A cura di redazione Molino Grassi Parma, 1 aprile 2026 –
Prima di entrare nello specifico dell’argomento principe, diamo uno sguardo al mercato internazionale delle materie prime. Nelle ultime ore sono pervenuti alcuni indicatori dal
Report USDA che riassumiamo:
USDA. Dal report risulta un minor acreaggio di soia e grano rispetto alle attese e minori stock di corn rispetto alle attese.
STOCK:
CORN: meno del previsto
SOIA: dato superiore alle previsioni
GRANO: in prossimità delle previsioni
ACREAGGIO:
CORN: superiore al previsto
SOIA: inferiore alle previsioni previsto
GRANO: inferiore al previsto
CBOT 31/3/2026 ore 18.10 : grano +9,6; corn: +3,4; semi di soia: +13; farina +1,45; olio +0,45
Alla borsa merci di Reggio Emilia, nella giornata del 31 marzo, si è rilevato che all’interno del settore cereali, farine e proteici, i cereali mantengono un andamento stabile. Il risone Arborio registra un incremento di 10,00 euro sia sul minimo che sul massimo, mentre il riso Arborio aumenta di 20,00 euro, attestandosi a una quotazione di 1.410,00 euro alla tonnellata.
Il reparto farine, cruscami e sottoprodotti è risultato attivo, con rialzi diffusi su gran parte delle referenze. Nello specifico, la crusca e i cruscami di grano tenero registrano aumenti generalizzati di 10,00 euro, mentre il farinaccio di grano tenero evidenzia incrementi di 15,00 euro alla tonnellata sia sui valori minimi che massimi. L’andamento è positivo anche per i sottoprodotti del riso, con variazioni al rialzo di 5,00 euro su diverse voci.
Questo è lo spaccato dell’andamento mercantile locale che, per certi versi, rispecchia l’andamento delle borse merci più quotate, come ad esempio “Granaria Milano”.
Ma in queste ore la notizia che sta viaggiando sulle riviste specializzate riguarda l’avvio e la prima quotazione ufficiale della Commissione Unica Nazionale (CUN) sul grano duro. Un risultato ottenuto grazie alle mobilitazioni di Coldiretti con cui viene garantita trasparenza sul mercato e riconosciuto il valore del prodotto italiano.
La CUN avrà il compito di individuare il prezzo indicativo del grano duro nazionale e le relative tendenze di mercato, interrompendo le vecchie quotazioni di Foggia e Bologna, con l’ulteriore elemento di grande rilievo che è rappresentato dalla nuova struttura del listino nazionale differenziato per qualità: fino alto proteico (15% di proteine), fino proteico (14%), fino (13% al Nord, 12% al Sud) e convenzionale (11,5%). Si tratta di un’evoluzione significativa, che consente di leggere in maniera più puntuale e realistica il mercato del grano duro, valorizzando le diverse caratteristiche qualitative delle produzione.

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