Di Francesca Dallatana Parma, 11 aprile 2026 –
Osservano molto e parlano poco. Con i cani comunicano soprattutto con il movimento. Con gli umani – cioè con i così detti conduttori – sono sintetici. Vanno diritto al punto. Fotografano e fanno video, per raccontare il loro lavoro. Riguardano e studiano. Osservano le relazioni tra le persone e i loro compagni a quattro zampe e cercano il tassello mancante al puzzle della loro conoscenza. Parlano in modo semplice e diretto e si fermano nell’anticamera del silenzio prima di rispondere alle domande. Clima leggero e sorridente, in loro compagnia. Tutto sembra possibile con loro. Anche entrare in relazione con il cane più difficile.
Questa è la squadra di AnimalMente. Motivata alla diffusione di una cultura della relazione con gli animali rispettosa delle diversità. AnimalMente è una Asd, associazione sportiva dilettantistica. Di dilettantistico non ha alcunché. I soci sono istruttori, educatori cinofili, veterinari. Per loro gli esami non finiscono mai perché continuano a costruire la loro conoscenza. Di forte spessore culturale, mantenuto sotto traccia e ispirato dalla curiosità intellettuale e orientato alla diffusione della loro esperienza e competenza. Sono in costante osservazione partecipante, quindi in formazione. Che trasmettono nell’operatività dei laboratori settimanali. Le chiamano lezioni gruppo.
Carta d’identità.
Anno di costituzione: 2015.
Raccontano alla Gazzetta dell’Emilia le attività, la storia e gli obiettivi di AnimalMente, gli istruttori Franco Benassi e Tatiana Lasitsa. Lui ingegnere prestato all’insegnamento; lei biologa prestata al marketing. A loro si aggiungono nelle attività settimanali: Ludovica Baratta, istruttrice e anche lei biologa di formazione e Silla Saiani, veterinaria con master in medicina comportamentale. Sono i soci più attivi negli ultimi anni. AnimalMente – presieduta da Maria Cristina Zarotti – ha un ampio elenco di associati e di simpatizzanti. Che in qualità di umani al seguito del loro cane, prendono parte alle attività settimanali.
Del gruppo di operatori, Tatiana Lasitsa ha competenza maggiore nella ricerca olfattiva. Mentre Franco Benassi si occupa soprattutto delle attività dedicate alla mobility. Competenze complementari, che si confondono in un confronto costruttivo e condiviso con i partecipanti più interessati e curiosi delle iniziative proposte dall’associazione.
Le proposte: puppy class; percorsi educativi; percorsi riabilitativi; lezioni di gruppo in ambito urbano; classi di socializzazione per cuccioli e cuccioloni; mobility dog; ricerca olfattiva e attivazione mentale.
Ogni azione del cane ha un motivo, un senso. Perlustra il territorio per mapparlo. Attraverso l’esplorazione approfondisce la conoscenza. Proporre al cane attività di questo tipo attraverso il gioco rafforza la relazione con l’umano-conduttore e aumenta lo stato di benessere.
Ogni iniziativa di AnimalMente diventa un setting di osservazione e di ricerca con l’obiettivo di promuovere un certo tipo di rapporto con il cane, a partire dall’accettazione e dal rispetto delle diversità. A differenza di altre associazioni presenti sul territorio, l’associazione non ha assunto connotazioni commerciali e ha tenuto fede all’idealità dei motivi ispiratori del soffio creatore.
L’approccio: cognitivo-zooantropologico. Parte dal presupposto che l’apprendimento è possibile solo attraverso il coinvolgimento. Il comportamento è uno stato mentale condizionato da variabili affettive, cioè dalle motivazioni e delle emozioni e dalla conoscenza. Significa che non si smette di imparare e di cambiare fino all’ultimo respiro. Molto dipende dalla dinamica della relazione e dalla disponibilità al cambiamento. Doti innate e apprese non sono definitive e nemmeno automatismi, ma strumenti di relazione in evoluzione e utilizzabili in modo libero. Le doti sono le conoscenze, in cambiamento e da valorizzare nel corso del tempo.
Il lavoro, le professionalità.
Il cane, anzi i cani. Soggetti diversi, portatori di tratti caratteriali e comportamentali propri, espressi attraverso un ampio ventaglio emotivo. Osservare, conoscere: è un romanzo da scrivere a quattro zampe più due. E AnimalMente funge da facilitatore.
Gli istruttori scelgono le parole con cautela e competenza. Che cosa fa un istruttore? In che cosa si differenzia da un educatore? Franco Benassi sottolinea quanto sia importante precisare ruoli e competenze. “L’educatore lavora con cani in età evolutiva. L’obiettivo – spiega – è permettere l’espressione delle potenzialità. L’istruttore, invece, interviene sulle problematiche comportamentali. L’istruttore arriva quando c’è qualcosa di rotto. Può avvalersi del veterinario esperto in comportamento, che ha le competenze per fare una diagnosi comportamentale.”
“E’ un approccio multidisciplinare, condotto da una squadra con competenze complementari”, sottolinea Tatiana Lasitsa. E nel tentativo di definire le professioni in ambito cinofilo, gli intervistati aggiungono la figura dell’addestratore cinofilo, collegata ad un approccio di tipo coercitivo con una visione molto diversa rispetto ai motivi ispiratori di AnimalMente. E che presuppone una dominanza del conduttore sul cane, non una relazione dialogante tra due soggettività.
“Gli obiettivi sono molto diversi. Noi abbiamo molto chiaro il nostro obiettivo: il benessere del cane.”, ancora Franco Benassi.
“All’elenco delle figure professionali in ambito cinofilo si aggiunge il dog sitter, una figura sempre più ricercata e non regolamentata” – aggiunge Tatiana Lasitsa- E per la quale invece è necessaria una formazione e una disponibilità all’aggiornamento continuo, come per l’educatore e per l’istruttore.”
Negli ultimi anni pensioni e asili sono aumentati e spesso rappresentano un parcheggio di lunga durata. Qualche volta sono preludio al canile, quando si profilano situazioni economiche oppure familiari negative. Il mondo della cinofilia ha diverse anime: non tutte orientate al benessere del cane; molte si ispirano a logiche commerciali. Quando il lavoro diventa un meccanismo senza empatia, il rischio è che ci si dimentichi della soggettività del cane.
Il cane, un protagonista.
Tatiana Lasitsa è diretta: “Il cane non è una macchina. Non è un oggetto inanimato. Ma un essere vivente con una identità precisa.” Relazione, comunicazione e rispetto al centro. Nessun approccio coercitivo. Dialogo, consapevolezza e accettazione delle diversità. E’ così che un cane diventa dialogante ed è libero di esprimere il proprio sè. Bandito il collare a strozzo in nome di una comoda pettorina e di un guinzaglio lungo e sempre più lungo, da sganciare in condizioni di sicurezza. Quando la comunicazione e la fiducia sono più forti della corda di collegamento. E’ l’effetto delle frequentazioni con AnimalMente.
“Per superare la cultura della dominanza e dell’antropocentrismo è necessario mettersi in gioco, lavorare su se stessi e imparare a cambiare punto di vista”, fa notare Franco Benassi. Approccio innovativo e dinamico, esercizio di elasticità mentale. Capace di cogliere la peculiarità dei codici e dei canali di comunicazione del cane. Mette al centro dell’attenzione la relazione e rompe il gioco della dominanza dell’uomo sugli animali. “E’ uno stimolo ad imparare, a migliorare” commentano gli intervistati. Un messaggio di grande valenza sociale. Ispirato ad una cultura inclusiva. Focalizzata sulla curiosità intellettuale per i diversi codici e canali di comunicazione dei cani attraverso la sperimentazione di formule più ampie di socialità e di convivenza.
Passeggiate a sei zampe.
Si chiamano così le camminate del sabato, cioè i laboratori di socializzazione tra cani e i loro umani. Di diversa indole caratteriale e temperamento comportamentale, i cani. Gli istruttori li conoscono tutti. Li hanno osservati. Hanno chiare in mente le dinamiche relazionali di ciascuno e le modalità di comunicazione con gli altri cani. Hanno bene in mente anche le aree di miglioramento degli umani. Nessuna improvvisazione.
Franco Benassi, Tatiana Lasitsa oppure Ludovica Baratta si alternano alla testa e alla coda della fila di coppie e tra di loro comunicano con walkie talkie. Osservano il gruppo e l’ambiente, dialogano con cani e conduttori. Relazione, sicurezza, libertà di espressione per i quattro zampe e per i bipedi. Sempre equilibrati, i gruppi. Rispettosi delle caratteristiche caratteriali e fisiche dei cani e della storia della loro relazione con gli umani-conduttori. Nessun giudizio, quindi nessuna frustrazione.
Sono alla portata di tutti le attività ludiche oppure cognitive proposte. Perché sono pensate e studiate per quel gruppo, che gli istruttori conoscono.
Importante la conoscenza prima di prendere parte alle passeggiate a sei zampe. Le passeggiate a sei zampe non sono competizioni. E’ un tempo di incontro e di sperimentazione della relazione, fra cani e tra il cane e l’umano. Inevitabilmente anche fra umani.
Regola prima: la conoscenza.
L’introduzione all’associazione AnimalMente e alle attività proposte avviene dopo un check up delle caratteristiche della coppia cane-umano. Strumento della conoscenza è un colloquio in profondità – tanto delicato quanto preciso – condotto dal medico veterinario Silla Saiani e da uno degli istruttori. Il colloquio in profondità ha come obiettivo la conoscenza della storia e della dinamica della relazione tra cane e umano di riferimento, oppure famiglia di riferimento.
Il setting è il campo dell’associazione in strada Argini, a Parma. Al primo incontro si dialoga. Medico veterinario e istruttore di AnimalMente sono in ascolto attivo durante il colloquio in profondità. Come e perché è nata la relazione tra quel cane e quella persona? Come è la loro quotidianità?
Niente giudizio finale. Solo proposte di lavoro e osservazioni.
Corollario al colloquio è l’osservazione delle modalità di espressione emotiva del cane. La diagnosi della veterinaria permette di individuare attività adeguate di socializzazione, di movimento oppure riparative. Da qui in poi, il cane entra nel circuito virtuoso della socializzazione di AnimalMente.
Compagni di vita.
“La scelta di vivere con un cane sta diventando trasversale. Riguarda diverse classi sociali. Il cane è un essere vivente con una sua identità. Il tipo di relazione tra noi e il cane dice molto di noi. Il benessere del cane è un indicatore della nostra relazione con il nostro compagno di vita”osserva Franco Benassi.
AnimalMente propone una sfida al rialzo: “uscire dalla comfort zone e accettare le differenze. Un esercizio per vivere in equilibrio nel multiculturalismo di un futuro che è già cominciato.” Esercizio di futuro, alla ricerca di un benessere consapevole che va oltre l’empatia e la relazione con il cane. Il role playing della vita richiede ogni giorno di cambiare punto di vista.




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In collaborazione con Mister Pet– Traversetolo Parma
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