Facciamo un poco di analisi/riflessioni: vero è che importiamo il 54-56% dei cereali che ci servono, e che importiamo il 75% dei semi e farine proteiche, ed è altrettanto vero che nel mondo non manca nulla, ma con questo caldo qualche riflessione è doverosa:
il Mais È una coltura con un elevato fabbisogno idrico, soprattutto durante la fioritura e l’allegagione delle pannocchie. Se in questa fase manca acqua e le temperature superano spesso i 35°C, l’impollinazione può essere incompleta e le pannocchie rimangono private di molti chicchi.
Le piante chiudono gli stomi per limitare la perdita d’acqua, rallentando la fotosintesi e quindi la crescita. Il risultato può essere un calo delle rese anche molto significativo; nei casi più gravi, se la siccità è prolungata e non si può irrigare, alcune coltivazioni possono risultare fortemente compromesse. Inoltre, la pianta stressata da insetti e caldo comprometta la sua sanità.
Foraggi (erba medica, prati, loietto, sorgo ecc.) I prati permanenti rallentano la ricrescita dopo lo sfalcio. L’erba medica, pur essendo più resistente grazie alle radici profonde, riduce comunque la produzione con caldo e siccità persistenti. I prati destinati al fieno producono meno biomassa e spesso anche di qualità inferiore, con un contenuto proteico più basso. I pascoli tendono a seccarsi precocemente, costringendo gli allevatori a utilizzare le scorte di fieno con largo anticipo.
Le conseguenze si estendono anche agli allevamenti e si diminuisce la disponibilità di foraggio aziendale; aumenta la necessità di acquistare mangimi e fieno, spesso a prezzi più elevati. Il caldo provoca inoltre stress e inappetenza negli animali, con riduzioni della produzione di latte uova e carne che possono essere importanti durante le ondate di calore. Per quanto riguarda la situazione attuale il Nord Italia presenta un deficit di precipitazioni accumulato dalla primavera e una disponibilità idrica inferiore alla media, anche se, nel complesso, la situazione non appare ancora grave come la grande siccità del 2022. Tuttavia, se le alte temperature dovessero continuare senza piogge significative, il rischio di perdite per mais e foraggi aumenterebbe rapidamente.
Quindi non ci mancheranno certo semi oleaginosi o proteine ma avremo un mercato diverso per quanto riguarda il Mais e suoi derivati e sappiamo quanto la zootecnia prediliga il mais rispetto ad altri cereali, (i signori alimentaristi se ne faranno una ragione?) e già da ora mentre il mercato locale sul breve medio periodo è ancora (per poco) stagnante sui mesi futuri le quotazioni sono cambiate. E anche le garanzie sanitarie saranno più care!
Ma avremo un problema in più: le fibre! La campagna bieticola nazionale è ormai minimale, i foraggi industriali li esportiamo in paese del Nord Africa e del Medio Oriente che pagano di più.
Quindi un nuovo allarme e punto di criticità saranno le fonti di Fibra.
Ora si disdegna il mais per avanti perché caro, si disdegna la farina di soya perché un anno fa costava sui futuri (12mesi) 50- ma in un anno tante cose sono cambiate) e infine meglio non dimenticarsi delle fibre che per ora non sono ancora esplose. Attenzione alle buccette di soya, paglie, polpe, foraggi, mediche disidratate. Inoltre, già sappiamo, che anche i trinciati di mais stanno andando in sofferenza.
Dal punto di vista della geopolitica la chiusura di Hormuz, dimostra come la logistica sia sempre più importante e determinante.
Quindi nel mercato interno abbiamo queste tendenze:
Mais: in sensibile aumento per quanto scritto sopra e per possibili scoperture su agosto.
Grani: in leggero aumento in simpatia e trascinamento del mais, stessa influenza sull’orzo.
Cruscami: minime variazioni, il caldo rende difficile la loro collocazione e messa a magazzino
Proteici: minime variazioni in calo per colza e girasole integrale, mentre il comparto farine di
soia segna ancora un leggero aumento. Segnaliamo che le quotazioni sul 2027, si sono rafforzate
Semi oleosi: in forte aumento per gli stessi timori di logistica sul Mar Nero, ma a breve
dovrebbe arrivare un carico a Ravenna che probabilmente raffredderà le quotazioni.
Fibrosi industriali: invariati, eccezion fatta per il fieno di erba medica, che soffre del clima
Mediche e foraggi il settore risente del clima avverso e inizia a segnare valori più sostenuti.
La morale è sempre quella: quando la merce costava poco sarebbe stata buona cosa compere! Questa bolla speculativa probabilmente durerà sino a metà settembre poi dovrebbe calmarsi, fatto salvo eventi non prevedibili oggi. Comunque, i cereali resteranno più cari rispetto le campagne passate. Per i proteici i giochi sono più complessi, ma anche qui sperare di rivedere la farina di soya base porto è pura UTOPIA.
Per il mondo delle bioenergie abbiamo materiali sostenibili a basso valore, e crediamo che questi andranno poi a incarare stante la probabile povertà di amido di molti trinciati E anche qui vale il consiglio scritto sopra
Indici 23 luglio 2026
L’indice dei noli è 2.670 punti, il petrolio wti è salito a circa 82 $ al barile, il 1,1058 ore 12,58..rile, 1,13979 ore 8,05.

(*) Noli – L’indicatore dei “noli” BDY è un indice dell’andamento dei costi del trasporto marittimo e dei noli delle principali categorie di navi dry bulk cargo, cioè quelle che trasportano rinfuse secche. Il BDI può anche costituire un indicatore del livello di domanda e offerta delle rinfuse secche.
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Mario Boggini – esperto di mercati cerealicoli nazionali e internazionali – (per contatti +39 338 6067872) – Valori indicativi senza impegno, soggetti a variazioni improvvise. Questa informativa non costituisce servizio di consulenza finanziaria ed espone soltanto indicazioni-informazioni per aiutare le scelte del lettore, pertanto qualsiasi conseguenza sull’operatività basata su queste informative ricadono sul lettore.
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(*) Noli – L’indicatore dei “noli” BDY è un indice dell’andamento dei costi del trasporto marittimo e dei noli delle principali categorie di navi dry bulk cargo, cioè quelle che trasportano rinfuse secche. Il BDI può anche costituire un indicatore del livello di domanda e offerta delle rinfuse secche.
(Foto Antonio Nunno Puglia)

(Pastificio Andalini Spa)


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