Francesca Dallatana Parma, 19 Luglio 2026
Comunicazione non verbale, attesa e attenzione: si fa così il recupero di un cane o il soccorso. Non con le parole. La prossemica è la disciplina che studia distanze, spazio, modalità di avvicinamento e di relazione nella comunicazione tra individui.
La richiesta di aiuto a Rescue Dogs per il recupero di un cane fa scattare attenzione. Funziona così: composizione del numero di telefono, pochi squilli, la risposta dell’operatore. Che fa domande precise e dice se l’intervento è possibile. Quindi, il silenzio dell’ascolto. Durante e dopo la telefonata.
Jair Zurolo è il presidente dell’organizzazione no-profit Rescue Dogs, che ha sede presso la vecchia stazione ferroviaria di Noceto, Parma.
Intervistarlo e tracciare con le parole l’attività dell’associazione non è stato facile. Perché è una persona di poche parole e diretto nei modi. Stesso stile di Emanuela Zoppi, la vice-presidente. Lei addirittura ha declinato l’invito all’intervista nonostante l’impegno costante di volontaria nelle file della Rescue Dogs. Come lei, altre volontarie molto competenti e attive nell’associazione hanno scelto di non raccontare la loro esperienza, di non testimoniare qui il loro impegno.
Squadra e competenze.
Sono importanti i fatti, non la visibilità. Per questo motivo hanno delegato il presidente.
Tre turni: mattino, pomeriggio e notte. Mezzi per il recupero a disposizione, uno spazio per il rifugio temporaneo dei cani. Capacità di ascolto, prima che di dialogo. Importante ripeterlo. Competenza legale e amministrativa. Rescue Dogs conta oggi sessanta volontari. Per partecipare alle attività di volontariato è necessario seguire un corso di formazione previsto dalla normativa. Il gruppo attuale di volontari comprende sedici guardie eco-zoofile. Anche per questo profilo è necessario seguire un corso di formazione teorico, con approfondimenti giuridici ed etologici. A seguire, un corso pratico, che prevede la simulazione di attività di soccorso e di recupero. Terminato il corso e superato l’esame finale, il candidato-guardia ecozoofila volontaria diventa titolare di un decreto prefettizio che gli consente di gestire sotto il profilo operativo e amministrativo il recupero di un animale. Che non si risolve con un’azione di cattura oppure di induzione all’avvicinamento quindi di trattenimento. Il recupero è tutelato dalle leggi vigenti. “Il soccorso agli animali coinvolti in incidente stradali è un obbligo previsto dal codice della strada, a partire dal 2012. Il decreto ministeriale 217/2012 ha modificato il codice della strada e ha imposto l’obbligatorietà del soccorso.”, sottolinea Jair Zurolo.
Attività sul territorio.
Partiamo dall’attività dell’associazione. “Sedicimila interventi dal 2013 ad oggi. Tre soci fondatori, tredici anni fa, hanno dato il via all’associazione. I volontari già allora erano una quarantina. Abbiamo cominciato per dare concretezza alla passione per i cani.”, racconta l’intervistato.
L’associazionismo cinofilo è diffuso a Parma. Quanto specializzato? “Ad oggi sono oltre sessanta le associazioni che si occupano di cani. Alcune con competenze significative. Penso a quelle che esprimono particolare motivazione e conoscenza dell’etologia e che sono impegnate concretamente nell’educazione, nell’addestramento e nella gestione di rifugi. Ad alcune e molto competenti avete dato voce proprio in questa rubrica.”
Rescue Dogs in che cosa si differenzia? “Noi ci occupiamo di soccorso e di recupero. Lo facciamo per i Comuni che hanno stipulato una convenzione con la nostra organizzazione. La legge 27 del 2000 della Regione Emilia Romagna obbliga i Comuni ad occuparsi del recupero degli animali in difficoltà, perduti oppure infortunati. Non è un’azione immediata e semplice perché i casi sono disparati. Per questo motivo più della metà dei quarantaquattro Comuni della provincia di Parma sono convenzionati con Rescue Dogs.”
Attività altamente specialistica, volontariato competente. Possiamo definirlo in questo modo? “Aggiungo: abbiamo una predisposizione all’attività senza fini di lucro. Rescue Dogs ha ambizioni formative ed educative. Per questo motivo collaboriamo con la Pubblica Assistenza di Parma nel percorso di formazione rivolto al gruppo di volontari che si occupano dell’ambulanza veterinaria.”
Nessuna velleità di tipo commerciale, fa notare con chiarezza l’intervistato. E continua: “Una forte competenza in ambito etologico è fondamentale. L’esperienza e l’analisi dei casi ci permette di acquisire una capacità di dialogo con l’animale sempre maggiore.”
Dialogo, che significa soprattutto prossemica. “L’osservazione ci permette di leggere motivazioni e intenzioni del cane. Il movimento, l’abbaio, il ringhio: ogni individuo ha la propria personalità ma l’etogramma del cane è alla base della nostra attività. L’etogramma è la tassonomia dei comportamenti, cioè l’intero ventaglio delle posture che caratterizzano la specie. E’ un universo che non finiremo mai di esplorare. Proprio perché ogni cane ha la propria storia e la propria personalità.”
La storia del cane. Quanto il passato di un cane condiziona la convivenza con gli umani? Quanto è importante conoscere la storia di un cane adottato? “E’ fondamentale. E’ importantissimo che le adozioni vengano seguite e proposte da professionisti competenti che conoscono il cane, che incontrano la famiglia interessata all’adozione. Per capire se ci sia compatibilità, per guidare e aiutare nel percorso di costruzione di una relazione, che non è immediato.”
L’illusione romantica delle staffette.
Invece, con le staffette la relazione con la famiglia adottiva scatta immediatamente. Alla discesa dal mezzo di trasporto che dalla città di provenienza conduce l’animale alla destinazione. Il presidente di Rescue Dogs proietta il video dell’arrivo di un mezzo di trasporto carico di kennel e di trasportini con gli animali, impilati uno sull’altro, con un corridoio di qualche decina di centimetri tra una fila e l’altra per permettere all’operatore di passare, di prendere la gabbietta, di aprirla e di porgere un impaurito cane alle braccia tese di un umano in attesa. Il video è significativo. Il presidente lo commenta. “Il viaggio di questi animali è fuori dai confini della decenza. Le leggi per il trasporto degli animali sono pensate solo per gli animali da reddito. La condizioni del trasporto non sono accettabili. All’arrivo, come si vede dal video, un muro di persone in attesa fa confusione e baccano. Mani e braccia che si levano verso l’alto. L’operatore consegna il cane. Lo cala dall’alto. E’ un animale impaurito. Che ha sofferto durante il viaggio. Che arriva da un luogo lontano. Molti cani fuggono in preda al panico e alla paura.”
Da dove vengono i cani che arrivano con le staffette? “Soprattutto dal sud, dove il randagismo è molto diffuso. Parlo di randagismo. Parecchi dei cani che arrivano dal sud sono cani territoriali. Sono abituati a vivere in branco, a fare una vita libera. La cattura e il trasporto in un altro luogo genera spaesamento, induce difesa che si può tradurre in aggressività oppure in comportamenti inattesi e non programmabili. A volte l’intervento dell’istruttore non è sufficiente. I cani morsicatori spesso hanno storie di vita alle spalle non note. Un cane può diventare morsicatore nel corso della sua vita a fronte di un disagio o di una malattia. Un cane può aggredire oppure mordere se viene da un pregresso molto diverso da quello obbligato dall’adozione coatta della staffetta. E questi cani finiscono nei canili, quando l’adozione della staffetta non funziona. Diventano i cani definiti come non adottabili, oppure difficilmente adottabili. Da cani territoriali liberi al sud a cani rinchiusi per sempre in un canile del nord.Questa è la loro sorte.”
Per un cane morire in un canile è come morire in galera.
Le adozioni proposte dai canili hanno iter lunghi e controlli attenti. Forse sono questi i motivi per i quali ci si rivolge alle staffette. “Se i canili sono gestiti e condotti da personale competente le adozioni vengono condotte in modo serio. Il percorso di adozione è una tutela per l’umano adottante e per il cane.”
Il costo dei cani che arrivano con le staffette è basso e molto più competitivo rispetto all’acquisto. “Ripeto: ci sono anche le adozioni proposte dai canili seri. Ma parliamo del costo di un cane adottato con staffetta. Quaranta, venti euro? Un’offerta libera? Quanti sono i cani sul camion? Cinquanta, cento? Quaranta euro moltiplicato cinquanta quanto fa? Quanti viaggi fa ogni mese un camion-staffetta dal sud? La rete propone molti video. Alcuni di questi video sono girati da ex autisti delle staffette e strappano il velo al romanticismo di facciata degli annunci che girano sul web. Le storie strappalacrime scritte negli annunci spesso non sono vere. I cani che arrivano con le staffette sono cani randagi oppure cani che arrivano dai canili del sud. Sempre in rete troviamo le informazioni sui bonus destinati da diversi Comuni italiani, molti di questi del sud, a chi adotta un cane. Ci sono anche i tariffari, qualche volta. Per un cane più grande di età il bonus è superiore. Alcune associazioni, attraverso l’adozione diretta di loro volontari se ne fanno carico. Mi spiego: i volontari delle associazioni prendono in carico con una adozione formale il cane poi lo cedono all’adottante del nord. Lo portano al nord dopo avere proposto l’adozione con annunci strappalacrime e romantici sui social media. Io lo chiamo terrorismo sentimentale. Il bonus è pari a diverse centinaia di euro per ogni cane. Al bonus si aggiunge l’offerta della famiglia adottiva del nord. Dobbiamo sempre avere ben chiaro il numero dei cani trasportati in ogni camion. E possiamo fare un conto economico del profitto realizzato da chi dice di volere il bene degli animali. A questo punto dobbiamo domandarci se sia vero.”
Non sempre la staffetta si rivolge a persone singole, che intercettano l’annuncio in rete. Qualche volta gli organizzatori della staffetta collaborano con associazioni cinofile locali. “E’ capitato anche a noi. Ci hanno proposto seicento euro per ogni cane adottato. Non abbiamo accettato. Noi ci occupiamo di recupero e di soccorso, di formazione e di diffusione della cultura cinofila. Il nostro impegno è un valore da rispettare.”
Gli improvvisati delle adozioni.
Una passeggiata su FaceBook durante l’intervista e spuntano fotografie di quadrupedi simpaticissimi ritrovati e proposti in adozione. A pubblicare i post sono persone, spesso sempre le stesse, alle quali capita di ritrovare casualmente cani oppure di farsi carico per buon cuore della sorte degli animali. Sulle colonne dei social media queste persone cercano di collocare gli animali. Il presidente di Rescue Dogs passeggia in rete e propone un’analisi critica degli annunci. Di fronte a una fotografia di un cane dall’aria molto sveglia che è stato ritrovato ed è proposto in adozione si domanda: “perché non cercare di leggere il microchip con l’aiuto di un professionista per capire chi sia il proprietario. Invece di pubblicare l’annuncio su FaceBook sul sito di una località della provincia di Parma, perché non chiamare il canile competente? Il canile ha l’obbligo di procedere con profilassi sanitaria. Legge il microchip e cerca il proprietario. Proporre un’adozione senza la tutela di una profilassi mette a rischio gli altri cani della famiglia e lo stesso cane adottato.” E continua: “la stessa cosa vale per le persone che recuperano un cane per la strada. Devono chiamare gli Enti competenti e preposti e chiedere loro di intervenire. Non serve a niente pubblicare le fotografie degli animali sui social media. Per poi andarsene e abbandonare gli animali perduti al loro destino.”
Amore per gli animali: ultima frontiera.
Rescue Dogs rivolge il proprio servizio ai cani in difficoltà e anche ad altri animali?
“Negli ultimi tre anni abbiamo fatto tre interventi di recupero e salvataggio di animali esotici.” Per animali esotici si intende qui: serpenti come il cobra oppure felini di grandi dimensione. Affina la descrizione del fenomeno: “Il mercato nero di questi animali è sempre più diffuso in Europa. Al costo di duemilacinquecento euro in Germania si acquista una tigre oppure una pantera.”
Chi acquista? “Persone abbienti. Al sud del Paese è un fenomeno molto diffuso. Ma non solo nel mezzogiorno, anche in città del nord.”
Il rischio di fuga è molto alto. “Sì. E’ scappato un leone da una villa poco tempo fa. E si dice che a Torino ci sia una pantera a piede libero.”
Che cosa si fa in questi casi? “Questi sono animali nati in cattività. Non sanno cacciare. Al loro Paese di provenienza non li vogliono. Perché trasmetterebbero malattie. Poi, come ho detto, non riuscirebbero a sopravvivere.”
Perché ci si mette in giardino una pantera oppure una tigre? Il sorriso si trasforma in una risata breve ma decisa. L’intervistato si ricompone e risponde: “E’ uno status symbol. Davvero diffuso.”
Una volta recuperato il grosso felino che cosa si fa? “Noi non siamo attrezzati per il rifugio di questi animali. La tigre che abbiamo recuperato di recente l’abbiamo portata a Rovigo, dove abbiamo anche seguito la formazione e l’addestramento per questo tipo di servizio. L’obiettivo ora è aprire un rifugio per gli animali esotici.”
Il messaggio di Rescue Dogs.
Continua l’attività di Rescue Dogs, organizzata in squadre di lavoro. Volontari, uomini e donne, garantiscono la presenza sul territorio. Spirito di corpo e niente fronzoli. Il romanticismo è cancellato dal vocabolario.
“La cosa più sbagliata che possiamo dire è: amo gli animali. Questa frase nasconde egoismo. Perché per molti significa considerare il benessere animale dal punto di vista di un umano. In realtà non si pensa all’animale, ma a se stessi. E’ invece corretto dire: rispetto gli animali. Rispettarli richiede l’impegno della conoscenza. Significa comprendere la loro natura, la loro individualità. Significa: conoscere l’etologia, la specificità di ciascun individuo e continuare ad affinare la cultura cinofila attraverso studio e osservazione. Possiamo salvare gli animali solo se li conosciamo.”
E la conoscenza è la sintesi del lavoro sul campo e della motivazione ad un approccio culturale competente.
“L’informazione – sottolinea il presidente – ha una forte responsabilità. Di recente molte testate locali hanno titolato: donna azzannata da un cane. La persona non è stata azzannata. Il cane ha dato una zampata.” La conoscenza parte dall’onestà intellettuale.



In collaborazione con Mister Pet– Traversetolo Parma
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