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L’economia delle emergenze – capitolo 4

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Di Lambert Glue EmiliaInWeb, 23 agosto 2026 – L’interesse per il Bel Paese non è solo per trascorrere romantiche o divertenti vacanze o per immergersi nel più ampio patrimonio culturale esistente al mondo. Ma l’interesse dei “padroni del mondo” è più verso i prestigiosi marchi industriali, la creatività, ma anche il grande patrimonio immobiliare e i ricchi conti bancari frutto della capacità di risparmio degli italiani e del loro interesse a mettersi al riparo sotto a un tetto di proprietà. E così, a partire dalla seconda repubblica ecco avviarsi le manovre per depredare l’Italia. Un’operazione che non è risultata semplice e nemmeno rapida grazie alla grande capacità di reazione delle micro, piccole, medie imprese italiche. Ma lo stritolamento dell’economia e  soprattutto della classe borghese è sotto gli occhi di tutti. 

Ora invece entriamo nel dettaglio della  sintesi dei capitoli  del libro  “L’economia delle emergenze. Dalle pandemie alla guerra” di Davide Rossi: “Il vincolo esterno e il cappio sull’Italia”, “Svendita Italia (ai francesi)” e Professor Fabio Vighi. Università di Cardiff (Galles)” .

1. Sintesi del capitolo: “Il vincolo esterno e il cappio sull’Italia”

In questo capitolo, Davide Rossi ricostruisce la traiettoria politica ed economica con cui l’Italia ha progressivamente ceduto la propria sovranità nazionale e decisionale in favore delle istituzioni sovranazionali (Unione Europea, BCE, FMI e grandi mercati finanziari).

Il concetto di “Vincolo Esterno”: L’autore analizza come la classe dirigente e politica italiana abbia volontariamente utilizzato le regole europee e i parametri di bilancio (a partire dal Trattato di Maastricht fino al Fiscal Compact) come un alibi per giustificare riforme impopolari, privando il Paese della leva monetaria e di politiche industriali autonome.

Le tappe della cessione di sovranità: Viene evidenziato lo snodo storico degli anni ’80 e ’90, a partire dal “divorzio” tra il Ministero del Tesoro e la Banca d’Italia (1981) e i successivi governi tecnici, fino all’introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione (Art. 81).

Il “cappio” economico e sociale: L’impossibilità di ricorrere alla svalutazione monetaria o alla spesa pubblica in deficit per proteggere il tessuto sociale si è tradotta in una spirale di tagli ai servizi essenziali (sanità, scuola, infrastrutture), pressione fiscale crescente e precarizzazione del lavoro, vincolando l’Italia a dinamiche di costante austerità.

Istituto Italiano per gli Studi Filosofici.

2. Sintesi del capitolo: “Svendita Italia (ai francesi)”

Questo capitolo approfondisce le dinamiche con cui settori strategici dell’economia, dell’industria e della finanza italiana sono stati ceduti e acquisiti da grandi gruppi e multinazionali estere, con una particolare focalizzazione sul ruolo della Francia.

L’indebolimento del patrimonio industriale italiano: Rossi ripercorre le privatizzazioni selvagge iniziate negli anni ’90 (avviate simbolicamente sul panfilo Britannia), mostrando come aziende pubbliche d’eccellenza siano state svalutate e trasferite a capitali privati e stranieri.

La penetrazione dei colossi transalpini: Il capitolo mappa la costante espansione dei gruppi finanziari, bancari e industriali francesi nei gangli vitali del sistema Italia (dalla grande distribuzione alla moda, passando per il settore bancario, assicurativo, delle telecomunicazioni e dell’energia).

Asimmetria geopolitica: L’autore sottolinea l’asimmetria di questa relazione: mentre la Francia ha difeso attivamente i propri interessi nazionali tramite il protezionismo di Stato e la tutela dei propri colossi industriali, le istituzioni italiane hanno facilitato l’acquisizione delle proprie filiere produttive da parte di enti e investitori esteri.

3. Sintesi della sezione: “Intervista al Professor Fabio Vighi. Università di Cardiff (Galles)”

Nel confronto con Fabio Vighi, docente presso la Cardiff University e critico del capitalismo finanziario contemporaneo, il libro approfondisce la natura strutturale ed economico-filosofica della crisi attuale.

La crisi sistemica del capitalismo: Vighi argomenta che l’attuale fase storica non è guidata da emergenze casuali (sanitarie o geopolitiche), bensì da una profonda crisi strutturale del sistema capitalistico basato sul lavoro reale e sulla produzione, ormai saturo e incapace di produrre profitto sufficiente.

La bolla finanziaria e l’economia d’emergenza: Per evitare il collasso del sistema economico globalizzato basato sulle bolle speculative, il potere finanziario necessita dell’imposizione artificiale di “stati di emergenza” (pandemia, crisi energetiche, conflitti armati). Tali crisi servono a giustificare l’iniezione massiccia di liquidità da parte delle banche centrali, a bloccare la domanda di beni essenziali quando necessario e a imporre restrizioni strutturali alla popolazione.

Dalla democrazia alla gestione del rischio: L’intervista evidenzia come il modello democratico sia stato sostituito da una governance d’eccezione, in cui la narrazione della minaccia costante diventa la leva principale per disciplinare le masse, ristrutturare la società e mantenere in vita artificialmente la finanza speculativa. 

Meditate gente, meditate!

 (Vignetta di copertina di Romolo Buldrini altre generate con AI) – 

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