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L’economia delle emergenze – capitolo 1

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Di Lambert Glue EmiliaInWeb, 1agosto 2026 – Come anticipato un paio di settimane fa, eccoci a produrre la sintesi del libro di Davide Rossi “L’economia delle emergenze. Dalle pandemie alla guerra” con le recensioni dei singoli capitoli.

L’Emergenza come Paradigma di Governo.

Nella fase introduttiva l’autore pone le basi teoriche e concettuali dell’intero saggio, introducendo il concetto di “emergenza permanente” usata come strumento di politica economica e di governance.

1. Il passaggio dall’eccezione alla norma

  • La crisi come modello di gestione: L’emergenza non viene più considerata una parentesi temporanea da superare per tornare alla normalità, ma diventa una modalità ordinaria e continuativa di governo dell’economia e della società.
  • Giustificazione delle misure straordinarie: Sotto la spinta di una costante percezione di minaccia (sanitaria, bellica, ecologica o energetica), i governi e gli organismi sovranazionali giustificano l’adozione di provvedimenti d’eccezione, bypassando i normali processi democratici e decisionali.

2. La trasformazione dei meccanismi economici

  • Sospensione del libero mercato: Rossi evidenzia come le situazioni emergenziali abbiano portato a una progressiva sospensione o distorsione delle classiche dinamiche di mercato, a favore di interventi statali fortemente centralizzati, sussidi a pioggia e decreti d’urgenza.
  • Espansione del debito e spesa pubblica: in questa prima fase egli analizza come la gestione dell’emergenza favorisca l’aumento esponenziale del debito pubblico e la ridefinizione delle priorità di spesa, spesso incanalando risorse ingenti verso settori specifici protetti o strategici.

3. Impatto sociale e concentrazione del potere

  • Penalizzazione del piccolo tessuto produttivo: Mentre le piccole e medie imprese e i lavoratori autonomi subiscono il peso maggiore delle restrizioni e dell’incertezza economica, si assiste a una forte concentrazione di capitali e potere decisionale verso grandi gruppi multinazionali e attori finanziari globali.
  • Controllo e condizionamento: L’autore sottolinea il legame tra la narrazione dell’emergenza, l’accettazione sociale di limitazioni alle libertà personali ed economiche e la crescente pervasività dei controlli burocratici e digitali.

In sintesi

L’autore anticipa come l’economia moderna stia transitando da un modello basato sulla stabilità e sulla programmazione a lungo termine a un “capitalismo delle emergenze”, in cui le crisi non sono soltanto eventi subiti, ma diventano leve per accelerare ristrutturazioni economiche e ricodificare il rapporto tra Stato, mercato e cittadini.

La conferma di questa ipotesi avviene attraverso i diversi casi presi in esame che trovano una perfetta sintonia e integrazione consolidando il processo che porta all’obiettivo finale del controllo sociale che, come si vedrà, troverà convergenza persino tra due politiche economiche contrapposte: quella nata dall’austero socialismo cinese e quella del liberismo capitalistico occidentale. Diversa origine ma identico risultato.

“Arricchiti dai lockdown”

E’ il primo dei capitoli vero e proprio. In questa prima parte, Davide Rossi analizza come la gestione dell’emergenza pandemica da COVID-19, attraverso la politica dei lockdown e dei distanziamenti sociali, abbia provocato una delle più imponenti e rapide redistribuzioni di ricchezza dal basso verso l’alto della storia moderna.

Il capitolo si concentra sull’asimmetria economica prodotta dalle restrizioni: mentre le piccole e medie imprese, i commercianti al dettaglio, la ristorazione e il lavoro autonomo subivano perdite devastanti o la chiusura definitiva, un piccolo gruppo di grandi corporation internazionali e super-ricchi ha accumulato profitti senza precedenti.

I Punti Chiave del Capitolo

1. Il boom delle multinazionali del Tech e dell’E-Commerce

Rossi evidenzia come la chiusura forzata dei negozi fisici e la reclusione domestica abbiano creato un mercato monopolistico o oligopolistico a favore dei colossi digitali:

  • Big Tech ed E-commerce: Realtà come Amazon, Google, Microsoft e Apple hanno registrato profitti record grazie al passaggio obbligato verso gli acquisti online, lo smart working e l’intrattenimento digitale.
  • Digitalizzazione forzata: I cittadini e le piccole imprese, per sopravvivere durante le chiusure, sono stati costretti ad affidarsi alle piattaforme digitali, accentrando il potere economico e informativo in pochissime mani.

2. Big Pharma e il business sanitario

Un altro settore ampiamente trattato è quello farmaceutico. Le grandi aziende produttrici di vaccini e dispositivi medici hanno beneficiato di:

  • Finanziamenti pubblici enormi per la ricerca e lo sviluppo.
  • Contratti di acquisto blindati con i governi.
  • Esenzione da responsabilità legali e brevetti protetti, garantendo margini di guadagno giganteschi in regime di sostanziale assenza di concorrenza.

3. La crisi del ceto medio e del commercio di prossimità

Il capitolo contrappone l’arricchimento delle élite alla drammatica sofferenza dell’economia reale:

  • Cannibalizzazione dei mercati: Le restrizioni non hanno fermato i consumi, ma li hanno deviati: i piccoli negozianti (costretti a chiudere) hanno perso fette di mercato che sono state intercettate dai colossi della grande distribuzione e delle vendite online (rimasti aperti o operativi).
  • Insolvenze e indebitamento: Il ceto medio e le micro-imprese si sono impoveriti o indebitati per far fronte ai costi fissi durante le chiusure, riducendo la classe media e aumentando la dipendenza dalle decisioni statali e dai sussidi.

4. La “Scienza dell’Emergenza” come strumento economico

L’autore sostiene che il clima di costante paura e l’ipotesi di “emergenza permanente” siano stati utilizzati non solo per motivi sanitari, ma anche per giustificare decisioni economiche straordinarie. La sospensione delle normali dinamiche di mercato e dei diritti costituzionali ha permesso di ristrutturare l’economia globale a vantaggio di un’élite di investitori e fondi speculativi (come BlackRock e Vanguard).

Conclusione

Il capitolo “Arricchiti dai lockdown” denuncia come la gestione politica e sanitaria della pandemia abbia accelerato un processo di concentrazione del capitale: un’operazione in cui la maggioranza della popolazione globale ha subito perdite economiche e limitazioni delle libertà, mentre una ristretta élite economico-finanziaria si è arricchita in misura proporzionale alla durata delle restrizioni stesse.

Meditate gente, meditate!

(Vignetta di copertina di Romolo Buldrini altre generate con AI) –

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