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La livella

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«’A morte ’o ssaje ched’’è? …è una livella.» scriveva Totò nel 1964 in una delle sue poesie più famose.

Per il Principe della risata la morte non è altro che la “livella” che mette tutti sullo stesso piano. Le distinzioni sociali, dice Gennaro (uno dei due protagonista della poesia, l’altro è un Marchese), sono “pagliacciate” che fanno solo i vivi. I morti sono seri: appartengono alla morte.

Il Catechismo insegna che con la morte si conclude la vita terrena e inizia il giudizio particolare, dopo il quale l’anima va verso la beatitudine (Paradiso), la purificazione (Purgatorio) o la dannazione (Infermo). Ovviamente l’estremo giudizio spetta solo ed esclusivamente a Dio, Uno e Trino (Padre, figlio e Spirito Santo).

Ciò vale anche per Emma Bonino.

Nel fare satira, pertanto, anche in questo caso limito e rivolgo il mio giudizio critico (tradotto in vignetta) non alla persona, ma alla categoria politica, sociale e culturale che la stessa rappresenta. Mi viene perciò spontaneo immaginare che dopo la morte, la Bonino inevitabilmente abbia raggiunto idealmente altri due personaggi (Andreotti e Napolitano) che hanno determinato le sorti della nostra cara Italia.

I tre rappresentano tre volti diversi — ma complementari — della continuità del potere istituzionale italiano del secondo Novecento. Tutti e tre hanno occupato il palazzo per decenni, ciascuno in modo diverso.

Andreotti rappresenta l’archetipo del potere opaco e duraturo della Prima Repubblica, capace di mediare con tutti e su tutto, e di restare in piedi anche quando tutto intorno a lui crolla.

Napolitano raffigura il passaggio dalla militanza comunista alla garanzia istituzionale massima, chiamata a tenere insieme il sistema.

Bonino che, pur venendo da una tradizione minoritaria e battagliera (i Radicali), è l’unica esponente di quell’area che è riuscita a entrare davvero nelle stanze dei bottoni.

Me li immagino alle prese con le fiamme, le stesse che le loro scelte politiche hanno appiccato alle nostre vite.

R.I.P. Emma.

SatiLeaks by Gianfranco Colella – 17 settembre 2026 – (Quotidianoweb.it)

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Meta descrizione: «la morte è una livella» scriveva Totò in una poesia del 1964, e il giudizio finale spetta a Dio. R.I.P. Emma

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