Cara Pandemia!

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Di Lamberto Colla 12 dicembre 2021 275° giorno dell’anno 2 dell’era COVID-19 – domenica

Sono lontani immensi spazi siderali i tempi nei quali l’Italia cantava dai balconi, gli arcobaleni con la scritta “Andrà Tutto Bene” adornavano le finestre, gli ingressi degli ospedali e delle chiese con scritte che ringraziavano gli “Angeli”, quei medici e infermieri, che protetti da mascherine farlocche e tute confezionate con i sacchi delle immondizie, offrivano la loro vita (uno sterminio di circa 500 vite, 365 medici al 20 ottobre 2021) per salvare quella di altri. Gli angeli che accompagnavano i nostri cari sino all’ultimo gemito e per noi li salutavano. 

Magari molti di coloro, stremati ma sopravvissuti, oggi sono criminalizzati, sospesi dal lavoro e emarginati dalle attività sociali perché schierati dalla parte dei No Green Pass o No Vax.

Purtroppo si sa, la memoria ha le gambe corte!

Ma mentre gli operatori di vendite online incrementavano i loro fatturati, la maggior parte delle attività economiche, dalla produzione industriale agli esercizi commerciali non indispensabili, hanno dovuto sospendersi.

Dipendenti in cassa integrazione, dipendenti pubblici in smart working ma giustamente stipendiati, professionisti in “riposo forzato”.

Quindi tra una ondata e l’altra qualche azienda ha potuto riprendere, a gran fatica e spesso con costi superiori ai ricavi.

Ma oggi che potrebbe tutto apparire normale ecco che gli scombussolamenti mondiali hanno alterato gran parte dei rapporti economici e delle filiere. I costi energetici sono triplicati e cresceranno ancora di un ulteriore 50% il prossimo anno. I componentimeccanici, dai cambi delle biciclette ai chip elettronici sono difficilmente reperibili e così le autovetture o le biciclette, ma anche attrezzature agricole e meccaniche per qualsiasi altro settore industriale, non vengono consegnate così come difficile trovare i pezzi di ricambio.

Le materie prime agricole sono schizzate alle stelle perché le immense scorte che pareva fossero detenute dai Cinesi in effetti non esistevano e alla ripresa delle attività hanno cominciato a fare poderosi acquisti in tutto il globo con il risultato di fare esplodere i prezzi.

Ma mentre i No Pass vengono emarginati e accusati di ignoranza, anche se si chiamano Carlo Freccero, Luc Montagnier(premio Nobel),  Giorgio Agamben e Massimo Cacciari (filosofi), si scoprono le falsità dichiarate dai Big Pharma per farsi approvare grazie a un 95% di copertura inesistente, quegli stessi vaccini che ora sembra debbano essere richiamati ogni 90/100 giorni contro l’anno iniziale. E ora dovremmo credere che per i bimbi da 5 a 11 anni la copertura sarà del 91% e la vaccinazione priva di rischi anche se uno su 10.000, come dichiarato dallo stesso sottosegretario alla sanità Pierpaolo Sileri a “Piazza Pulita” lo scorso 9 dicembre, potrebbe incorrere in miocardite, “dalla quale comunque si guarisce”?

Dobbiamo credere sempre e comunque? Non si possono avere dubbi?

No è vietato!

Dovremo invece seguire il gregge dell’economia circolare, della elettrificazione a tutti i costi nonostante l’energia sia triplicata, manchino le colonnine di ricarica, che l’autonomia sia limitata, che le batterie delle vetture siano a rischio incendio con l’impossibilità di spegnimento, con le batterie difficilmente smaltitili e con una rara disponibilità di terre rare per produrle. 

Ma dobbiamo procedere, assecondare i “Bonus” per qualsiasi cosa, dai monopattini ai salti di due classi energetiche delle abitazioni, alle auto elettriche, piuttosto che venire depredati degli immobili se non risponderanno a certi requisiti energetici, come sta avanzando qualche commissione UE

(Il futuro della mobilità sostenibile – la FIT BIKE)

Una transizione energetica utopica ma resa realistica. E i finanziamenti dove e a chi andranno?

“Il Pun, – scrive Quale Energia– il prezzo unico nazionale dell’elettricità, il 25 novembre ha sfiorato i 300 euro al MWh (292 per la precisione), come dire circa 6-7 volte di più di un anno fa. Dietro a questa impennata, com’è noto, c’è la nostra dipendenza dalla generazione elettrica tramite il gas naturale (circa il 40% del totale) e l’altrettanto stratosferico prezzo del metano, che adesso in Europa ha un prezzo medio che si aggira sui 90 €/MWh, contro i 25 € di sei mesi fa.”

A questo incremento il Governo interverrà con 8 miliardi (circa 4 già erogati) e così su bollette triplicate (da 150 a 450€/mese per taluni) il bonus riconosciuto è di 30€ ma per lo Stato gli introiti  saranno ragguardevoli.

Infatti, seppure non verranno aumentate le tasse i ricavi da imposte indirette incrementano proporzionalmente all’aumento delle tariffe energetiche.  IVA e accise infatti gravano sui prezzi e le tariffe energetiche e perciò  crescono proporzionalmente e a volte di più come nei carburanti dove l’iva è calcolata addirittura sulla componente delle accise che è a sua volta una imposta.

Ma mentre i dipendenti, pubblici e privati, riescono ancora a galleggiare, diverso e più faticoso è per i professionisti. Ciononostante i sindacati (CGIL e UIL mentre la CISL si è sfilata) lancia in resta, proclamano uno sciopero contro il Governo. Uno stop alla produzione che andrà a favorire le grandi imprese, specie automobilistiche, che non potendo produrre e vendere almeno risparmieranno sui salari degli irriducibili seguaci di Landini in lotta per non si sa bene quale motivo.

Così abbiamo un Governo che delega a Draghi ogni decisione, un Parlamento di fatto “sospeso” in attesa di scatenarsi per eleggere il prossimo Presidente della Repubblica che, manco a dirlo, sarà l’uomo o la donna o il fluido di rappresentanza di tutti gli italiani e non di una sola parte come alcuni malfidati sostengono sia accaduto sino a oggi.

In conclusione.

Siamo tutti contro tutti in attesa che di un po’ d’armonia,  del buon senso, della solidarietà, della generosità ma a quanto pare… 

… il Paradiso può attendere!

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