Se ci fosse la neve sembrerebbe inverno!

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Di Lamberto Colla Parma, 12 febbraio 2023 – I giorni della merla sono trascorsi da pochi giorni e la marmotta è uscita per rientrare immediatamente in tana.

E’ molto probabile che, ancora per un po’ di giorni, le temperature resteranno rigide e potranno persino andare sotto lo zero.

Una ottima occasione per alimentare il terrorismo climatico, posto che tra pandemia e guerra le giornate trascorrono troppo serene.

Allora ecco che la colonnina di mercurio viene in sostegno ai “becchini” della macchina da scrivere che scoprono l’inverno, magari rigido.

Nonostante non ci sia stato ancora il risveglio vegetativo, le cronache portano in evidenza i danni che l’agricoltura subirà e le immagini delle pesche e di altra frutta e verdura fuori stagione, sottolineano il dramma alimentare che presto ci sorprenderà con smodato aumento dei prezzi, si presume.

Non si comprende questo accanimento contro il clima. D’estate il caldo e d’inverno il freddo, in un clima temperato dovrebbe essere normale, ma così non sembra.

L’occasione per parlare di Climate Change, anche e spesso a sproposito, è sempre pronta, anche quando tutto è nella normalità.

Non ci sono più le mezze stagioni!

Qui in Emilia la neve non ha ancora fatto la sua comparsa e le basse temperature sono orfane del paesaggio ovattato e romantico che i cumuli di neve sono capaci di garantire.

E’ chiaro che il clima stia mutando, sia per colpa dell’inquinamento e sia per i cicli geologici connesse alle diverse ere, ma probabilmente qualche esagerazione per convenienza viene divulgata.

Si presume che i cambiamenti in atto siano molto più rapidi che nelle precedenti Ere ma è comunque ancora tutto da accertare.

145 scienziati italiani hanno, un paio di anni fa, aderito ad un documento sottoscritto da 500 ricercatori di tutto il mondo dal titolo “Non c’è una emergenza climatica”.

“Il riscaldamento globale antropico – scrivono i firmatari  e riportato dall’ANSA — è una congettura non dimostrata e dedotta solo da alcuni modelli teorici climatici. La letteratura scientifica recente ha messo sempre più in evidenza l’esistenza di una variabilità climatica naturale legata soprattutto ai grandi cicli millenari, secolari e pluridecennali dell’attività solare e della circolazione oceanica, che sono stati responsabili di altri periodi caldi degli ultimi 10.000 anni”. Per i firmatari, “il cosiddetto consenso scientifico a favore del contributo antropico non sussiste, essendovi invece una notevole variabilità di opinioni tra gli specialisti del settore, climatologi, meteorologi, geologi e geofisici”. “E’ scientificamente poco realistico – prosegue l’appello – individuare nelle emissioni umane praticamente l’unica causa del riscaldamento osservato dal secolo passato ad oggi e, quindi, le previsioni allarmistiche per il prossimo futuro dedotte da modelli climatici proponenti tale ipotesi non sono credibili”.

 In attesa di maggiori certezze cerchiamo di stare all’erta e in apprensione, consolandoci con la serenità indotta da GF Vip e dal Festival di Sanremo.

Le preoccupazioni lasciamole alla prossima settimana.

 LINK UTILI

https://www.gazzettadellemilia.it/politica

https://www.huffingtonpost.it/entry/antonino-zichichi-il-cambiamento-climatico-dipende-dalle-attivita-umane-per-il-5-non-confondiamolo-con-linquinamento_it_5d91cef6e4b0ac3cddab740f/

https://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/clima/2019/09/30/climaappello-145-scienziatiuomo-non-e-il-solo-responsabile_ae18589f-5959-4354-93b0-4bd946251854.html

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