Cereali e dintorni. Sottoprodotti ben poco “sotto”

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di Mario Boggini e Virgilio – Milano, 24 novembre 2021 – I prezzi rilevati alla chiusura del 23 novembre 2021: 

(tra parentesi le variazioni sulla seduta precedente in cent. di dollaro per Bushel per semi corn e grano in Dollari per tonnellata corta per la farina).

Come si può osservare, i cereali, con il grano in testa, continuano la loro marcia, (la maledizione continua: in Australia piove troppo, il Nord Africa non manda nessuna asta di grano deserta), solo i proteici hanno avuto un leggero assestamento, inoltre domani i mercati in USA saranno chiusi per la giornata del ringraziamento, pertanto si prospetta una sorta di ponte sino a lunedì, ed oggi quindi i fondi d’investimento prendono protezione e a conferma infatti il telematico è in aumento.  

Ma non è tutto: 

  • – diverse catene agro alimentari si stanno inceppando quindi ci si sente rispondere specie per alcuni derivati (considerati i prezzi non è opportuno chiamarli sottoprodotti): “possiamo rinnovare i contratti sino a marzo, non oltre perché poi ci mancano gli ordinativi”. Questo vale per le farinette di mais, vale per i prodotti dell’industria del riso, ma varrà anche per i grassi animali, speriamo non per gli oli, varrà per i distiller ecc… ecc. 
  • – Stante il fatto che la situazione logistica ferroviaria e su gomma, continua ad essere critica, mentre la navale si sta lentamente normalizzando la situazione delle scorte interne per vari prodotti rimarrà delicata. 
  • – Diverse materie prime scarseggeranno, sul nostro mercato, ma forse scarseggeranno anche sugli scaffali dei supermercati per i prodotti che da essi derivano!
  • – vari commercianti stanno riducendo il loro commercio sia per problemi di finanza, di quantità e di rischio.  
  • – gli importatori fanno sempre più i preziosi e lavorano solo con chi ha rating assicurativo, e comunque anche sulle posizioni future non regalano nulla.  

Per questi 5 motivi opportuno allertarsi per trovare giuste coperture, fisiche o cartacee per arrivare almeno oltre il primo trimestre 2022, per le materie prime, mentre per i derivati occorrerebbe valutare posizioni di coperture più lunghe. Infine con gli alimentaristi di fiducia potrebbe convenire  valutare prodotti alternativi, prima che arrivino altre ristrettezze. 

Per il mondo dei biodigestori vale la stessa identica situazione, anzi qui potrebbe anche essere maggiormente complicata. 

Questa situazione non è Italiana, non è Europea, è Mondiale, con le scorte basse e la finanza assetata di guadagni senza remore; la normalità si avrà solo a fronte di buoni raccolti e a fronte di consumi in calo, la somma dei due fattori rimpinguerebbe le scorte mondiali, e forse i fondi molleranno la presa. 

In alternativa brutto a dirsi sarebbe auspicabile una crisi finanziaria in Cina.

INDICI INTERNAZIONALI 24 NOVEMBRE 2021

L’indice dei noli B.D.Y è salito a 2.715↑↑↑punti, il petrolio wti salito a 78$↑↑↑ al barile, e il cambio gira a  1,12190 ↑↑↑ore 10,50.Il Dollaro tiene il suo apprezzamento sull’Euro 

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@Pastificio.Andalini #Pastificio.Andalini 

(*) Noli – L’indicatore dei “noli” BDY è un indice dell’andamento dei costi del trasporto marittimo e dei noli delle principali categorie di navi dry bulk cargo, cioè quelle che trasportano rinfuse secche. Il BDI può anche costituire un indicatore del livello di domanda e offerta delle rinfuse secche.

Mario Boggini – esperto di mercati cerealicoli nazionali e internazionali – (per contatti +39 338 6067872) – Valori indicativi senza impegno, soggetti a variazioni improvvise. Questa informativa non costituisce servizio di consulenza finanziaria ed espone soltanto indicazioni-informazioni per aiutare le scelte del lettore, pertanto qualsiasi conseguenza sull’operatività basata su queste informative ricadono sul lettore. 

Officina Commerciale Commodities srl – Milano

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