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Siccità: situazioni più critiche su Enza, Taro e Parma.

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Tiene la presa da Po ad Ongina grazie al nuovo impianto. L’infrastruttura irrigua sul Po a Polesine Zibello recentemente realizzata dalla Bonifica Parmense con fondi PNRR

Parma, 26 Giugno 2026 – In un quadro idro-climatico peggiorativo, in cui il comprensorio è fortemente condizionato dalla persistente siccità e dal calo delle portate fluviali, la Bonifica Parmense sta proseguendo nell’attività di irrigazione con la massima continuità possibile, anche attingendo alle scorte emergenziali di cui dispone e per le quali è titolare della relativa concessione di prelievo.

La situazione più critica è quella del bacino dell’Enza, che vive una scarsità idrica ormai endemica e dove, alla presa di Cerezzola, la disponibilità della risorsa risulta fortemente ridotta, con una portata attuale pari a circa 150 litri al secondo: una situazione grave che potrebbe far scattare, nei prossimi giorni, sulla base dei bollettini di ARPAE, l’impossibilità di proseguire il prelievo di risorsa idrica dal torrente per garantire il mantenimento del DMV (Deflusso Minimo Vitale) all’interno dell’alveo. Ad ogni modo, a seguito dell’ultimo Osservatorio dell’Autorità di bacino, in cui è stato dichiarato uno stato di severità idrica “media” su tutto il Distretto, il Consorzio è già al lavoro per predisporre, qualora necessario, la richiesta di prelievo in deroga al DMV che dovrà poi essere confermata dalla Regione Emilia-Romagna.

“In caso di prelievo in deroga al Deflusso Minimo Vitale (DMV) dal torrente Enza, il Consorzio farà ricorso alle proprie scorte di emergenza nei limiti della risorsa disponibile”, precisa il direttore generale della Bonifica Parmense, Fabrizio Useri, che aggiunge: “Al momento stiamo adottando tutti i criteri di gestione delle irrigazioni dando priorità alle colture che subiscono maggiori danni dalla carenza idrica e quelle servite da sistemi irrigui di precisione o a basso consumo idrico, nel rispetto di una turnazione equa tra tutti gli utenti e come previsto dal Regolamento irriguo consortile”.

Per quanto riguarda il comprensorio di Ongina, l’impianto – recentemente rifunzionalizzato grazie alla capacità del Consorzio di mettere a terra i finanziamenti PNRR – è attualmente in piena operatività h24, con portate comprese tra 800 e 950 litri al secondo e non si segnalano criticità nell’erogazione della risorsa; tuttavia permane una situazione di attenzione legata al livello del fiume Po, attualmente attestato intorno a 24,80 metri sul livello del mare: un ulteriore abbassamento del Grande Fiume potrebbe comportare criticità fino ad una possibile interruzione del servizio irriguo. La Bonifica Parmense sta ponendo massima attenzione ed un attento monitoraggio, poiché Ongina interessa una superficie attrezzata di ben 6850 ettari compresa tra i comuni di Busseto, Polesine Zibello, Soragna e Roccabianca, con prevalenza di colture quali erba medica, mais, pomodoro, soia e orticole.

Altra situazione critica è quella della presa sul Taro a Borgonovo, dove l’impianto opera attualmente con due pompe, ciascuna con portata di circa 300 litri al secondo per circa 10 ore al giorno, ma il cui funzionamento è limitato dai bassi livelli idrici del Taro; la risorsa integrata grazie al pozzo di Ronco Campo Canneto non consente di soddisfare integralmente il fabbisogno del comprensorio servito e anche in questo caso, se le condizioni di afa perdureranno, potrebbero scattare le limitazioni al prelievo per garantire il DMV. La Bonifica Parmense sta comunque già adottando criteri di gestione delle irrigazioni che danno priorità alle colture che subiscono maggiori danni dalla carenza idrica. Va meglio invece alla presa di Ramiola dove, pur se si registra un forte calo della risorsa irrigua, il Consorzio sta riuscendo comunque a garantire il servizio irriguo a pieno regime, con portate di prelievo pari a circa 500 litri al secondo.

Situazione di difficoltà, infine, anche alla presa sul torrente Parma, con l’impianto che opera quasi in continuo, in funzione delle richieste irrigue, con una portata media di circa 100 litri al secondo, non sufficienti a garantire il servizio a tutte le utenze, rendendo necessaria una gestione attenta e modulata della risorsa disponibile.

“Gli eventi estremi che ci hanno colpito negli ultimi anni continuano a dirci che il clima sta cambiando: alluvioni e siccità sono ormai una realtà che affrontiamo ogni anno e che mettono a dura prova la gestione dell’acqua – sottolinea Francesca Mantelli, presidente della Bonifica Parmense –. L’unica soluzione intelligente per mitigare questi effetti sul clima è cercare di lavorare sulla prevenzione e pianificare interventi infrastrutturali che possano permetterci di trattenere la risorsa idrica nei momenti di abbondanza, per poi poterla utilizzare anche nei momenti in cui c’è più scarsità: invasi di piccole, medie e grandi dimensioni”.

[Foto allegate: due immagini recenti del nuovo impianto sul Po della Bonifica Parmense a Foce Ongina, nel territorio di Polesine Zibello, PR].

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