FIVI – la festa del vino in Italia

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da L’Equilibrista @lequilibrista27 Piacenza 6 dicembre 2021 –

Ma cos’è la FIVI?
FIVI è l’acronimo di Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti, ovvero la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI) intesa come associazione nata nel 2008 con lo scopo di rappresentare la figura del Vignaiolo di fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e autenticità dei vini italiani. Per statuto, possono aderire alla FIVI solo i produttori che soddisfano alcuni precisi criteri: “Il Vignaiolo FIVI coltiva le sue vigne, imbottiglia il proprio vino, curando
personalmente il proprio prodotto.

Vende tutto o parte del suo raccolto in bottiglia, sotto la sua responsabilità, con il suo nome e la sua etichetta”. Attualmente sono oltre 1300 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di circa 13.000 ettari di vigneto, per una media di circa 10 ettari vitati per azienda agricola.

Ad una settimana dalla chiusura della tre giorni del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, si va ad imprimere nella memoria di tutti i partecipanti e di noi addetti ai lavori, un vero evento di amicizia, condivisone e soprattutto confronto sano e libero di espressione.

Per persone come me, che sono venite a FIVI fin dall’inizio, sia da semplici estimatori e poi da narratori di storie, la figura di un uomo come Ampelio Bucci, capace di regalare il suo pensiero in modo diretto e saggio, è davvero importante. : Bucci, eletto vignaiolo dell’anno, ha detto: “Tutto parte dalla terra, il vino è espressione del suolo dove le viti affondano le loro radici. Ora tutti parlano della terra, ma la FIVI è stata la prima a farlo, tanti anni fa. La FIVI è un’associazione nata dal basso, che con umiltà ha reso importante l’autenticità”.

Matilde Poggi, Presidente FIVI, ha aggiunto: “ Ognuno può guardare al territorio dove vive e vedere quali sono i problemi da risolvere. Poi ci sono i delegati che sono come la pianta ed il Consiglio che si adopera per la salute di tutto il vigneto. Ciascuno partecipa all’interno dell’associazione, in modi diversi, come in una democrazia partecipata. Perché ciascuno di noi è la FIVI”.

Dalla mia prima volta a FIVI circa dieci anni fa, molto è cambiato nella realtà che ci circonda, pensate ad una fotografia digitale inviata via social-network, oppure ad un contatto che oggi deve fare riferimento a realtà distributive differenti, personaggi più o meno professionali ed autoreferenziali che animano il mondo del vino pr citarne alcuni. Certamente però, l’unica cosa a non cambiare è l’approccio dei vignaioli della FIVI, perché loro che ci mettono sempre la faccia.

La bellezza di questa modalità vera e sincera è che il cliente si trova davanti l’artista che ha interpretato il vino che sta degustando, quindi liberamente, come lo stesso professionista lo ha proposto all’avventore, il produttore può portare la sua lunga esperienza diretta sul campo per far comprenderne le difficoltà produttive, inclinazioni e sfaccettature mirabili della sua arte.

I dati di affluenza testimoniano che si tratta di una presenza record come sempre e che le 20.000 persone distribuite sulle tre giornate, non fanno altro che certificare che il format proposto, è più che mai azzeccato ed avvincente per i partecipanti. I personaggi di questo incontro, si sentono al centro, insieme ai vignaioli che possono esprimersi al meglio e raccontare il loro lavoro direttamente al cliente finale senza intermediari o filtri o peggio ancora, attraverso un freddo social network che per una volta diventerà solo icona, semplicemente come una vetrina di contatto.

Il prossimo appuntamento sarà il 26, 27 e 28 novembre 2022 per l’ undicesima edizione del Mercato dei Vini di Piacenza, io ci sarò!

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