinata dall’aumento dei consumi, come avrebbe dovuto essere per una tale misura economica, posto che l’incremento dell’inflazione (oggi al 3,3%) è determinato solo dall’incremento smisurato dei prezzi dei prodotti energetici che i consumatori sono impossibilitati a limitare ma solo a subire.
Consumatori “cornuti e Razziati”.
E qui veniamo alle motivazioni reali che hanno portato a questo egregio aumento dei carburanti, secondo la nostra ipotesi ovviamente “gomblottista”.
Ricordiamo che il prezzo dei carburanti è composto da prezzo materia prima+accise+Iva e, come se non bastasse, sull’accise viene calcolata l’aliquota IVA nonostante sia vietato tassare una tassa, ma allo Stato tutto è possibile, perfino inocularti dei veleni attraverso TSO collettivi.
Quindi, se aumenta il prezzo alla pompa, vuol dire che crescerà notevolmente anche la quota relativa di competenza statale e se l’accise è un costo fisso essa comunque contribuisce a incrementare la quota di IVA che proporzionalmente si adegua all’incremento totale.
A voler pensar male quasi sempre ci si azzecca, racconta una leggenda che corre tra i corridoi di Montecitorio, e questo esagerato surplus potrebbe essere utile a finanziare la Guerra al fianco dell’Ucraina. E mentre gli oligarchi Giallo/Blu hanno i cessi d’oro, noi non abbiamo nemmeno l’oro per ricoprire un dente cariato.
Facciamo due conticini della serva.
Stando ai dati stimati UNEM nel 2025 i consumi dei carburanti da automazione, segnatamente al gasolio e alla benzina, sommano a 35,8 miliardi di litri:
- Benzina (autotrazione): circa 11,95 miliardi di litri
- Gasolio (autotrazione): circa 27,90 miliardi di litri
Nei due grafici che seguono lo scorporo del prezzo alla pompa al 14 settembre 2026 e la media del 2020.
Graf 1 2026 e Graf 2 2020


I totali introiti per lo Stato sono stati di 35 miliardi per la media 2020 e superiori ai 38 miliardi di euro considerando i valori del 2026 sulla base dei consumi del 2025.
Un bel bottino che conferma la perfetta applicazione del Principio dei vasi Comunicanti che dal portafoglio dei cittadini va nel Fondo di Guerra arricchito anche dal contributo della Lagarde con i tassi innalzati a fronte di una paradossale inversione di potere d’acquisto dei consumatori.
Giù i consumi, Su i prezzi, giù il potere di acquisto, una formula che coincide con una idrovora potentissima che sta vuotando i risparmi dei singoli per arricchire i ricchi e muovere alla guerra, poi toccherà agli immobili per dare il colpo di grazia ai cittadini che, saranno felici di non avere nulla. WEF (World Economic Forum di Davos) docet.
Ed infine, gli allarmi lanciati in coro (ma guarda un po’ che combinazione!) dai grandi della Intelligenza Artificiale e dai connessi rischi di distruzione dell’umanità (ma come non sono loro che l’hanno costruita e la governano?) sono prodromici a portare insicurezza, paura per convincerci a accettare le “monete digitali” per metterle al “riparo da attacchi incontrollabili di AI” e i nostri depositi bancari messi al “sicuri” nei cloud governativi che nessuno, tranne i governi, potranno toccare.
Per comperare qualcosa dovremo “chiedere il permesso” e se non ci verrà concesso continueremo ad essere “felicemente dei poveri imprigionati”.
CONCLUSIONE: “Chi governa i soldi, governa le vite”
Meditate gente, meditate!












(Vignetta di copertina di Romolo Buldrini altre generate con AI) –
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