Di Rino Basili, 24 maggio 2026 –
Egregio Direttore,
Il nuovo aumento dei costi dell’energia elettrica e del gas naturale a seguito della guerra in Iran, ha riacceso l’attenzione sul tema dell’indipendenza energetica dell’Italia, il nostro Paese infatti, è fortemente legato all’importazione di energia dall’estero.
Il tema del nucleare perciò è sempre in prima pagina, sembra che si intenda definire un quadro per il ritorno a tale energia sostenibile rispetto agli obiettivi dell’indipendenza energetica e della decarbonizzazione.
Il nucleare in Italia però è un progetto destinato a far parlare di sé ancora per molto tempo perché gli aspetti da chiarire sono tantissimi.
Le energie rinnovabili invece non sono più soltanto uno strumento per la transizione ecologica, ma rappresentano ormai una leva economica e strategica per abbattere il costo dell’energia e proteggere famiglie e imprese dalla volatilità dei mercati.
Il valore delle rinnovabili oggi si misura soprattutto nella loro capacità di ridurre l’esposizione del sistema energetico alle oscillazioni dei prezzi internazionali di gas e materie prime. Le fonti rinnovabili quindi oggi hanno la capacità di ridurre l’impatto delle oscillazioni di prezzo rispetto ai mercati internazionali, l’aumento della produzione quindi è uno strumento essenziale per contenere il prezzo finale dell’energia elettrica e del gas, la crescita delle fonti rinnovabili non rappresenta soltanto una scelta ambientale ma una misura di stabilità economica.
Sarebbe perciò opportuno in Italia l’aumento delle estrazioni di gas nazionale e nucleare pulito al fine di contenere i costi.

(immagine copertina realizzata con AI)













































