Di Mario Boggini e Virgilio Milano, 9 settembre 2026 – Segnalazione del 25 agosto 2026 –
Al di là dei mercati internazionali, spinti al rialzo da vari fattori speculativi, il mercato interno sembra divertirsi a far dannare tutti!
I proteici: contingentati nelle quantità a disposizione, specie la farina di soya (e questa è la seconda volta nel 2026 che si osserva una stretta sulle messe a disposizione) con gli altri proteici che logicamente vanno a “rimorchio”. Per il 2027 la farina di soya è sempre più cara: (ieri quotavano 390€ partenza porto Venezia la proteica) più eventuale tassa EUDR di 25€, più il costo del trasporto, e i non si pensi che gli altri proteici su questi 25€ non vogliano marginalizzare… quindi questa incauta tassa, se applicata, avrà un effetto inflattivo!
I cereali: Il mais nella confusione più totale con l’acquisto di origine tassativa Ucraina sempre più difficile, specie se abbinata al requisito 3 o 2 ppb di aflatossina. Prezzi alti e poco trattabili. Per l’alimentare è presto per dire cosa succederà.
Grano e orzo logicamente più fermi.
Cruscami che dovrebbero lentamente ridimensionarsi.
Fibrosi sempre più cari.
Oggi a Milano sarà una rilevazione, quotazioni di difficile gestione, sicuramente si avrà maggior chiarezza il prossimo mercato all’ 01/09.
Il tutto a fronte di mercati del latte e della carne non brillanti.
Anche ad offrire merce, giustificando possibili rincari, solo pochi hanno effettuato minime coperture, perché le incertezze sono molte, è vero, ma ci si dimentica che il nostro mercato è governato da pochi grandi gruppi che dal 2020, in poi, hanno sempre marginalizzato utili sulle difficoltà e sulle occasioni e lo hanno imparato bene. Quindi a volte è più rischioso non avere prenotato posizioni che averne.
Per le bioenergie il mercato dorme: troppi trinciati “scappati” o danneggiati stanno alimentano il mondo dei biodigestori con bassi valori mercantili.
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I giochi di mercato sono sempre più difficili…e purtroppo in tanti lavorano senza “reti di protezione”.


La Farina di soya, (27 agosto 2026), quota il settembre a 330,40$ per Short/ton dicembre/gennaio /marzo è a valori oltre i 340$.
Mais quotazione in cents$ per bushel pari a circa 186€ tonnellata in USA.
Logicamente anche il mercato nazionale si adeguerà, ma con un fattore moltiplicativo: sulla farina di soya, oggi (27/8) siamo intorno ai 410€ ton per disponibilità. Sul mais per i vari gradienti sanitari e
qualitativi più i problemi logistici dall’Est, oggi il mais 5/4000 al porto si carica a circa 270€ ton.
OSSERVAZIONI
Trasmetto quanto ha scritto ad inizio mese, il collega S. Ruffato della FIMAA
Mar Nero, mais e logistica: riflessioni su uno scenario possibile Agosto 4, 2026 10:37 am
Il tema della sicurezza della navigazione nel Mar Nero torna periodicamente al centro dell’attenzione.
Senza entrare negli aspetti geopolitici, può essere interessante chiedersi quali effetti potrebbe avere un’eventuale interruzione delle esportazioni marittime sul mercato del mais. L’esperienza del 2022 suggerisce una prima considerazione: il mercato internazionale reagirebbe probabilmente con un rialzo delle quotazioni, incorporando il maggior rischio di approvvigionamento. È un meccanismo già osservato quando viene meno uno dei principali canali di esportazione mondiali. Meno
scontato è ciò che potrebbe accadere all’origine. L’ipotesi delle direttrici ferroviarie. Se una parte consistente del mais ucraino non potesse più essere esportata via nave, i flussi si concentrerebbero inevitabilmente sulle direttrici ferroviarie. Tuttavia, la capacità del sistema terrestre è nettamente inferiore a quella portuale e difficilmente riuscirebbe ad assorbire gli stessi volumi. In uno scenario di questo tipo, i venditori si troverebbero a competere per una capacità logistica limitata, aumentando la pressione di vendita presso i terminal ferroviari di confine. Le quotazioni FCA o FOR potrebbero quindi subire una temporanea pressione ribassista, nonostante il contestuale aumento dei prezzi internazionali. Il nodo dei costi della logistica ferroviaria A questo si aggiungerebbe con ogni probabilità un incremento dei costi della logistica ferroviaria. La maggiore domanda di carri,
locomotive, trasbordi e servizi terminalistici finirebbe per ampliare il differenziale tra il prezzo all’origine e quello pagato dall’acquirente finale. Per questo motivo, più che chiedersi se il mais salirà o scenderà, sarebbe forse più corretto interrogarsi su come evolveranno gli spread tra le diverse basi commerciali. In una situazione di questo genere, il prezzo CIF nei mercati di destinazione potrebbe aumentare, mentre quello FCA o FOR all’origine potrebbe risentire del maggiore peso della logistica. Il valore della commodity non verrebbe distrutto, ma redistribuito lungo la filiera del trasporto.
Naturalmente si tratta di una riflessione teorica, non di una previsione. Ogni crisi presenta caratteristiche proprie e i mercati reagiscono sempre in funzione del contesto. Tuttavia, l’esperienza degli ultimi anni ricorda come, nelle commodity agricole, non siano soltanto le quotazioni assolute a raccontare il mercato: spesso sono gli spread tra origine e destinazione a spiegare dove si stia realmente creando, o perdendo, valore. Simone Ruffato – Componente del Comitato direttivo della Consulta della Mediazione merceologica di FIMAA Italia“
Indici 25 agosto 2026
L’indice dei noli b.d.y. è salito a 2.882 punti, il petrolio wti è sceso a circa 85 $ al barile, il cambio €/$ gira a 1,16561 ore 08,22

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Mario Boggini – esperto di mercati cerealicoli nazionali e internazionali – (per contatti +39 338 6067872) – Valori indicativi senza impegno, soggetti a variazioni improvvise. Questa informativa non costituisce servizio di consulenza finanziaria ed espone soltanto indicazioni-informazioni per aiutare le scelte del lettore, pertanto qualsiasi conseguenza sull’operatività basata su queste informative ricadono sul lettore.
Officina Commerciale Commodities srl – Milanoe a circa 76$ al barile, il cambio €/$ gira a 1,14477 ore 9,07
(*) Noli – L’indicatore dei “noli” BDY è un indice dell’andamento dei costi del trasporto marittimo e dei noli delle principali categorie di navi dry bulk cargo, cioè quelle che trasportano rinfuse secche. Il BDI può anche costituire un indicatore del livello di domanda e offerta delle rinfuse secche.
(Foto Antonio Nunno Puglia)

(Pastificio Andalini Spa)


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Intervista Boggini sulla situazione delle materie prime e delle conseguenze della Guerra in Ucraina:: https://www.ruminantia.it/ucraina-disponibilita-e-prezzi-delle-materie-prime-le-considerazioni-di-mario-boggini/
Vi segnaliamo 3 link interessanti https://youtu.be/dwj32baom5A
YT – https://youtu.be/Gydsyq4BryM
Ruminantia – https://www.ruminantia.it/la-tempesta-perfetta-del-mercato-delle-materie-prime-cosa-emeglio-fare-2/
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