Di Lamberto Colla Parma, 29 marzo 2026. – Indubbiamente la sconfitta brucia, ogni sconfitta brucia, ma questa ancor più perché ha dimostrato che l’Italiano non ha ancora raggiunto la maturità del popolo civile. Hanno vinto gli slogan ad effetto come “No al Fascismo” o “difendere la Costituzione” oppure ancora come i fautori del SÌ sono indagati, appartenenti alla massoneria deviata e mafiosi.
Insomma, nemmeno una riforma fortemente voluta, sin dai primi anni ’90 dalla sinistra, è stata abbattuta pur di abbattere la “Meloni”.
Utilizzando una similitudine del gioco degli scacchi, sarebbe come sacrificare un pedone per dare “scacco” alla Regina.
E “Scacco” fu!.
Del Mastro e la dottoressa Bortolazzi hanno lasciato subito, la Santanché ha mollato a faticata, ma lascia anch’ella, e anche Gasparri scende per lasciare lo scranno di capo gruppo al Senato a a Stefania Craxi.
Ma il terremoto in casa centro destra non è ancora finito. Giorgia Meloni, supponiamo, si prenderà qualche giorno per ragionare a freddo e poi farà la scelta che nessuno si immagina.
E dovrà essere una scelta forte e da portare a termine con determinazione, qualunque essa sia, perché la macchina “da guerra” della sinistra ben presto inizierà a cannoneggiare.
I primi messaggi già sono stati inviati attraverso i migliori rappresentanti dei due gruppi alleati per il referendum: Bersani e Colombo si espongono in preda alla euforia. Gherardo Colombo in tv: ‘La magistratura continuerà ad invadere.’ Pierluigi Bersani in comizio invece aggiunge un fattore protettivo con la dichiarazione: ’Il potere giudiziario ha sostituito esecutivo e Parlamento.’
La conferma delle motivazioni per cui la riforma della Giustizia proposta in referendum, con l’introduzione della separazione delle Carriere e dell’Alta Corte Disciplinare aveva senso, non si è fatta attendere già a partire dal minuto seguente alla proclamazione del risultato. I giudici di Napoli, come se avessero vinto la guerra, si sono lasciati andare intonando “Bella Ciao” e “Chi non salta Meloni è…” Bell’esempio di equità e terzietà!.
AMARCORD
Giusto per ricordare la calda campagna referendaria richiamiamo alcuni concetti che si cercò di far conoscere e la storia della riforma della giustizia mai completata sin dalla promulgazione della Costituzione.
Già, la costituzione che i “Guardiani talebanizzati della Costituzione” hanno inteso difenderne la verginità, hanno dimenticato che la sua “illibatezza” venne violata ben 44 volte.
Ricorderemo anche i casi più eclatanti di carcerazioni ingiuste e altre amenità che non interessa ai sinistri sino a quando cadranno nel tritacarne della giustizia.
ERRORI GIUDIZIARI
L’Italia ha una lunga e dolorosa storia di ingiuste detenzioni ed errori giudiziari: casi in cui cittadini innocenti hanno trascorso anni — a volte decenni — in carcere per reati mai commessi. Secondo i dati più recenti dell’associazione Errorigiudiziari.com, dal 1991 al 2025 si contano oltre 32.000 casi tra errori giudiziari e ingiuste detenzioni, per un costo allo Stato superiore a 1 miliardo di euro in risarcimenti errorigiudiziari.com .
Alcuni casi:
Enzo Tortora
Il celebre conduttore televisivo fu arrestato nel 1983, accusato ingiustamente di traffico di droga e appartenenza alla camorra. Detenuto per sette mesi, poi ai domiciliari, fu assolto definitivamente nel 1987. La sua vicenda è diventata il simbolo della malagiustizia italiana e della necessità di riforme profonde poliziapenitenziaria.it .
Giuseppe Gulotta
Arrestato a 18 anni nel 1976 per l’uccisione di due carabinieri ad Alcamo Marina, Gulotta ha passato 22 anni in carcere prima di essere assolto nel 2012, quando emerse che la confessione era stata estorta con torture. È uno dei casi più lunghi e gravi di errore giudiziario in Italia poliziapenitenziaria.it.
Beniamino Zuncheddu
Ex pastore sardo, è stato assolto nel 2024 dopo 32 anni di carcere. Fu condannato nel 1991 per un triplice omicidio (“la strage di Sinnai”) che non aveva commesso. Solo il processo di revisione ha rivelato il depistaggio nelle indagini e l’assenza di prove reali ilfoglio.it.
Giulia Ligresti
Imprenditrice e figlia di Salvatore Ligresti, fu arrestata nel 2013 per falso in bilancio e manipolazione del mercato. Dopo 13 anni di battaglie giudiziarie, la Corte d’Appello di Milano nel 2026 ha riconosciuto l’errore giudiziario e le ha aumentato l’indennizzo, sottolineando che il patteggiamento iniziale era frutto di pressione cautelare e non di reale colpevolezza corriere.it .
Domenico Morrone, Massaro, e Bova
Casi meno noti al grande pubblico ma ugualmente gravi, citati tra gli esempi di ingiusta detenzione con risarcimento riconosciuto. Queste vicende mostrano come errori investigativi e pressioni giudiziarie possano distruggere vite e famiglie poliziapenitenziaria.it .
Oltre alla drammaticità delle singole storie, il dato complessivo resta impressionante: quasi 929 persone innocenti “in manette” ogni anno, in media, per errori che rappresentano una delle ferite più profonde dello Stato di diritto italiaoggi.it .
LA COSTITUZIONE VIOLATA
Quante volte è stata modificata?
Ad oggi, la Costituzione è stata modificata attraverso 16 leggi costituzionali di revisione.
Tuttavia, il numero totale di interventi legislativi sulla Carta è superiore (circa 44), poiché includono anche le leggi costituzionali che non modificano direttamente il testo (come gli Statuti delle Regioni a statuto speciale o deroghe temporanee).
Le riforme più significative
Non tutte le modifiche hanno lo stesso peso. Ecco le tappe fondamentali che hanno cambiato il volto delle nostre istituzioni:
1. Riforma del Titolo V (2001): La modifica più ampia mai realizzata. Ha riscritto i poteri tra Stato, Regioni ed Enti locali, invertendo il principio di competenza legislativa (ora le Regioni hanno competenza su tutto ciò che non è espressamente riservato allo Stato).
2. Riduzione del numero dei parlamentari (2020): Approvata tramite referendum, ha tagliato i deputati da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200.
3. Tutela dell’Ambiente (2022): Una modifica storica agli articoli 9 e 41, che ha inserito la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi tra i principi fondamentali, anche nell’interesse delle future generazioni.
4. Voto ai diciottenni per il Senato (2021): Ha allineato l’età per votare alla Camera e al Senato a 18 anni.
5. Giusto Processo (1999): Modifica dell’articolo 111 per inserire i principi del contraddittorio e della parità tra accusa e difesa.
6. Sport in Costituzione (2023): L’ultima modifica in ordine di tempo, che riconosce il valore educativo e sociale dell’attività sportiva (Articolo 33).
7. L’introduzione del pareggio di bilancioè stata una delle modifiche più significative e discusse degli ultimi anni.
È stata approvata con la Legge Costituzionale n. 1 del 20 aprile 2012, sotto la spinta della crisi del debito sovrano che colpì l’Eurozona (la cosiddetta crisi dello “spread”).
Cosa è cambiato tecnicamente?
La riforma non ha toccato un solo punto, ma ha modificato quattro articoli della Costituzione (81, 97, 117 e 119). L’intervento principale riguarda l’Articolo 81:
· L’equilibrio tra entrate e uscite: Lo Stato deve assicurare l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi favorevoli e delle fasi avverse del ciclo economico.
· Il ricorso all’indebitamento: È consentito solo per considerare gli effetti del ciclo economico o, previa autorizzazione delle Camere a maggioranza assoluta, al verificarsi di eventi eccezionali (come è successo, ad esempio, durante la pandemia di COVID-19).
Perché è stata fatta?
L’obiettivo era duplice:
1. Stabilità finanziaria: Rassicurare i mercati internazionali e i partner europei sulla tenuta dei conti pubblici italiani.
2. Vincoli Europei: Recepire il cosiddetto Fiscal Compact, un trattato europeo che imponeva agli Stati membri di inserire il vincolo del pareggio di bilancio in norme di tipo costituzionale o equivalente.
- I nostri cugini francesi ancora non sono riusciti a introdurre il pareggio di bilancio in costituzione.
Le critiche e il dibattito
Questa modifica è stata spesso al centro di dibattiti politici accesi. I sostenitori la ritengono necessaria per la responsabilità verso le future generazioni, mentre i critici sostengono che:
· Limita la sovranità: Impedisce allo Stato di fare investimenti massicci nei momenti di crisi (politiche keynesiane).
· Rigidità: Inserire un vincolo economico in Costituzione rende più difficile adattare la politica fiscale alle emergenze sociali.
A differenza delle riforme del 2006, 2016 o 2020, per il pareggio di bilancio non si è tenuto un referendum. Questo perché in Parlamento fu raggiunta la maggioranza dei due terzi dei componenti in seconda votazione, il che, secondo l’Articolo 138, impedisce la possibilità di richiedere un referendum confermativo.
… per finire la ciliegina sulla torta.
Abbiamo interrogato l’Intelligenza Artificiale sull’origine della riforma della giustizia.
– La riforma della Giustizia era prevista nelle norme temporanee all’atto della approvazione della Costituzione Italiana?
Si tratta di un punto storico molto interessante. La risposta breve è sì, ma non nel senso di una “riforma” generica, quanto piuttosto di una vera e propria transizione obbligatoria dal sistema fascista a quello repubblicano.
Nella Costituzione italiana esiste una sezione specifica chiamata “Disposizioni transitorie e finali”. Alcune di queste norme riguardavano proprio l’assetto della Giustizia, poiché era necessario smantellare i tribunali speciali del regime e uniformare la magistratura ai nuovi principi democratici.
Ecco i punti chiave previsti all’atto dell’approvazione (1948):
1. Il divieto di Giudici Speciali (Art. 102 e VI Disposizione)
La Costituzione stabilì il principio del giudice naturale e vietò l’istituzione di “giudici speciali”. Tuttavia, nel 1948 esistevano ancora molti tribunali ereditati dal passato.
· La VI Disposizione transitoria stabiliva un obbligo preciso: entro cinque anni dall’entrata in vigore della Costituzione, si doveva procedere alla revisione degli organi speciali di giurisdizione allora esistenti (fatta eccezione per il Consiglio di Stato, la Corte dei Conti e i Tribunali Militari).
2. L’istituzione della Corte Costituzionale (VII Disposizione)
Fino a quando la Corte Costituzionale non fosse stata attivata, il controllo di costituzionalità delle leggi non esisteva nella forma che conosciamo oggi.
· La VII Disposizione prevedeva che, in attesa della Corte, la decisione sulle controversie costituzionali spettasse ai giudici ordinari.
· La realtà: La Corte Costituzionale iniziò a funzionare solo nel 1956, con ben otto anni di ritardo rispetto alla nascita della Repubblica.
3. Il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM)
Anche l’organo di autogoverno della magistratura, previsto dagli articoli 104 e 105, era una “riforma” necessaria per garantire l’indipendenza dei giudici dal potere politico (che nel ventennio precedente era totale).
· Nonostante fosse previsto nel testo del ’48, il CSM venne istituito concretamente solo nel 1958.
Il “ritardo” nell’attuazione
È importante notare che molte di queste “riforme della giustizia” scritte nelle disposizioni transitorie rimasero sulla carta per anni. Questo fenomeno è noto come “ostruzionismo di maggioranza”: le forze politiche dell’epoca tardarono a creare organi come la Corte Costituzionale o il CSM perché temevano che avrebbero limitato il potere del Governo o del Parlamento.
In sintesi: La Costituzione non prevedeva una “riforma” nel senso moderno (come la separazione delle carriere o la riforma del processo penale), ma imponeva la pulizia e l’adeguamento di tutto l’apparato giudiziario pre-fascista.
Ed ora attendiamoci manifestazioni, scioperi e violenze che accompagneranno la lunga campagna elettorale che ha avuto inizio il lunedi 23 marzo pomeriggio dopo le 17,00.






(Vignetta di Copertina a cura di Romolo Buldrini L’Aquila) – Altre vignette realizzate con AI.)
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Video giudici Napoli: https://youtu.be/mksthTvrDy0
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