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Opportunità fiscale dell’investimento nella Startup Innovativa

Opportunità fiscale dell’investimento nella Startup Innovativa

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Di Mario Vacca 26 luglio 2020 – La strategia dei Paesi più avanzati per migliorare l’economia, far crescere l’innovazione e creare occupazione è passata tramite la disciplina delle Start-Up Innovative per le quali ne è stata agevolata la costituzione ed anche l’Italia ne ha recepito l’importanza sostenendone la nascita attraverso regolamentazioni che semplificano la costituzione e contemplano le agevolazioni.


In questa sede ci occupiamo del regime agevolativo – e delle opportunità – dell’investimento effettuato in una start-up innovativa giacché – tale investimento – genera una serie di agevolazioni fiscali, in termini di detrazione Irpef, se effettuato da una persona fisica, oppure di deduzioni dal reddito complessivo ai fini Ires, per le persone giuridiche (società).

Per quanto concerne i soggetti Irpef possono detrarre dall’imposta lorda il 30% delle somme investite nel capitale sociale di una o più startup innovative.
L’investimento massimo agevolabile per ciascun periodo d’imposta è di 1.000.000 di euro e comporta, quindi, un risparmio Irpef massimo all’anno di 300.000 euro (=30% x 1.000.000).
L’agevolazione spetta esclusivamente ai fini delle imposte sui redditi e non opera ai fini Irap.

Il Decreto Legge 19 maggio 2020, n. 34, c.d. “decreto rilancio”, ha previsto il rafforzamento, sull’intero territorio nazionale, degli interventi in favore delle start-up innovative.
I commi da 7 a 9 introducono un regime fiscale agevolato rivolto esclusivamente alle persone fisiche che investono in startup o in PMI innovative. In particolare il comma 7 prevede una detrazione d’imposta pari al 50% della somma investita dal contribuente nel capitale sociale di una o più start-up innovative.
(TAB. 1)

La misura del Decreto Rilancio 2020 , è rivolta esclusivamente ad investitori persone fisiche, completa e integra il quadro delle misure volte a stimolare la partecipazione al capitale delle start up innovative in quanto è stato stabilito che la detrazione del 50% spetta in via prioritaria rispetto alla detrazione ordinaria del 30%. Ciò premesso per investimenti effettuati nel 2020 per un capitale superiore ad € 100.000,00 l’agevolazione viene applicata conteggiando la detrazione fiscale del 50% per i primi 100.000,00 e del 30% per la parte residua dell’investimento.

Per quanto invece riguarda I soggetti Ires possono dedurre dal proprio reddito complessivo il 30% delle somme investite nel capitale sociale di una o più startup innovative.

L’investimento massimo agevolabile per ciascun periodo d’imposta è di 1.800.000 euro e comporta, quindi, un risparmio Ires massimo all’anno di 129.600 euro (= 30% x 1.800.000 x 24%).
L’agevolazione spetta esclusivamente ai fini delle imposte sui redditi e non opera ai fini Irap.
(TAB. 2)

Sono agevolabili sia i conferimenti in denaro effettuati in sede di costituzione della start-up innovativa sia quelli effettuati in sede di aumento del capitale sociale di una già costituita
In particolare, con riferimento agli investimenti diretti, sono agevolabili i conferimenti in denaro iscritti alla voce del capitale sociale e della riserva da sovrapprezzo delle azioni o quote della startup innovativa.

Un piccolo esempio:
La persona fisica che finanzia per € 250.000,00 una start-up innovativa, versando € 10.000,00 per l’acquisto dell’1% delle quote ed € 240.000,00 nel fondo riserva da sovraprezzo delle azioni o quote delle start-up innovative beneficia dell’importo di € 95.000,00 da detrarre dalle imposte sul reddito da versare calcolate sul proprio reddito:
(TAB. 3)

L’ammontare non detraibile nel periodo d’imposta di riferimento può essere portato in detrazione dall’imposta sul reddito delle persone fisiche nei periodi d’imposta successivi, ma non oltre il terzo.

L’investitore decade dall’agevolazione se, entro tre anni dall’effettuazione dell’investimento, si verifica la cessione, anche parziale, a titolo oneroso, delle partecipazioni ricevute in cambio dei conferimenti agevolati ma non si considerano cause di decadenza dall’agevolazione i trasferimenti a titolo gratuito o causa morte del contribuente;
Nel nostro Paese sono ci sono tanti progetti interessanti e tante le start-up innovative sulle quali poter puntare per un investimento sicuro. Scrivendo alla società di consulenza internazionale Gps – Group si potrà ricevere un dettagliato elenco sulle potenzialità delle start-up più meritevoli info@group-gps.com

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Chi è Mario Vacca

Mi presento, sono nato a Capri nel 1973, la mia carriera è iniziata nell’impresa di famiglia, dove ho acquisito esperienza e ho potuto specializzarmi nel management dell’impresa e contestualmente ho maturato esperienza in Ascom Confcommercio per 12 anni ricoprendo diverse attività sino al ruolo di vice presidente.
Queste capacità mi hanno portato a collaborare con diversi studi di consulenza in qualità di Manager a servizio delle aziende per pianificare crescite aziendali o per risolvere crisi aziendali e riorganizzare gli assetti societari efficientando il controllo di gestione e la finanza d’impresa.

Nel corso degli anni le esperienze aziendali unite alle attitudini personali mi hanno permesso di sviluppare la capacità di prevedere e nel contempo essere un buon risolutore dei problemi ordinari e straordinari dei miei clienti.

Per migliorare la mia conoscenza e professionalità ho voluto fare esperienza in un gruppo finanziario inglese e, provatane l’efficacia ne ho voluta fare una anche in Svizzera.

Queste esperienze estere hanno apportato conoscenze legate al Family Business, alla protezione patrimoniale tanto per le imprese quanto per i singoli imprenditori ed all’attenzione all’armonizzazione fiscale tra le diverse realtà ed al rischio d’impresa..

Mi piace lavorare in squadra, mi piace curare le pubbliche relazioni e, sono convinto che l’unione delle professionalità tra due singoli, non le somma ma, le moltiplica.
Il mio obiettivo è lavorare sodo ma, con Etica, lealtà ed armonia

Contatto Personale: mvacca@capri.it

Rinvio della disciplina dei controlli

Rinvio della disciplina dei controlli

Di Mario Vacca 19 luglio 2020 – La riforma del diritto della crisi d’impresa ha interessato la disciplina dei controlli nelle società di capitali imponendo l’organo di controllo o un revisore modificando – al ribasso – i limiti dimensionali delle srl. Il legislatore ha motivato la ratio della legge ritenendo che l’organo di controllo sia importantissimo nell’ambito della nuova disciplina atta a prevenire la crisi.


In occasione della conversione in legge del Decreto “Rilancio” n. 34/2020, la V Commissione Bilancio e Tesoro della Camera ha approvato un emendamento che prevede il differimento della decorrenza dell’obbligo di nomina dell’organo di controllo in occasione dell’approvazione del bilancio dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2021 e quindi all’anno 2022. Tale norma si aggiunge alla proroga dell’entrata in vigore del Codice della Crisi e dell’Insolvenza, fissata dall’art.5 del Decreto “Rilancio” al 1 settembre 2021.

L’emendamento è stato approvato “ Al fine di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 sulle attività d’impresa”

Al riguardo l’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ritiene che “la norma sia sconcertante, ovvero, un intervento che ancora una volta non comprende il ruolo del professionista, ma cosa ancor più grave lede gli interessi delle imprese e della collettività tutta che proprio grazie alla presenza di quel ruolo all’interno del tessuto societario, ben avrebbe potuto consentire una maggior tutela per lo stesso e a maggior ragione rispetto all’attuale momento che si sta attraversando!”
La norma sembrerebbe attaccare l’intero sistema della riforma del codice della crisi e dei sistemi di prevenzione; è un fatto che la nomina obbligatoria dell’organo di controllo sia stata introdotta quale elemento essenziale per il corretto funzionamento dei sistemi di allerta e del sistema di emersione anticipata della crisi; ciò che è sicuro è che ancora una volta viene mandato il messaggio che il legislatore “premia” quei soggetti che non si attivano per adeguarsi tempestivamente alle normative auspicando sempre in un rinvio dell’ultimo minuto.

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Chi è Mario Vacca

Mi presento, sono nato a Capri nel 1973, la mia carriera è iniziata nell’impresa di famiglia, dove ho acquisito esperienza e ho potuto specializzarmi nel   controllo di gestione e finanza d’impresa.

Queste capacità mi hanno portato a collaborare con diversi studi di consulenza tra Capri, Napoli e la penisola Sorrentina con il ruolo di Temporary Manager, per pianificare crescite aziendali o per risolvere crisi aziendali e riorganizzare gli assetti societari.

Nel corso degli anni le esperienze aziendali unite alle attitudini personali mi hanno permesso di sviluppare la capacità di prevedere e nel contempo essere un buon risolutore dei problemi ordinari e straordinari dei miei clienti.

Per migliorare la mia conoscenza e professionalità ho voluto fare esperienza in un gruppo finanziario inglese e, provatane l’efficacia ne ho voluta fare una anche in Svizzera.

Queste esperienze estere hanno apportato conoscenze legate al Family Business, alla protezione patrimoniale tanto per le imprese quanto per i singoli imprenditori ed all’attenzione all’armonizzazione fiscale tra le diverse realtà ed al rischio d’impresa.

Nel frattempo ho maturato esperienza in Ascom Confcommercio per 12 anni – nel ruolo di vice presidente – acquisendo buone capacità relazionali, padronanza della dialettica ed una buona rete di contatti personali.

Mi piace lavorare in squadra, mi piace curare le pubbliche relazioni e, sono convinto che l’unione delle professionalità tra due singoli, non le somma ma, le moltiplica.

Il mio obiettivo è lavorare sodo ma, con Etica ed Urbanità.

Contatto Personale: mvacca@capri.it

Regole finali del Superbonus 110%

Regole finali del Superbonus 110%

Di Mario Vacca Parma 5 luglio 2020 – Con il via libera della commissione Bilancio si assesta l’impianto normativo del superbonus del 110% per i lavori di riqualificazione energetica e per la messa in sicurezza degli edifici.


La maxi agevolazione è in vigore dal 1° luglio scorso e lo resterà fino al 31 dicembre del 2021. Per le sole case popolari degli Iacp il 110% resterà operativo anche nei primi sei mesi del 2022 e come per tutti sarà spendibile in 5 rate annuali di pari importo. Oltre l’estensione per le case popolari, sono numerose le novità introdotte con una serie di emendamenti che hanno ottenuto il via libera unanime della commissione. Tra le novità dell’ultima ora l’estensione dell’agevolazione al 110% per la sostituzione delle caldaie agli immobili situati nei comuni montani non interessati da procedure di infrazione comunitaria con l’allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficiente. Stessa estensione anche per gli interventi sulle villette a schiera o delle singole case dove si aggiunge anche la possibilità di installare con lo sconto fiscale del 110% caldaie a biomassa nelle aree del paese non metanizzate. Dietrofront, invece, sull’ipotesi di estendere l’agevolazione del 110% anche ai lavori di sostituzione delle canne fumarie collettive.

Tra le novità di maggior rilievo introdotte dalla commissione Bilancio spiccano i nuovi massimali di spesa nei condomini per il cappotto termico e per la sostituzione delle caldaie a condensazione con caldaie a pompa di calore. Per le coibentazioni il bonus spetta anche sulle superfici inclinate il che consente di intervenire anche sui tetti. Il limite di spesa degli interventi ammessi al bonus viene ora fissato in 50mila euro per le unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che hanno ingresso indipendente o più accessi autonomi dall’esterno. In sintesi le cosiddette “villette a schiera”.

Per gli edifici composti da due a 8 unità immobiliari il limite di spesa passa da 60mila euro a 40mila euro per unità abitativa. Limite di spesa che scende a 30mila moltiplicati per unità immobiliare nei condomini composti da più di otto unità.

Per la sostituzione degli impianti di climatizzazione e delle caldaie centralizzate a condensazione con caldaie a pompa di calore, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici la detrazione del 110% è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 20mila euro ad unità immobiliare per gli edifici fino a 8 unità e non superiore a 15mila euro moltiplicati per il numero di unità immobiliari che compongono edifici con più di 8 appartamenti. L’agevolazione viene riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito. Per le unità unifamiliari la sostituzione della caldaia dovrà essere ricompresa un massimale di spesa pari a 30mila euro .

Lo scoglio più duro da superare per accedere al bonus del 110% resta il salto delle due classi energetiche dell’edificio sia con il cappotto termico sia con la sostituzione delle caldaie. Vincolo che sia le forze di opposizione che quelle di maggioranza hanno chiesto di attenuare o cancellare ma senza però ottenere alcun riscontro dal Governo.

Tra gli interventi ammessi all’agevolazione del 110%, pur sempre nei nuovi limiti di spesa già indicati, trovano posto quelli di demolizione e ricostruzione. Nessuna modifica in corsa, invece, per l’estensione del 110% al cosiddetto sisma bonus e della detrazione del 90 per cento per la stipula di una assicurazione che copra i rischi sismici ed eventi calamitosi.

Novità in arrivo invece sulla platea dei destinatari della super agevolazione fiscale. In primo luogo il 110% di detrazione Irpef sarà spendibile su due unità immobiliari. Tra le categorie ammesse dalla commissione Bilancio ci sono il terzo settore e le onlus, nonché le associazioni e le società sportive dilettantistiche per i lavori finalizzati agli immobili adibiti a spogliatoi. Niente superbonus, invece, per gli interventi su ville, castelli e case di lusso, cioè quegli immobili che il catasto individua nelle classi A1, A8 e A9. Mentre non è entrata per carenza di coperture la possibile estensione dell’agevolazione agli immobili delle imprese turistiche e dunque alle strutture alberghiere. Una partita che potrebbe comunque riaprirsi a fine luglio con la manovra d’estate e la nuova richiesta di deficit che il Governo si appresta a presentare al Parlamento.

La commissione Bilancio, inoltre, ha confermato senza alcun ritocco la possibilità di beneficiare del superbonus del 110% anche per l’installazione di impianti fotovoltaici connessi alla rete elettrica fino a un massimo di spesa non superiore a 48mila euro e comunque nel limite di 2.400 euro per ogni KW di potenza nominale dell’impianto solare fotovoltaico. Lo sconto fiscale spetta, inoltre, anche per l’installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo integrati negli impianti fotovoltaici. Attenzione però in questi ultimi due interventi la detrazione maggiorata è vincolata alla cessione al Gestore dei servizi energetici dell’energia non consumata non condivisa in autoconsumo. Guardando poi al futuro e alla nuova mobilità il pacchetto finale del superbonus conferma anche lo sconto fiscale per l’installazione delle colonnine per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici, purché l’intervento sia eseguito congiuntamente a uno di quelli sul cappotto termico o la sostituzione delle caldaie.

Per le regole finali delle Entrate e il portale che consentirà la corretta gestione della cessione del credito d’imposta, secondo quanto prevede una delle ultime modifiche approvate ieri in commissione, si dovranno comunque attendere almeno 30 giorni successivi all’entrata in vigore della legge di conversione. Calendario alla mano e in previsione del secondo e definitivo giro al Senato i trenta giorni inizieranno a decorrere dal prossimo 18 luglio.

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Chi è Mario Vacca

Mi presento, sono nato a Capri nel 1973, la mia carriera è iniziata nell’impresa di famiglia, dove ho acquisito esperienza e ho potuto specializzarmi nel   controllo di gestione e finanza d’impresa.

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Nel corso degli anni le esperienze aziendali unite alle attitudini personali mi hanno permesso di sviluppare la capacità di prevedere e nel contempo essere un buon risolutore dei problemi ordinari e straordinari dei miei clienti.

Per migliorare la mia conoscenza e professionalità ho voluto fare esperienza in un gruppo finanziario inglese e, provatane l’efficacia ne ho voluta fare una anche in Svizzera.

Queste esperienze estere hanno apportato conoscenze legate al Family Business, alla protezione patrimoniale tanto per le imprese quanto per i singoli imprenditori ed all’attenzione all’armonizzazione fiscale tra le diverse realtà ed al rischio d’impresa.

Nel frattempo ho maturato esperienza in Ascom Confcommercio per 12 anni – nel ruolo di vice presidente – acquisendo buone capacità relazionali, padronanza della dialettica ed una buona rete di contatti personali.

Mi piace lavorare in squadra, mi piace curare le pubbliche relazioni e, sono convinto che l’unione delle professionalità tra due singoli, non le somma ma, le moltiplica.

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La riforma fiscale in legge di bilancio 2021

La riforma fiscale in legge di bilancio 2021

Gualtieri e Conte a Villa Pamphilj

Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in audizione al Senato, ha dichiarato che per ili governo è di importanza prioritaria la riforma fiscale che, a detta dello stesso ministro, deve essere complessiva e portare a una semplificazione e a una maggior efficienza del sistema anche se non esibisce il piano   al riguardo. More →

Il Mondo dell’arte scosso dall’emergenza sanitaria

Il Mondo dell’arte scosso dall’emergenza sanitaria

A causa delle conseguenze del coronavirus anche il mondo dell’arte si trova ad affrontare difficoltà di carattere economico che i governi di varie nazioni hanno provato a fronteggiare mediante misure straordinarie per sostenere musei, artisti, gallerie ed imprese più creative.

L’arts Council England del Regno Unito sostiene musei, biblioteche, teatri e altre imprese culturali del paese, ha costituito un fondo di emergenza di 160 milioni di sterline a favore di musei, artisti e gallerie, un segnale molto forte per le industrie creative del paese. Dei 160 milioni di sterline, 20 milioni saranno destinati a a garantire i mezzi di sussistenza dei singoli artisti e dei freelancer i cui redditi sono particolarmente colpiti dal parziale blocco del paese da parte del governo.

Il Governo federale tedesco è intervenuto con un pacchetto di 50 miliardi di euro indirizzato ai lavoratori autonomi ed alle piccole imprese e si presenta sotto forma di sovvenzioni destinate a coprire le spese generali, come l’affitto di locali e studi d’artista. Oltre alle persone e alle organizzazioni che si occupano di arte, i finanziamenti sosterranno le imprese del settore dei media, compresi i giornali. Inoltre la previdenza sociale (inclusa l’assicurazione contro la disoccupazione) sarà messa a disposizione dei liberi professionisti per un periodo di sei mesi.

Alcune grandi organizzazioni statunitensi hanno chiesto al Congresso di stanziare finanziamenti per sostenere artisti, dealer e altri attori del sistema dell’arte e della cultura. Lo scorso 27 marzo il Congresso americano ha approvato una proposta di legge COVID-19 che prevede un importante sostegno all’economia da 2.000 miliardi di dollari. Il Coronavirus Aid, Relief, and Economic Security (CARES) Act stabilisce che il 40% dei finanziamenti “sarà distribuito alle agenzie artistiche statali e alle organizzazioni artistiche regionali e il 60% di tali fondi sarà destinato a sovvenzioni dirette”. Inoltre, tra gli aiuti d’emergenza, vi sono 377 miliardi di dollari per le piccole imprese con meno di 500 dipendenti, per le imprese artistiche e le organizzazioni no profit che ne hanno diritto.

L’Italia è partita il 17 marzo con il Decreto Cura Italia contenente anche provvedimenti per la cultura e il turismo benché non ci sono state vere e proprie direttive mirate, non tanto a favore di musei, biblioteche ovvero strutture organizzate quanto a favore di piccole realtà e singoli artisti. Sicuramente anche in questo caso, come in tanti altri occorre un piano di sostegno di più lunga durata, una sorta di fondo nazionale per la Cultura che ridia la possibilità di ripartire meglio.

Giovani artisti come Elena da Parma (che ci consente di pubblicare le Sue opere), Michele da Firenze, Libero da Napoli, al pari di tutti gli altri lavoratori andrebbero tutelati, incentivati e promossi presso le istituzioni internazionali per salvaguardare ed incrementare il patrimonio artistico del belpaese.

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La Bussola d’Impresa – Mario Vacca
Mi presento, sono nato a Capri nel 1973, la mia carriera è iniziata nell’impresa di famiglia, dove ho acquisito esperienza e ho potuto specializzarmi nel controllo di gestione e finanza d’impresa.
Queste capacità mi hanno portato a collaborare con diversi studi di consulenza tra Capri, Napoli e la penisola Sorrentina con il ruolo di Temporary Manager, per pianificare crescite aziendali o per risolvere crisi aziendali e riorganizzare gli assetti societari.
Nel corso degli anni le esperienze aziendali unite alle attitudini personali mi hanno permesso di sviluppare la capacità di prevedere e nel contempo essere un buon risolutore dei problemi ordinari e straordinari dei miei clienti.
Per migliorare la mia conoscenza e professionalità ho voluto fare esperienza in un gruppo finanziario inglese e, provatane l’efficacia ne ho voluta fare una anche in Svizzera.
Queste esperienze estere hanno apportato conoscenze legate al Family Business, alla protezione patrimoniale tanto per le imprese quanto per i singoli imprenditori e, alla gestione di società e conti esteri per favorire l’internazionalizzazione ed armonizzare la fiscalità tra i diversi paesi ove i clienti operano.
Nel frattempo  ho maturato esperienza in Ascom Confcommercio per 12 anni – nel ruolo di vice presidente – acquisendo buone capacità relazionali,  padronanza della dialettica ed una buona rete di contatti personali.
Mi piace lavorare in squadra, mi piace curare le pubbliche relazioni e, sono convinto che l’unione delle professionalità tra due singoli, non le somma ma, le moltiplica.
Il mio obiettivo è lavorare sodo ma, con Etica ed Urbanità.
Riferimenti
Mario Vacca  m.vacca@gruppor1.eu
Telefono: ‭+39 347 2955391‬