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Cereals 2020: fiera agricola convertita al digitale

Cereals 2020: fiera agricola convertita al digitale

By meccagri at Giugno 11, 2020 | 22:45 | – Cereals, rassegna leader nel Regno Unito per la tecnologia agricola applicata ai seminativi in grado di attirare ogni anno migliaia di operatori del settore, ha fatto da apripista al calendario degli eventi in campo “reinventati” in forma virtuale a causa dell’emergenza Coronavirus.

Il Consorzio Parmigiano Reggiano lancia un piano per sostenere il riequilibrio delle condizioni di mercato

Il Consorzio Parmigiano Reggiano lancia un piano per sostenere il riequilibrio delle condizioni di mercato

Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio di tutela lancia un programma per arginare il crollo dei prezzi del Re dei Formaggi: il ritiro di 320 mila forme, misure per riequilibrare il mercato, un piano di marketing che consenta di ridare al valore al prodotto e di garantire buone condizioni di reddito alla filiera. Il piano proposto verrà presentato all’Assemblea dei Consorziati il prossimo 24 giugno

Parmigiano Reggiano -40%: la Cia chiede misure urgenti.

Parmigiano Reggiano -40%: la Cia chiede misure urgenti.

La pandemia negli ultimi 4 mesi ha accentuato trend iniziato nel 2019 che mette a rischio sostenibilità economica produttori

Roma 4 giugno 2020 – E’ allarme prezzi per il Parmigiano Reggiano negli ultimi 4 mesi (-20%), con la pandemia che ha accentuato un trend negativo cominciato già nel 2019. Il crollo ha aggravato una situazione pesantemente compromessa, determinando una discesa dei listini del 40% da novembre dello scorso anno a oggi. Così Cia-Agricoltori Italiani, che sottolinea il rischio per la sostenibilità economica di produttori e allevatori, con quotazioni all’origine che non consentono nemmeno di coprire i costi di produzione.

Oltre al danno congiunturale dell’emergenza Covid, che ha congelato gli sbocchi commerciali dell’Horeca e depresso l’export, si aggiunge un problema strutturale di squilibrio fra domanda e offerta, causato da politiche di programmazione che necessitano una urgente revisione. Per contrastare la crisi, Cia chiede, pertanto, al Consorzio del Parmigiano una forte azione di contrasto alla crisi in atto, sia nella pianificazione che nell’acquisizione di nuovi mercati. Cia sta lavorando con gli uffici competenti affinché vengano utilizzate tutte le risorse pubbliche rese disponibili dai decreti Liquidità e Rilancio, come i fondi emergenziali per le filiere in crisi e quello per gli indigenti, per poter ritirare il prodotto in eccedenza e alleggerire l’esubero dell’offerta. Per Cia è necessaria una nuova visione prospettiva del mercato che tuteli la sostenibilità economica degli allevatori, compromessa dal crollo del valore all’ingrosso del noto formaggio Dop.

Servono, dunque, strumenti di filiera e di pianificazione produttiva che garantiscano livelli remunerativi adeguati ai produttori, oltre a soluzioni rapide ed efficaci nel caso si verifichino crisi analoghe a quella in corso.

Tags: #formaggi #agricoltura #prodottitipici #qualità

Progetto comunitario ATLAS: obiettivo interoperabilità nell’agricoltura digitale

Progetto comunitario ATLAS: obiettivo interoperabilità nell’agricoltura digitale

By meccagri at Giugno 4, 2020 | 22:45 | – Realizzare una piattaforma di servizi digitali aperta per applicazioni agricole, che permetta a macchine agricole, sistemi di sensori e strumenti di analisi dei dati di interconnettersi in maniera flessibile superando il grave problema della mancanza di interoperabilità.

Si prefigge questo obiettivo ATLAS, acronimo di Agricultural Interoperability and Analysis System, un progetto di ricerca finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Horizon 2020 che vuole mettere a disposizione degli agricoltori la tecnologia digitale più avanzata, presupposto imprescindibile,  come ha dimostrato con grande evidenza anche la recente emergenza sanitaria  Covid-19, per conservare ed aumentare in modo sostenibile la produttività.

In altre parole, ATLAS intende porre gli agricoltori nelle condizioni di avere il pieno controllo dei loro dati e di poter decidere quali dati condividere con facilità, con chi e in quale luogo.

DAI BIG DATA GRANDISSIME OPPORTUNITÀ MA CON PROBLEMATICHE CHE VANNO RISOLTE

«È vero che l’agricoltura odierna è già digitalizzata in larga misura e che un agricoltore medio usa normalmente una grande quantità di differenti strumenti software – fa presente Stefan Rilling, coordinatore del progetto ATLAS – ma è ancora difficile e farraginoso mettere insieme tutti questi strumenti digitali, senza trascurare il fatto che gli stessi dati devono essere inseriti manualmente più volte in presenza di differenti sistemi, modelli e interfacce. Abbiamo a che fare con tecniche di coltivazione già molto avanzate ma l’ottimizzazione dei flussi di lavoro e l’incremento delle rese presuppongono l’elaborazione di enormi quantità di dati digitali con una alta risoluzione spaziale e temporale, provenienti da una moltitudine di differenti fonti». Di qui l’esigenza di definire una nuova generazione di standard per garantire l’interoperabilità dei futuri sistemi destinati all’agricoltura digitale.

Un dato che parla da solo: IBM stima che un’azienda agricola media può generare mezzo milione di data points al giorno che possono aiutare gli agricoltori a migliorare le rese e ad incrementare i profitti.

PROGETTO ATLAS: TRE ANNI DI DURATA E TRENTA PARTNER PROVENIENTI DA SETTE PAESI EUROPEI

«Il progetto ATLAS, la cui durata è fissata in 36 mesi fino a settembre 2022 e per il quale sono stati stanziati oltre 12.890 euro, coinvolge 30 partner provenienti da 7 Paesi europei: Germania, Svizzera, Grecia, Italia, Romania, Spagna e Lettonia – ci spiega Eugenio Cavallo, ricercatore dell’Istituto per le Macchine Agricole e Movimento Terra-Consiglio Nazionale delle Ricerche di Torino –. I partner del progetto sono aziende fornitrici di tecnologie per l’agricoltura  e loro associazioni, università e centri di ricerca, agricoltori e loro associazioni, distribuiti in tutta Europa.

LA VALIDAZIONE AVVERRÀ SUL CAMPO COMBINANDO L’IMPIEGO DI ATTREZZATURE AGRICOLE CON SISTEMI DI SENSORI E ANALISI DEI DATI

La tecnologia sviluppata attraverso il progetto ATLAS, finalizzata ad offrire l’interoperabilità hardware e software dei dati, viene testata e valutata, nell’ambito di una serie di studi pilota condotti in differenti contesti europei presso 13 aziende agricole, di cui 5 sono esclusivamente centri di ricerca, 6 svolgono un’attività commerciale e 2 abbinano all’attività commerciale quella sperimentale.

In particolare vengono presi in esame quattro campi di impiego di particolare rilevanza: 1) scambio di dati relativi all’agricoltura di precisione, 2) gestione dell’irrigazione guidata da sensori, 3) gestione del suolo basata su dati, 4) analisi comportamentale del bestiame.

I BENEFICI DELLL’AGRICOLTURA DIGITALE PER UN PUBBLICO PIÙ VASTO

Intorno a questi studi pilota, chiamati “Innovation Hubs”, sarà istituita una rete di utenti finali, fornitori di servizi, ricercatori e responsabili delle politiche in modo da rendere fruibili i benefici dell’agricoltura digitale ad un pubblico più vasto. Inoltre, attraverso finanziamenti opportuni, start-up innovative saranno chiamate a fornire i propri servizi attraverso l’utilizzo della piattaforma.

Al progetto ATLAS è dedicato un apposito sito raggiungibile all’indirizzo https://www.atlas-h2020.eu/ dove si possono reperire maggiori informazioni  e materiale informativo https://www.atlas-h2020.eu/dissemination-material/

UN SONDAGGIO PER GLI OPERATORI AGRICOLI E DUE, PIÙ SPECIFICI, RIVOLTI AI COSTRUTTORI

iene offerta anche la possibilità di partecipare a tre differenti sondaggi.

Il primo, a questo link https://www.atlas-h2020.eu/poll-1/, è destinato agli operatori agricoli per identificare quali siano, a loro avviso, le tecnologie più interessanti per il futuro dell’agricoltura. Si tratta di scegliere tra 5G, Intelligenza artificiale, Veicoli autonomi, Blockchain, Interoperabilità, IoT, Dispositivi mobili e Telerilevamento.

Il progetto propone inoltre altri 2 sondaggi destinati ad un pubblico più ristretto per meglio comprendere l’evoluzione, dal punto di vista delle aziende fornitrici, delle tecnologie per l’agricoltura digitale.

Il primo di essi è indirizzato ai costruttori di queste tecnologie https://www.umfrageonline.com/s/0285b7e mentre il secondo ha come target i costruttori dei sensori impiegati in tali soluzioni digitali https://www.umfrageonline.com/s/59a014c .

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Agricoltura. L’Emilia-Romagna difende il Parmigiano Reggiano: ecco le 7 misure indicate dalla Regione a tutela di un prodotto unico

Agricoltura. L’Emilia-Romagna difende il Parmigiano Reggiano: ecco le 7 misure indicate dalla Regione a tutela di un prodotto unico

L’assessore Mammi: “Inaccettabile riconoscere così poco guadagno a chi produce un bene straordinario, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo” 

Bando indigenti, aumento degli aiuti all’ammasso privato, nuovi accordi per risanare gli squilibri di mercato, finanziamento di tutti i progetti di filiera, una organizzazione comune di mercato per la zootecnia da inserire nella prossima Pac, sviluppo dell’e-commerce e tutela legale internazionale del marchio, le misure necessarie

Bologna – L’Emilia-Romagna scende in campo per difendere il Parmigiano Reggiano, un prodotto unico noto e amato non solo dai consumatori italiani che ora, complice anche la crisi innescata dal prolungato lockdown causato dall’emergenza Covid-19, rischia di attraversare una pericolosa fase di stop e non trovare sbocchi sul mercato.
L’eccessiva volatilità dei prezzi – problema strutturale del settore dei formaggi Dop – che ora sta portando a un crollo dei prezzi al caseificio anche del 30%, insieme alla crisi dei circuiti dell’export, che rappresenta circa il 40% delle vendite di questi prodotti e dell’Ho.Re.Ca., stanno infatti mettendo in forte crisi un comparto d’eccellenza per l’Emilia-Romagna che è la seconda regione in Italia per produzione di latte, con quasi 2milioni  di tonnellate prodotte e consegnate nel 2019.

“È inaccettabile riconoscere così poco guadagno a chi produce un bene straordinario, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo- afferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi– Con i prezzi che vediamo le aziende non stanno in piedi, non coprono nemmeno le spese. Si vanifica il lavoro, la dedizione, la passione di migliaia di lavoratori del comparto: bisogna intervenire con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione”. “I consumi interni di Parmigiano Reggiano non stanno diminuendo- prosegue Mammi-, e nemmeno diminuiscono i prezzi che i consumatori pagano nei negozi e nei supermercati, non si capisce allora perché vengano fatti prezzi così bassi ai produttori. Rischiamo davvero di indebolire aziende storiche che distribuiscono valore a interi territori, soprattutto a quelli più fragili come le aree interne. Come Regione cercheremo di contrastare ogni tentativo di speculazione e di tutelare i produttori”.

Il comprensorio del Parmigiano-Reggiano conta nella nostra regione 325 caseifici, 62% in forma cooperativa e i restanti privati e aziendali in parti uguali, 2652 allevamenti, il 64% dei quali ubicati in zona montana. Ecco allora le sette misure individuate dalla Regione, tra aiuti comunitari, statali e regionali, da attuare subito per dare ossigeno a un comparto economico vitale.
In primo luogo, occorre concretizzare rapidamente le misure del primo bando indigenti da 50 milioni di euro, dei quali 14 milioni e 500mila euro destinati ai formaggi Dop, per ritirare prodotto dal mercato a prezzo equo per i produttori.
Inoltre, l’incremento del Fondo indigenti contenuto nel Decreto Rilancio per indirizzare nuove risorse a ulteriore acquisto di formaggi Dop e di latte fresco italiano da destinare a latte Uht.
Venendo agli aiuti comunitari all’ammasso privato dei formaggi, occorre valutare una possibile riapertura dell’intervento con risorse nazionali, come contributo per le spese di stoccaggio, oltre ad aiuti diretti alle imprese di allevamento a compensazione di cali di produzione forzati per mancati ritiri o riduzione della loro valorizzazione.
Altra leva di sostegno alla produzione è agire sul credito di impostaper le imprese che dimostrino di utilizzare materie prime agricole e prodotti agroalimentari di origine italiana.
“È importante inoltre che la filiera- incalza Mammi– valuti seriamente la possibilità, concessa dalla Commissione europea, di utilizzare l’art 222 del Regolamento Ue 1308/2013, che consente di realizzare in periodi di grave squilibrio di mercato, accordi e decisioni tra agricoltori e loro associazioni, anche in deroga alle norme sulla concorrenza, per stabilizzare il settore”.
Per quanta riguarda la Regione, è prevista da subito una iniezione di liquidità. La legge di conversione del decreto Milleproroghe ha confermato infatti il rifinanziamento all’Emilia-Romagna di 21 milioni di euro, destinato al rimborso delle somme anticipate dalle Regioni a favore delle imprese agricole danneggiate da eventi calamitosi in anni passati.
Fondi che potranno essere impiegati per completare il finanziamento dei progetti della filiera lattiero casearia, il cui fabbisogno negli anni scorsi non è stato interamente soddisfatto per mancanza di risorse.
I progetti attualmente in attesa di finanziamento sono 8 e il fabbisogno per la concessione dei relativi contributi, ammonta a 17 milioni e 840mila euro. Tali risorse faranno da volano a investimenti per circa 49,5 milioni di euro. Tra le imprese che verranno finanziate con queste nuove risorse, la maggior parte si concentra nelle province emiliane legate alla produzione di Parmigiano Reggiano: Bologna, Modena, Reggio Emilia e Parma.

“Inoltre è indispensabile- sottolinea l’assessore- che nella nuova programmazione comunitaria 2021-2027 venga prevista un’Organizzazione comune di mercato zootecnica, per migliorare le relazioni tra gli anelli della filiera, favorirne la corretta programmazione e garantire una più equa distribuzione del valore all’interno della filiera, come già accade per altre produzioni del nostro Paese”.
“Infine- dichiara Mammi– serve anche uno sforzo significativo per la promozione del Made in Italy e sull’e-commerce, con un forte impulso alla digitalizzazione delle imprese e un approfondimento delle regole per la garanzia del consumatore: la Regione c’è e farà la sua parte al fianco del Consorzio e dei caseifici”.

Ultima leva, individuata dalla Regione, è la tutela legale internazionale per i prodotti Dop, un problema quanto mai attuale dal momento che gli effetti della crisi economica sul mutamento dei consumi, potrebbero portare inevitabilmente ad un aumento del rischio imitazioni. /BB

Urge liquidità, per non soccombere: il grido d’allarme del comparto metalmeccanico

Urge liquidità, per non soccombere: il grido d’allarme del comparto metalmeccanico

By meccagri at Maggio 28, 2020 | 17:52 | – Con un comunicato congiunto FederUnacoma, insieme ad altre otto associazioni della metalmeccanica e meccatronica, chiede uno sblocco immediato della liquidità, attraverso la semplificazione e velocizzazione dell’erogazione del credito, per sostenere le aziende del settore che rischiano di non sopravvivere alla grave situazione di crisi generata dall’emergenza epidemiologica.



IL RUOLO CRUCIALE SVOLTO DALLA METALMECCANICA

L’impatto dell’emergenza Covid-19 sulla filiera italiana della metalmeccanica, si legge nel documento, si sta rivelando ogni giorno più pesante e rischia di compromettere molto seriamente un settore di interesse nazionale, che occupa 1,6 milioni di addetti – risultando, così, secondo in Europa dopo quello tedesco – e il cui fatturato ammonta a 430 miliardi di euro.
La metalmeccanica riveste in tutti i Paesi industriali un ruolo fondamentale, sia dal punto di vista quantitativo (in termini di occupazione, valore aggiunto e scambi internazionali) sia da un punto di vista strategico: produce, infatti, la totalità dei beni d’investimento in macchine e attrezzature, attraverso i quali trasmette l’innovazione tecnologica a tutti i rami dell’industria e contribuisce in modo determinante alla crescita di un Paese e al mantenimento dei livelli di competitività dell’intero comparto industriale.
Le sue produzioni sono quindi alla base di molteplici filiere essenziali e interagiscono con quasi tutte le attività, non solo industriali.
 
UN COMPARTO DETERMINANTE PER LA TENUTA ECONOMICA DEL PAESE, MA AL TEMPO STESSO FRAGILE E VULNERABILE

Si tratta, fa presente il comunicato, di un settore composito e determinante per la tenuta economica del Paese e per il suo sviluppo futuro, con aziende di grandi dimensioni leader a livello mondiale su specifiche tecnologie, ma al tempo stesso di un comparto fragile, poiché le piccole e medie industrie che compongono in larga misura il nostro sistema produttivo sono più vulnerabili nella competizione internazionale.

UNA FASE DELICATA CHE NECESSITA DI INTERVENTI DI SOSTEGNO In un quadro così complesso come quello creato dalla crisi attuale, sostengono le associazioni firmatarie dell’appello, è innegabile che la maggior parte delle imprese della filiera della metalmeccanica si trovi ad affrontare una fase molto delicata, che fin dai primi giorni di lockdown ha fatto emergere la necessità immediata di interventi a supporto della liquidità, affinché le aziende potessero far fronte al crollo della domanda e del fatturato.

Le misure di garanzia varate con il Decreto Liquidità, tuttavia, non hanno ancora, nel loro complesso, prodotto pienamente gli effetti tempestivi invocati: le imprese hanno bisogno di poter contare subito sulla liquidità aggiuntiva.

SEMPLIFICAZIONE E TEMPESTIVITÀ LE PAROLE D’ORDINE

Occorre in prima battuta semplificare al massimo le procedure di concessione della garanzia e velocizzare l’erogazione del credito. Gli strumenti di garanzia possono poi essere ancora potenziati e ne va assicurata la continuità nei prossimi mesi attraverso stanziamenti congrui, che consentano alle imprese di tutte le dimensioni di beneficiare delle agevolazioni dello Stato.

RICHIESTO L’IMPEGNO DI TUTTI I SOGGETTI COINVOLTI Auspichiamo, in tal senso, dichiarano le associazioni di settore, di poter continuare a contare sul pieno e crescente impegno congiunto di tutti i soggetti coinvolti: dal Governo ai gestori delle misure di garanzia, fino al sistema bancario, il cui ruolo è determinante ai fini di una tempestiva messa a disposizione delle imprese della liquidità necessaria per superare l’emergenza.

Inoltre, con riferimento alla moratoria, riteniamo indispensabile che – in aggiunta a quella di legge introdotta per le PMI dal Decreto Cura Italia – sia previsto un intervento anche per le imprese di medio grande dimensione, che consenta loro di beneficiare delle flessibilità di recente annunciate dall’Autorità Bancaria Europea sul trattamento delle moratorie.

MOLTE IMPRESE A RISCHIO SOPRAVVIVENZA

«Questi interventi – si legge in chiusura del documento – sono necessari per scongiurare il rischio di una perdita di competitività da parte del sistema industriale italiano, soggetto ad un’agguerrita concorrenza internazionale, evitando asimmetrie rispetto alle filiere industriali di altri Paesi europei come Francia, Germania e Spagna.

Nei mesi di marzo e aprile, le aziende hanno fatto un grande sforzo per tutelare i dipendenti e per mantenere viva la supply chain nel suo insieme rappresentata da diversi subfornitori di piccole e medie dimensioni, rispettando i termini di pagamento. Per sostenerle è necessario uno sblocco immediato della liquidità. Ne va della loro stessa sopravvivenza.

LE NOVE ASSOCIAZIONI FIRMATARIE DELL’APPELLO

Le associazione firmatarie dell’appello, oltre a FederUnacoma sono: Anfia-Associazione nazionale filiera Industria automobilistica, Anie-Federazione nazionale imprese elettrotecniche ed elettroniche, Anima-Federazione delle Associazioni nazionali dell’industria meccanica varia ed affine, Assofond-Federazione nazionale fonderie, Assomet-Associazione nazionale industrie metalli non ferrosi, Federmeccanica-Federazione sindacale dell’industria metalmeccanica italiana, Federmacchine-Federazione nazionale delle Associazioni dei produttori di beni strumentali e loro accessori destinati allo svolgimento di processi manifatturieri dell’industria e dell’artigianato e Ucimu-Sistemi per produrre-Associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot, automazione e di prodotti a questi ausiliari,

Fonte: FederUnacoma

Fonte immagini: Argo Tractors (apertura), BCS, Berti, Nardi.

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