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7° CeMI. Quasi  mille operatori – 40% dall’estero – riuniti al Palazzo del Giaccio di Milano

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Milano, 8 maggio 2026 – Ad inaugurare il tradizionale evento organizzato da Granarie Milano, con la partecipazione di Granaria Bologna e Granaria Torino, è stata la tavola rotonda dal titolo Rischio, incertezza: nuova normalità? moderata da Angelo Frascarelli – docente di politica   agroalimentare dell’Università di Perugia, il quale a  rotazione ha intervistato i relatori intervenuti sulle cause della volatilità dei mercati e i rischi che comporta, oltre a chiedere loro di esporsi sulle possibili strategie da mettere in campo per affrontare le incertezze e i rischi che ne conseguono.

A rispondere, alcuni dei massimi esperti e conoscitori del loro specifico settore. Sono intervenuti Mauro Bruni – Presidente di Areté, The Agri-Food Intelligence Company,  Giorgio Dalla Bona

Ceo Cereal Docks International, Vicepresidente Coceral e ANACER, Davide Goldoni Responsabile Marketing e Prodotti BDI, Crédit Agricole, Alessandro Santi Ceo Sagem Srl, Past President Federagenti, Andrea Valente Ceo Molini Valente Spa, Vicepresidente Federprima.

Un’approfondita analisi della situazione geopolitica osservata dai diversi punti di osservazione dei relatori ha evidenziato uno scenario di estrema e ricorrente volatilità, nonostante da 4 anni non vi siano problemi di natura agronomica e climatica, che in altre epoche avevano influito pesantemente sui valori di mercato. 

Oggigiorno, come sottolineato da Dalla Bona, sono le esternazioni di Donald Trump a movimentare le borse. 

In breve sintesi la volatilità è divenuta una costanza, al punto che si potrebbe interpretare come una nuova normalità o, come invece ha sottolineato Alessandro Santi, “un continuo rapido adattamento agli shock” adeguando le risposte ai rapidi mutamenti.  

Crisi energetica  e volatilità premono più pesantemente sui prodotti agroalimentare condizionati come sono dalla alta deperibilità e dalla componente energetica, che arriva a incidere per il 50% sul prezzo (30% dai fertilizzanti e 20% dai trasporti).  

I relatori convergono unanimemente sulla necessità di impostare strategie differenziate in grado di massimizzare la marginalità, che nei cereali è bassissima, attraverso una attenta osservazione degli andamenti quotidiani dei mercati al fine di fare una oculata gestione dei prezzi cercando di avere consolidate coperture sia fisiche che finanziarie (future).

Sull’argomento è intervenuto Davide Goldoni anticipando che, in collaborazione con Granaria Milano, verranno istituiti dei workshop sull’utilizzo dei prodotti finanziari nella gestione dell’impresa. Strumenti che se ben utilizzati portano sensibili vantaggi. Una sempre più stretta relazione tra esperto finanziario e imprenditore  gioverà non solo alla gestione della liquidità ma anche al controllo dei prezzi e delle coperture, fisiche e in future.

Le strategie da adottare devono passare, secondo Mauro Bruni (Aretè), attraverso una puntuale analisi delle incertezze e dei rischi, al fine di convertire le incertezze in rischi e a questi portare la migliore soluzione. “Un processo costoso, per l’incidenza delle assicurazioni, dei future, degli analisti ecc…, ma indispensabile per ridurre al massimo il tasso di incertezza”.

Si parla sempre di volatilità e dei rischi connessi, mentre non si parla  più di competitività, d’impressa e di Paese. Basti pensare, conclude Bruni, che in “Italia il costo energetico è di 110€ KWatt/h, mentre la Germania parte da 80€ e la Francia da 50€ Kwatt/h.”

Non sono stati risparmiati giudizi negativi sulla operatività dell’Unione Europea che ragiona, secondo Dalla Bona, con “mentalità ottusa e agisce da farmacista”, pronta a imporre norme restrittive e applicare una anelasticità drammatica che arriva a respingere intere navi, rincara la dose Santi, per sforamenti millesimali dai limiti giungendo persino a “autodaziarsi” (ETS, Deforestazione ecc…).

Nella opinione pubblica e in UE, interviene Valente, non vi è contezza della difficoltà del periodo “o forse non vi è nemmeno la volontà politica”. Una politica definita “tafazziana” e incapace di proiettarsi nel medio e lungo periodo.

Pensiamo alla Cina che, dove controlla i porti,  le esportazioni di quel Paese verso i Paesi terzi sono ridotti del 19% perciò, sottolinea l’esperto della logistica, ed è perciò che “dobbiamo investire sui nostri porti”. 

Concludendo, In forza delle condizioni geopolitiche in rapida e discontinua evoluzione, i mercati delle commodity stanno vivendo un periodo di non facile interpretazione ed è perciò, che un evento di tale statura e ampiezza come il “CeMI”, può effettivamente contribuire a una migliore percezione delle tendenze evolutive dei prezzi delle materie prime agricole.

Infatti, già in seguito alla Tavola Rotonda, alle evidenze negative portate alla luce e analizzate, è già possibile intravedere delle soluzioni, in parte adottabili dalle imprese, in parte dal “sistema Paese”, quindi dalla politica che sono perciò così sintetizzabili:

1-    Diversificazione di prodotti e fornitori;

2-    Utilizzo si sistemi intermodali;

3-    Affinare una intelligenza geopolitica;

4-    Impronta digitale importante per gestire finemente i flussi;

5-    Investire sui porti nostrani;

6-    Porre attenzione ai prezzi e marginalità entrando anche in maggior relazione con le banche;

7-    Analizzare le incertezze e affrontare i rischi;

8-    Rivitalizzare le imprese;

9-    Stringere relazioni in partnership con altre imprese;

10- Infine spingere per una maggiore competitività del sistema Paese.

A fare gli onori di casa, in apertura della giornata, è stata la Presidente di Granaria Milano, Barbara Soravia Gnocco, che ha preso la parola per ringraziare i tanti e qualificati relatori e operatori intervenuti (circa 980) a questa settima edizione del CeMI. “La Presidente ha sottolineato quanto il CeMi sia cresciuto edizione dopo edizione affermandosi un evento italiano di riferimento nel trading cerealicolo europeo”

Dopo  il convegno l’evento è proseguito con le sessioni di incontri liberi un’occasione apprezzata per consolidare relazioni e scambiarsi preziose informazioni sui mercati internazionali.

 

(In foto la Presidente Barbara Soravia Gnocco tra i due Vice Presidenti Alessandro Alberti e Mario Boggini)

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