“Mettete dei fiori nei vostri cannoni”… E il sale in zucca!

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Di Lamberto Colla Parma, 6 marzo 2022 359° giorno dell’anno 2 dell’era  COVID-19 – domenica

Una PREMESSA è tanto DOVEROSA quanto SUPERFLUA, ma indispensabile per non lasciare dubbi sulla mia posizione rispetto alla GUERRA e ai CONFLITTI BELLICI in genere.

“LA GUERRA E L’INVASIONE RUSSA SONO INTOLLERABILI E DA CONDANNARE PESANTEMENTE”

Potremmo però restare giorni e settimane a discutere sulle motivazioni, sulle genesi, sulle origini storiche, sulle colpe ma nessuno potrà far tornare in vita coloro che sino a oggi sono deceduti e i tanti che lasceranno questa terra nei prossimi giorni.

Ma non possiamo nemmeno dimenticare tutti i DANNI COLLATERALI, umani, sociali e economici.

Alcuni passaggi fondamentali sono però da ripercorrere per meglio comprendere il contesto a partire dalla considerazione che quella parte del mondo considera Kiev, la prima capitale Russa poi spostata a Mosca per maggior sicurezza, livello simbolico quanto noi consideriamo Roma.

Vari, si diceva, sono stati i periodi storici recenti che hanno segnato la vita dell’Ucraina a partire dal secolo scorso. Dagli anni ’30 quando STALIN decise per la statalizzazione dei terreni agricoli, scatenando l’HOLOMODOR (Strage della Fame) a seguito di una pesantissima carestia indotta con migliaia di morti, al 1991 con la indipendenza e la dissoluzione dell’URSS, quindi al 2014 con le vicende del DONBAS e le tragiche scorribande delle milizie AZOV (neo-nazisti) a danno dei Russi che ne sono conseguite, compresa la ripresa della CRIMEA (gli abitanti sono Russi a tutti gli effetti e per di più in CRIMEA c’è la più grande flotta e arsenale Russo). E’ da rammentare infine che la Crimea “russa” passò sotto il controllo dell’Ucraina per ragioni amministrative e in epoca di URSS, non certo per appartenenza storica.

Tutto ciò premesso, che equivale a comprendere la complessità e accidentalità del terreno sul quale ci si muove, soprattutto se si considera che l’Ucraina non doveva rientrare nei piani di adesione alla NATO, come venne promesso a Gorbaciov, cosa che invece  il presidente attuale, nel 2019, fece addirittura inserire in Costituzione.

Tant’è che le richieste di Putin erano note da molto tempo e riassumibili in due punti fondamentali:

  1. – La neutralità dell’Ucraina e la dismissione di armi offensive (rammentiamo che dal confine dell’Ucrania a Mosca ci sono solo 500 km);
  2. – Il riconoscimento della Crimea.

Personalmente, visto dove siamo giunti, sono assolutamente INDIGNATO anche per il comportamento dei leader occidentali:

  • miopi da 8 anni (dal 2014 quando si scatenò l’inferno del Donbas),
  • sordi negli ultimi mesi per non aver ascoltato le richieste di Putin;
  • demagoghi, imprudenti e incapaci di negoziare negli ultimi 15 giorni;
  • perseveranti negli errori anche dal 24/2 e dal giorno della prima trattativa quando hanno rilanciato con gli armamenti promessi all’Ucraina.
    • La Ursula von der Leyen che alla sera rilancia per l’adesione dell’Ucraina alla UE:
    • puntualmente smentita al mattino successivo e infine approvata la presa in carico della richiesta di adesione.
    • Inopportuno inoltre far parlare  Il Presidente Ucraino Volodymyr Zelens’kyj alla Assemblea della UE

Tutti elementi che hanno contribuito all’escalation del conflitto.  

Leader e osservatori che sono troppo convinti che le armate russe incontrassero una resistenza efficace senza pensare che probabilmente  non era idea di Putin  punire pesantemente il popolo Ucraino oltre ovviamente a non immaginare una resistenza anche ben armata con armi sofisticate e con la capacità di utilizzarle.

Alla fine può essere che PUTIN sia stato quasi obbligato a spingere sull’acceleratore bellico per dimostrare la sua forza e smentire l’idea che si  stava  diffondendo di una debolezza russa.

Sorprende anche che alla prima trattativa non si fosse deciso per un cessate il fuoco, tanto è vero che, come in tutte le guerre accade, gli invasori hanno deciso di intensificare il fuoco per conquistare posizioni da mettere sul tavolo delle trattative.

IN SINTESI: parrebbe che tutte le teorie e tecniche di negoziazione NON siano state adottate.

  • ANZI AL CONTRARIO

                Sembra che si sia studiato a tavolino una STRATEGIA  per ARRIVARE  proprio a questo TRAGICO RISULTATO.

USA e NATO hanno alimentato il disagio e fatto controinformazione, sgombrando il campo a inizio conflitto e lasciando la patata bollente in mano agli EUROPEI, DICHIARANDO che loro non porteranno uomini in guerra.

Vogliamo scommettere che a conclusione, se le cose andranno come desiderano, ovvero la cacciata di Putin e l’Ucraina distrutta ma libera dai Russi,  torneranno sulla scena a prendere i complimenti e gli applausi?

Intanto, tra una richiesta di verifica psichiatrica di Putin, uno Stato di Emergenza dichiarato dal Governo italiano fino a fine 2022 causa crisi Ucraina, auspicando che si alimenti un forte dissidio interno al Cremlino e che i “Generali” convincano il presidente a dimettersi, a rimettercisono gli ucraini. Più si conteranno vittime documentabili e più facile che l’opinione pubblica moscovita possa spingere al cambiamento della storia.

Ma fino ad allora le vittime cresceranno, e le sanzioni, come in uno specchio, si riverseranno  sull’Europa,  con Italia in testa, mentre gli USA subiranno ben pochi danni.

Delle filiere enrergivore sappiamo già i danni e così anche dei costi domestici del gas e la benzina che ha superato i 2 € al litro con un prezzo del petrolio giunto a circa 110$/barile.

Ma molte altri sono i settori che subiranno il rimbalzo del conflitto, pensiamo al “settore del lusso” e alla moda in genere ma anche alcune filiere “terra a terra”.

L’agricoltura ha già dato segnali preoccupanti con particolare riguardo a:

  • – filiera latte (Mais)
  • – filiera pane (Frumento tenero)
  • – Filiera pasta (Frumento duro)
  • – Olio di Girasole
  • – semi oleosi in genere

A seguire alcuni prezzi medi delle commodities come sono variati nel corso dell’anno:

L’energia, come anticipato, è indubbiamente il problema maggiore dell’Italia;  per  i cittadini e i loro usi domestici e soprattutto per le imprese pesanti e energivore  (dalle ceramiche agli altiforni, alla vetrerie alla metallurgia in genere).

Un problema che ha già fatto aprire le porte all’ipotesi di tornare in miniera per estrarre il carbone, (avrei un bell’elenco di bravi minatori da spedire laggiù!) a orientarsi al “nuovo nucleare” e alla costruzione di nuovi gasdotti, a riprendere a trivellare e a costruire i rigassificatori per poter acquistare il gas liquido dagli USA per staccarsi dalla dipendenza russa.

… E dulcis in fundo DOPO TANTO INSISTERE finalmente gli USA sono riusciti a far passare l’incremento delle spese militari per la NATO e fare finalmente applicare la regola aurea del 2% del PIL

Una regola che i partner hanno cercato di non adottare nonostante sia una quota indispensabile per l’Alleanza Atlantica (ora ITALIA è al 1,12%)

Come si legge infatti sul sito della NATO, nella sezione dedicata al suo finanziamento, l’impegno a dedicare il 2% del Pil alle spese al capitolo militare è stato assunto nel 2006 dai ministri della Difesa degli Stati membri. “Questa linea guida – spiega la NATO – serve principalmente quale indicatore della volontà politica degli Stati a contribuire agli sforzi comuni dell’Alleanza per la difesa”.

  • Tra i grandi Paesi della Ue la Francia arriva all’1,79%, la Germania all’1,24%, l’Italia all’1,12% e la Spagna allo 0,92%. Il Canada arriva all’1,29% e la Turchia all’1,48%

CONCLUDENDO

Gli USA sono riusciti in un colpo solo:

  • – mettere all’angolo la RUSSIA
  • – Mettere in difficoltà la UE e staccarla in modo definitivo dalla Russia (Nazionalista e con grandi risorse energetiche (GAS di cui l’Italia si approvvigiona per il 40%, petrolio essendo la Russia il secondo Paese esportatore mondiale)
  • – Mantenere distanti Russia e Cina
  • – mantenersi al sicuro sia economicamente sia in sicurezza.
  • Biden probabilmente riesce a  migliorare la sua reputazione interna dopo aver fatto una uscita infelice dall’AFGHANISTAN, aver stuzzicato la CINA davanti a Taiwan con l’esercitazione AUSTRALIA USA e GB (dando vita a un’asse anti CINA denominato  AUKUS all’insaputa degli altri partner dell’alleanza) e facendo oltremodo infuriare gli alleati francesi avendo colto l’occasione per sottrarre le commesse dei sottomarini ordinati dall’Australia alla Francia a favore di USA e GB.
  • Una domanda che molti analisti si pongono è perché armare l’UCRAINA invece di lavorare per un negoziato serio con la RUSSIA?
    • Già riuscire a far tacere il segretario della NATO,  Jens Stoltenberg, avrebbe potuto ridurre la tensione del negoziato e offrire una via d’uscita a Putin accogliendo le richieste minimali avrebbe potuto giovare alla causa. 

… E invece siamo precipitati in una guerra, perché volenti o nolenti, anche noi siamo ufficiosamente sul campo di battaglia per aver armato una parte in conflitto,  e purtroppo moltissimi saranno gli Ucraini sacrificati agli USA e al loro piani anti Russia

Link suggeriti

https://www.disarmo.org/nof35/lega-presenta-mozione-pro-f-35-campagna-nof35

DOVE SONO FINITI I PACIFISTI DEGLI ANNI 70: https://www.agi.it/fact-checking/donald_trump_nato_onu_spese_militari-4143251/news/2018-07-12/

https://www.gazzettadellemilia.it/politica/item/35799-petrolio-e-carburanti-prezzi-ben-poco-allineati.html

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