Ma dove alberga un sentimento di “Pace”?

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Di Lamberto Colla Parma, 27 marzo 2022 19° giorno dell’anno 3 dell’era  COVID-19 – domenica

Si è raggiunta la più alto vetta di oscurantismo dall’epoca nazi fascista. Con la messa al bando del professor Alessandro Orsini, dalla RAI e persino da Wikipedia, pensavo che si fosse raggiunto il massimo livello di opacità di un Paese che si dichiari libero (fatto salve le limitazioni del Green Pass) e democratico avesse potuto raggiungere. E invece, posto che come sostenevano i nostri saggi anziani, “al peggio non v’è mai fine”, la censura è calata addirittura su Francesco, che di mestiere fa il Papa

Michele Anzaldi, deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, ha infatti denunciato che “il Tg1 ha censurato Papa Francesco: nessuno spazio né alle 13.30 né alle 20 alle sue dure parole contro le armi e la guerra. Un caso senza precedenti, mai il tg di Rai1 aveva negato spazio addirittura al Santo Padre, per quanto le sue accuse possano apparire scomode”

Io mi sono vergognato, quando ho letto che un gruppo di Stati si sono compromessi a spendere il 2 per cento del Pil per l’acquisto di armi come risposta a questo che sta accadendo, pazzi!”. 

Così si era espresso Papa Francesco durante l’udienza al Centro Femminile Italiano pochi giorni fa. 

“La vera risposta – prosegue il pontefice, non sono altre armi, altre sanzioni, altre alleanze politico-militari – ha affermato il Pontefice – ma un’altra impostazione, un modo diverso di governare il mondo, non facendo vedere i denti, un modo ormai globalizzato, e di impostare le relazioni internazionali”.

Mentre la stragrande maggioranza degli “opinionisti”, accolti sui palchi televisivi, son pronti a accusare i Russi di manipolare la realtà e di controllare l’informazione, Zelensky ha unificato l’informazione sotto il controllo di una sola rete TV e messo al bando i partiti politici che presume possano avere familiarità con i russi, in Russia sono invece aperti e visibili tutti i canali occidentali, da Euronews (in lingua russa), alla BBC, mentre in Italia censuriamo i cattedratici non allineati al pensiero comune e addirittura il Papa

Quel Papa che ha osato mettere il bastone fra le ruote ai grandi mercanti d’armi che si stavano sedendo al ricco banchetto europeo, ancora allestito sin dai tempi dai festeggiamenti dei mercanti della chimica, della manipolazione genetica e dei combustibili fossili.

La parola PACE sembra invece bandita dai vocabolari di ogni lingua. 

Oltre a sconclusionate e assolutamente irrituali telefonate tra vertici, Macron e Putin, al quale hanno seguito Erdogan, Bennet e via di seguito che, come unica e coerente risposta, hanno trovato Putin indisponibile a chiudere le trattative in assenza di un accordo ben delineato, predisposto e condiviso dai negoziatori, come è prassi consolidata nei negoziati, politici in modo particolare.

Al contrario, questa unica e legittima risposta è utilizzata per demonizzare ancor più l’ultimo “Zar”, come viene giornalisticamente etichettato il presidente della federazione Russa.

Dall’altra parte invece, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il quale potrebbe apparire persino alla serata degli Oscar, ha partecipato a tutti i parlamenti occidentali recitando la medesima litania, modificata solo nell’esempio comparativo che avrebbe dovuto mettere in comunione i sentimenti di chi l’ascoltava con le sofferenze del popolo ucraino. Se ai britannici ha ricordato la loro vittoria sul nazismo, e agli americani ha menzionato Pearl Harbor e l’«I have a dream» di JFK, con i tedeschi il leader ucraino ha parlato di un muro: «Voi vi ritrovate in qualche modo dietro a un muro, non il Muro di Berlino, ma in mezzo all’Europa, dove c’è la libertà. Un muro che diventa più alto a ogni bomba caduta e per ogni decisione mancata».

Non è andata perfettamente come avrebbe voluto con gli israeliani (peraltro ebrei come lui) che hanno avuto da ridire sul paragone con il loro olocausto.

Con gli italiani è invece rimasto molto sobrio citando l’ipotesi di un attacco a Genova in analogia a quanto sta avvalendo a Mariupol, città marinara delle dimensioni del capoluogo ligure. 

Da attore consumato, probabilmente, farà la sua comparsata anche alla “notte degli Oscar”.

L’obiettivo di questo suo peregrinare è ottenere, certamente armi, ma soprattutto il coinvolgimento diretto degli alleati.

Una strada per arrivare alla terza guerra mondiale sarebbe appunto l’accettazione della No FLY ZONE sull’Ucraina e chissà magari anche in forza di qualche errore “pilotato” che vada a colpire un paese dell’alleanza atlantica, facendo scattare l’articolo 5 della NATO che vedrebbe intervenire tutto il blocco a difesa dell’alleato colpito.

D’altra parte lo stesso Joe Biden, durante l’incontro di Bruxelles, si è detto favorevole al “First Strike” cioè colpire per primi (anche con il nucleare se necessario) invece di attendere una risposta.

La rivelazione choc, riportata da molti media tra i quali anche “Il Giornale” del 25 marzo,  è del Wall Street Journal che ha citato fonti interne all’amministrazione. “Si tratta del “first nuclear strike”, noto anche come “attacco nuclearepreventivo” per prevenire efficacemente le ritorsioni contro il nemico. Un primo attacco, se riuscito, paralizzerebbe i missili russi pronti per il lancio e impedirebbe all’avversario di prepararne altri per un contrattacco prendendo di mira le scorte nucleari e le strutture di lancio del nemico.” 

Insomma, invece di muoversi vero la PACE, le “diplomazie” si muovono verso il conflitto lungo e addirittura verso un attacco nucleare preventivo (First Nuclear Strike) per esportare più rapidamente la democrazia statunitense con l’avvallo degli “sherpa” europei.

EVVIVA Il LIBERALISMO, figlio della “Dottrina Bush” o dell’intervento preventivo !

(Lancio di un Missile da US Navy in Kosovo 1999)

Link suggeriti

https://it.wikipedia.org/wiki/Professor_alessandro_orsini

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2022/03/25/ny-post-zelensky-potrebbe-apparire-in-video-a-serata-oscar_0373c66f-c585-41f2-8d89-f0f178060e32.html

https://www.ilgiornale.it/news/mondo/biden-minaccia-luso-nucleare-cos-first-nuclear-strike-2020894.html

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(Lancio di un Missile da US Navy in Kosovo 1999)

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