Green Pass si o no? Un colpo al cerchio e un colpo alla botte.

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Di Lamberto Colla Parma, 25 luglio 2021 138° giorno dell’anno 2 dell’era  COVID-19 – domenica

 – Anche la ferrea resistenza e determinazione del “draconiano” di Palazzo Chigi sta per essere sopraffatta dal lento e inesorabile lavoro ai fianchi dei partiti che vorrebbero essere, ciascuno di loro, il solo partito di sostegno all’esecutivo Draghi.

Schermaglie su qualsiasi questione di limitata importanza diventa un campo di scontro acceso, ogni occasione è utile per cercare di mettere in cattiva luce l’avversario politico e così, nelle questioni di rilievo il negoziato risulta debole e il risultato ben lontano dalla razionalità e dal miglior compromesso .

Con l’ultimo Decreto è lo stesso Mario Draghi a dimostrare una sua stanchezza. Probabilmente provato dalle interminabili discussioni sul DL Zan piuttosto che dal ridicolo teatrino andato in scena nel movimento 5 stelle tra il “Capo dei Capi” Beppe Grillo e l’Io vorrei ma non posso Giuseppe Conte finito, apparentemente, a tarallucci e vino, anche l’inossidabile Mario Draghi ha alzato bandiera bianca licenziando un ultimo DL confusionario.

Il Green Pass, in buona sintesi, sarà attivo a partire dal 6 agosto e applicabile a tutti coloro che abbiano compiuto i 12 anni e si trovino in zona bianca per l’accesso a eventi sportivi, fiere, congressi, musei, parchi tematici e di divertimento, centri termali, sale bingo e casinò, teatri, cinema, concerti, concorsi pubblici. Ma sarà indispensabile fornire la prova di “sana e robusta costituzione” anche per sedersi ai tavoli al chiuso di bar e ristoranti, ma non sarà invece necessario per consumare al bancone e ovviamente neppure all’aperto. 

Piscine, palestre, sport di squadra, centri benessere, limitatamente alle attività al chiuso dovranno verificare l’accesso con il passi mentre le discoteche, all’aperto e al chiuso, dovranno ancora tenere, inspiegabilmente, le serrande abbassate.  

E allora per ballare si andrà in qualche sagra di paese o in qualche bar o piscina all’aperto.

Non sarà infatti necessario esibire alcun documento in negozi, farmacie, supermercati ma anche nei bar e ristoranti all’aperto, dove si potrà pranzare o cenare liberamente, rispettando comunque il metro di distanziamento a tavola. 

Niente pass neppure nelle piscine all’aperto.

Premesso che il Green Pass può considerarsi un mezzo regolatore per tornare il più rapidamente possibile alla normalità, pur non escludendo la necessità dei tamponi, e possa risultare utile a limitare la diffusione di un virus già di per sé ad alta contagiosità, non si comprende come il virus possa propagarsi nelle discoteche all’aperto e non al “bancone” al chiuso di un bar.

Infine, ancora nessuno degli scienziati di Governo o dei politici più afferrati sulla questione, ha avuto il coraggio di affermare con certezza che i possessori di Green Pass non possano ammalarsi e non trasmettano il virus, contraddicendo quindi il principale claim propagandistico del  provvedimento.

A far male e ad allontanare i cittadini dalle più normali pratiche sanitarie non è tanto la richiesta di documentazione quanto irrazionalità discriminatoria delle norme governative e la partecipazione nutrita alle manifestazioni anti Green Pass dei giorni scorsi ne sono, purtroppo, la prova provata. Inimmaginabile che potessero radunarsi migliaia e migliaia di cittadini, tra No Vax estremi e semplici concittadini e imprenditori stremati dalle limitazioni, spesso incomprensibili e per certi versi ingiustificabili.

C’è da augurarsi che Draghi rientri dalle ferie ben riposato per tornare a dettare regole chiare ai suoi pseudo “alleati” interni e ai nostri “splendidi alleati” esterni.

Con il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) non possiamo permetterci di sbagliare.

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