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Gente di fabbrica: Enzo Gambarelli

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Di Francesca Dallatana Mamiano di Traversetolo, Parma, 26 Luglio 2026 –

Il bianco del camice gli impone il piglio dell’imprenditore. Efficiente, diretto allo scopo, aperto all’innovazione. Enzo Gambarelli cammina velocemente lungo i corridoi degli uffici e sul percorso pedonale degli stabilimenti di Mister Pet e Racof. Sembra avere tempo soltanto per i suoi pensieri e per gli obiettivi da raggiungere.

Dice di sé: «Dovevamo elaborare un business plan, un collaboratore e io. Ho scritto direttamente il risultato finale, cioè l’obiettivo da raggiungere. Avevo ben chiaro in mente il progetto, la strada per arrivare al risultato economico, ma sono andato subito all’obiettivo».

Un salto. Un’intuizione proiettata nel futuro.

«Mi hanno detto che un business plan non si fa così. Per me, però, la descrizione del progetto e dei passaggi, metodologici e cronologici, necessari per raggiungere l’obiettivo era già chiara. L’abbiamo messa nero su bianco. E lo abbiamo fatto», racconta mentre si toglie la divisa da lavoro.

Il blu della camicia estiva lo riporta alla versione più creativa di sé, quella che ha dato forma e contenuto alle aziende Racof e Mister Pet. Un percorso professionale, prima, e imprenditoriale, poi, condiviso con il fratello Giuseppe Gambarelli e con le rispettive famiglie.

Creatività d’impresa durante il boom.

1964: un numero, una data questa volta. Pieno boom economico e demografico. In Italia si accentua il passaggio dal settore agricolo a quello industriale. Ma, soprattutto, la società procede a passi spediti verso una trasformazione delle abitudini quotidiane e delle relazioni.

Enzo Gambarelli vive a Casina, in provincia di Reggio Emilia, con la famiglia. Conducono un’azienda agricola: allevano animali da reddito e coltivano i terreni.

«Ho sempre avuto – racconta – un bellissimo rapporto con i cani. Ne ho avuti più di uno. I primi erano cani da caccia: setter e bracchi. Li ricordo tutti. Ringo, Tris, Jack e anche altri. Mi piaceva molto la loro compagnia. Vivevo con la famiglia a Casina e preparavo il cibo per i miei cani. Una volta li alimentavamo con gli avanzi oppure cucinavamo per loro. Anche oggi alcune persone scelgono la cucina casalinga.

Da noi veniva un medico veterinario di Reggio Emilia. Era un tipo particolare.» Si ferma nel silenzio del ricordo, si sfila gli occhiali e volge lo sguardo verso la vetrata.

Poi riprende.«Sì, un tipo particolare. Aveva un carattere aspro. Ma quando si parlava di cani si apriva. Dialogava molto. A lui chiedevo consigli per l’alimentazione dei miei amici a quattro zampe. È stato lui a darmi i primi suggerimenti per integrare la dieta casalinga, che da sola non era sufficiente. Mancavano le proteine della carne e vitamine alle quali, allora, non si pensava. Il cane è un carnivoro. Ha bisogno di un’alimentazione equilibrata e completa. La mia cucina casalinga non teneva conto di queste esigenze. Ho seguito i consigli di chi era competente in materia

Fra le righe di quella consulenza informale, il medico veterinario suggerisce al giovane cinofilo di Casina anche una possibile strada professionale.

«Sono diventato autonomo molto presto – spiega – e il mio primo lavoro, fuori dall’azienda agricola di famiglia, è stato per una grande azienda produttrice di pet food. Mi occupavo di fornire le carni destinate alla produzione di alimenti per cani e gatti, gli animali da compagnia

Nel ruolo di fornitore della grande azienda, Enzo Gambarelli osserva il settore dall’interno. Coglie idee, individua opportunità e inizia a costruire, passo dopo passo, quella visione imprenditoriale che negli anni successivi prenderà forma.

Start and go.

E nel 1974 partecipa a un paio di fiere del settore, a Monaco, in Germania, e a Birmingham, in Inghilterra. Il guizzo imprenditoriale nasce proprio da lì. Le due manifestazioni internazionali gli suggeriscono che la domanda di pet food è destinata a crescere e a trasformarsi insieme ai costumi sociali. Cani e gatti entrano nelle famiglie italiane non più come semplici ospiti ma come componenti stabili. Da quell’intuizione prende forma il primo tuffo nel futuro professionale e la visione della prima azienda della famiglia Gambarelli: Racof, impresa specializzata nella produzione del cosiddetto cibo umido in scatola.

L’avvio vero e proprio è datato 1984. La preparazione della start-up occupa l’intero decennio precedente. L’azienda produce per conto di importanti marchi del settore.

«Nel corso del tempo abbiamo introdotto tecnologie innovative. A volte le abbiamo intuite, altre le abbiamo progettate insieme ai costruttori di macchine per l’industria alimentare. Ci avvaliamo, per esempio, della tecnica del congelamento da contatto e, nel 2001, abbiamo introdotto un magazzino automatizzato particolarmente efficiente. Racof è stato il nostro primo progetto industriale. Oggi conta venticinque dipendenti, persone che abbiamo formato e fatto crescere all’interno dell’azienda

L’osservazione del mercato, intanto, continua. Enzo Gambarelli legge la stampa specializzata, frequenta le fiere internazionali e coltiva la curiosità come strumento di lavoro. L’economia globale si realizza localmente, ma ha bisogno di far circolare l’ossigeno delle idee.

Nel 1996, dodici anni dopo la nascita di Racof, prende forma Mister Pet. «All’inizio l’azienda produceva snack, prodotti di carne essiccata. I cosiddetti premietti per i cani. Poi ci siamo evoluti. Abbiamo ascoltato il mercato, raccolto le esigenze dei consumatori e introdotto la produzione di crocchette. Nel 2008 Mister Pet diventa un brand. Un anno prima una lunga trasferta negli Stati Uniti ci ha visti protagonisti nella progettazione di un estrusore. Siamo stati in Kansas per confrontarci con un’azienda costruttrice e spiegare le nostre esigenze. Producevano macchine per la trasformazione dei cereali. Insieme abbiamo contribuito alla realizzazione di un nuovo impianto industriale. L’installazione è durata un anno.»

L’avventura industriale di Mister Pet prosegue e, nel 2014, la proprietà avvia un nuovo programma di investimenti destinato al potenziamento e alla modernizzazione degli stabilimenti.

Oggi l’azienda conta quarantacinque dipendenti ed è organizzata in unità operative specializzate, con competenze tecniche, commerciali e logistiche.

«Per rafforzare la distribuzione è stato necessario creare la GL Tir Logistic Srl, la società che si occupa del trasporto dei nostri prodotti sul territorio», conclude Enzo Gambarelli.

Dentro e fuori dai confini nazionali.

Territorio nazionale, europeo ed extraeuropeo. «Abbiamo sempre lavorato molto con la Germania. Con i tedeschi è molto facile capirsi», sorride. Poi incalza: «Un foglio, una penna e indicazioni chiare: quantità, tempi di consegna e un numero. Una negoziazione commerciale di questo tipo presuppone fiducia. Senza bisogno di un interprete. L’inglese lo capisco. Negli Stati Uniti ho imparato la lingua per quanto mi è stato possibile, ma so bene di non essere un interprete.» Mi faccio capire con il linguaggio della pratica, sembra suggerire tra le righe del suo racconto. «Con i tedeschi è molto facile. Meno facile in altri Paesi, per esempio in Olanda, dove ho sempre avuto bisogno di un interprete

L’azienda manifesta una vocazione commerciale internazionale  a partire dagli anni delle fiere del 1974. Da allora lo sguardo è andato oltre i confini europei.

Fino a pochi anni fa, Mister Pet ha sviluppato un intenso rapporto commerciale con una rappresentanza di Mosca, dove un professionista italiano seguiva la distribuzione dei prodotti. Quel mercato ha subito un rallentamento in seguito agli eventi che hanno coinvolto la Russia nel conflitto con l’Ucraina. Per l’azienda di Traversetolo la clientela russa ha rappresentato, per molti anni, una quota significativa del fatturato.

Enzo Gambarelli non nasconde curiosità e interesse per la Russia.  Durante l’intervista partecipa con attenzione allo scambio di informazioni su Mosca e sulla Russia, dimostrando come la conoscenza dei mercati nasca anche dall’ascolto e dal confronto.

L’attenzione verso le opportunità provenienti dall’estero rimane alta, così come la presenza costante alle fiere internazionali del settore e ai momenti di confronto dedicati agli standard qualitativi.

L’azienda continua a guardare lontano, oltre le vetrate dello stabilimento. Con lo stesso stile e la stessa curiosità che hanno accompagnato l’inizio dello spunto imprenditoriale di Enzo Gambarelli nel 1974. Il tempo non ne ha sbiadito la verve imprenditoriale. L’ha resa più consapevole e in linea con le attuali esigenze del mercato.

Cani e gatti di famiglia; cani e gatti on the road.

La tradizione cinofila del titolare di Mister Pet continua. All’ingresso dell’azienda, grandi fotografie raccontano il mondo degli animali: quadrupedi felini e cani diventano il primo segno visibile di una storia personale e professionale.

«Gli ultimi miei cani sono stati un maremmano e un meticcio con una forte somiglianza a un border collie. Ora sto già pensando di prendere altri due amici a quattro zampe. Uno per me e uno per mia moglie. Io vado molto d’accordo con i maremmani. Per mia moglie, invece, dovrò pensarci ancora. Anzi: dovremo pensarci

Enzo Gambarelli non sa ancora quale sarà la modalità del nuovo incontro. Un’adozione? Un cane trovato in difficoltà? Una nuova storia da accogliere? Qualche idea? «In passato ho adottato un cane che era ospitato al canile Rocky, a San Bartolomeo, in provincia di Reggio Emilia

E ancora, parlando dei canili: «Le adozioni sono un’azione di civiltà. Adottare un cane da un canile è molto positivo. I canili hanno una funzione importante: accolgono animali in difficoltà e rappresentano un rifugio, quando sono gestiti bene. Come azienda abbiamo una relazione molto stretta con alcuni canili della provincia di Reggio Emilia.»

Il titolare di Mister Pet li cita tutti. Li chiama per nome e indica le località. La memoria dei luoghi e delle persone accompagna il racconto.

Il rapporto tra Mister Pet e i canili è mediato da una collaboratrice dell’azienda, che chiede di non essere citata perché il volontariato, come la beneficenza, deve rimanere il più possibile nell’anonimato.

Occhi vivaci, stretta di mano sicura e un grande sorriso illuminano il racconto di una lunga collaborazione volontaria con un canile. È soprattutto lei a mantenere vivo il collegamento tra l’azienda, i canili e i gattili. Cura le relazioni e assegna in modo ragionevole le donazioni di pet food.

Nessun nome di canile o di ente gestore viene pronunciato, a parte Rocky.

Durante il racconto della volontaria, Enzo Gambarelli rimane silenzioso e serio. Ritorna nella dimensione della riflessione creativa, la stessa della nascita dell’impresa. Quando l’azienda era ancora una visione. Quando il futuro non aveva ancora una forma definita, ma era già nella orizzonte concreto nella sua mente.

Sul confine tra Parma e Reggio Emilia.

Qui e ora, Mister Pet e Racof producono a Mamiano di Traversetolo, in provincia di Parma, a pochi passi dal confine con il territorio reggiano. La cadenza dei collaboratori è soprattutto reggiana. Identità emiliana per tutti. Quadrupedi compresi.

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(Link rubrica:  La Biblioteca del lavorolavoro migrante ”  e  Gente di Fabbrica https://gazzettadellemilia.it/component/search/?searchword=francesca%20dallatana&searchphrase=all&Itemid=374 

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