Home Agroalimentare Chi decide il destino dell’acqua? La nuova partita europea sui fiumi

Chi decide il destino dell’acqua? La nuova partita europea sui fiumi

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L’acqua non è una risorsa come le altre. È la condizione essenziale della vita, dell’agricoltura, dell’allevamento, delle città e dell’industria. Proprio per questo, mentre l’Europa affronta siccità sempre più frequenti, dove la manipolazione del clima è ormai sdoganata, a fronte di una crescente competizione per le risorse idriche, assume particolare rilevanza la trasformazione delle politiche sui corsi d’acqua.

L’Unione europea ha fissato un obiettivo preciso: contribuire al ripristino di almeno 25.000 chilometri di fiumi a scorrimento libero entro il 2030. Il principio è quello della rinaturalizzazione e della rimozione delle barriere considerate obsolete.

Ma c’è una domanda preliminare che non può essere elusa: chi stabilisce che una barriera è davvero inutile?

Una piccola briglia può sembrare irrilevante, ma può invece avere effetti sul rapporto tra fiume e falda, sostenere un sistema irriguo, contribuire alla disponibilità locale di acqua o svolgere una funzione nella gestione dei sedimenti e delle piene. Un’opera vecchia, dunque, non è automaticamente un’opera inutile.

La rete delle rimozioni

In questo processo l’Europa ha inserito il Dam Removal Europe, coalizione internazionale che riunisce organizzazioni come WWF, The Rivers Trust, The Nature Conservancy, European Rivers Network, Rewilding Europe e Wetlands International.

Non si tratta di un organismo dell’Unione europea. La coalizione, tuttavia, produce dati e mappe, sviluppa strumenti tecnici, costruisce reti tra organizzazioni e promuove la rimozione delle barriere come strumento di ripristino fluviale.

Nel 2025 ha registrato almeno 603 rimozioni in 21 Paesi europei, un record. E il fenomeno non riguarda soltanto le grandi dighe: una parte significativa degli interventi interessa piccole briglie, sbarramenti e attraversamenti.

È proprio questo l’aspetto politicamente più rilevante perché la trasformazione riguarda migliaia di piccole opere distribuite nei territori.

Le grandi infrastrutture hanno generalmente gestori, concessioni, dati e responsabilità ben definite. Le opere minori possono invece essere classificate più facilmente come obsolete. Ma prima della demolizione dovrebbe essere obbligatorio accertare quale funzione svolgano ancora e quali conseguenze avrebbe la loro rimozione.

Quando entra il finanziamento privato

Un altro attore è Open Rivers Programme, iniziativa filantropica finanziata da Arcadia con importanti risorse destinate alla rimozione delle barriere fluviali.

Il punto delicato è che il finanziamento non riguarda necessariamente soltanto la demolizione. Può sostenere anche l’identificazione delle opere, gli studi preliminari, le analisi di fattibilità, la progettazione e altre attività preparatorie.

Questo pone una questione di governance, non necessariamente di conflitto d’interessi: chi finanzia la produzione delle conoscenze e l’avvio dei progetti può contribuire a orientarne le priorità.

Non significa sostenere l’esistenza di un disegno occulto. Significa chiedersi chi stabilisca quali opere debbano essere studiate per prime, quali territori diventino casi pilota e quali progetti arrivino alla fase successiva.

La questione diventa ancora più importante quando alla filantropia possono affiancarsi, successivamente, strumenti pubblici.

La convergenza con le politiche europee

Open Rivers Programme non è un fondo europeo e Dam Removal Europe non è un’agenzia dell’Unione. Sono soggetti distinti. Esiste però una convergenza documentata con il quadro europeo sul ripristino dei fiumi.

La Commissione europea presenta Open Rivers Programme nel contesto della Missione Horizon Europe dedicata al ripristino delle acque. Parallelamente, le politiche europee mettono a disposizione diversi strumenti finanziari potenzialmente utilizzabili per interventi di questo tipo: dal programma LIFE a Horizon Europe, fino ai fondi di coesione e agli strumenti della politica agricola.

Il meccanismo da osservare è quindi quello della scalabilità: un progetto nasce localmente, viene studiato e finanziato, diventa un modello e può successivamente essere replicato o inserito in programmi più ampi.

La domanda democratica è semplice: chi controlla l’intera catena delle priorità, dalla scelta del problema alla destinazione delle risorse pubbliche?

Il caso italiano

Anche l’Italia è coinvolta. Un progetto sostenuto da Open Rivers Programme ha puntato, tra l’altro, alla costruzione di reti tra organizzazioni, al coinvolgimento delle autorità e all’individuazione di bacini pilota.

Il caso del Giovenco, in Abruzzo, è significativo. In quell’area sono stati individuati diversi piccoli sbarramenti, alcuni ancora associati a funzioni concrete e altri inutilizzati o privi della loro funzione originaria. Nel 2024 cinque briglie sono state rimosse con finanziamenti di Open Rivers Programme.

Non è necessario stabilire a priori che quelle rimozioni siano state giuste o sbagliate. La questione è un’altra: quali dati sono stati utilizzati per decidere e quali effetti sono stati misurati prima e dopo l’intervento?

La stessa normativa europea riconosce che le barriere possono avere funzioni socioeconomiche: approvvigionamento idrico, irrigazione, acqua potabile e protezione dalle inondazioni. La rimozione deve quindi confrontare il beneficio ecologico con le eventuali conseguenze sulla gestione dell’acqua.

Anche il rapporto tra fiume e falda merita attenzione. La letteratura scientifica mostra che la rimozione di una diga può modificare, in determinate condizioni, i livelli delle acque sotterranee. Non significa che ogni demolizione provochi un impoverimento della falda. Significa che gli effetti non possono essere esclusi senza adeguate misurazioni.

È qui che dovrebbe concentrarsi il dibattito.

Non in una contrapposizione ideologica fra «cemento» e «natura», ma nella verifica caso per caso delle funzioni di ogni opera, dei benefici ambientali della rimozione e delle possibili conseguenze sulla sicurezza idrica.

Ogni fiume ha una storia. Ogni territorio ha un equilibrio. E prima di rimuovere una barriera bisogna sapere, con dati verificabili, che cosa accadrà all’acqua.

Link utili:

[F16] Commissione europea – Barrier removal for river restoration (2021, PDF) https://environment.ec.europa.eu/system/files/2021-12/ Barrier%20removal%20for%20river%20restoration.pdf    

[F17] EUR-Lex – Strategia UE sulla biodiversità per il 2030, COM(2020) 380 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A52020DC0380 

[F18] EUR-Lex – Commissione, attuazione Direttiva quadro acque, COM(2025) 2 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A52025DC0002  

[F19] CORDIS – AMBER, Horizon 2020, project 689682 https://cordis.europa.eu/project/id/689682 [F20] CORDIS – DANUBElifelines, Horizon Europe, project 101213836 https://cordis.europa.eu/project/id/101213836  

[F21] CORDIS – DANUBE4all, Horizon Europe, project 101093985 https://cordis.europa.eu/project/id/101093985  

[F22] CORDIS – MERLIN, Horizon 2020, project 101036337 https://cordis.europa.eu/project/id/101036337  

[F23] CINEA – Connected rivers seminar: #LIFEis30 and Dam Removal Europe special event https://cinea.ec.europa.eu/news-events/events/connected-rivers-seminar-lifeis30-and-damremoval-europe-special-event-2022-05-20_en [F24] CINEA – LIFE: allowing rivers to flow freely and cleanly again (2026) https://cinea.ec.europa.eu/news-events/news/life-allowing-rivers-flow-freely-and-cleanlyagain-2026-03-26_en 

[F25] Confederación Hidrográfica del Segura – rimozione di due azudes, PRTR/NextGenerationEU https://chsegura.es/en/confederacion/prensa-publicaciones-y-difusion/noticias/La-CHS-eliminados-azudes-sin-uso-en-la-Reserva-Natural-Fluvial-del-Rio-Zumeta/  

[F26] Ayuntamiento de Pamplona – diga del molino de Ilundáin, RUNA 2025/NextGenerationEU https://www.pamplona.es/actualidad/noticias/adjudicados-los-trabajos-para-la-eliminacion-de-lapresa-del-molino-de-ilundain  

[F27] Nazioni Unite – Sustainable Development Goal 6 https://sdgs.un.org/goals/goal6 [F28] Open Rivers Programme – Giov & Go, fase pre-demolizione https://openrivers.eu/projects/202203331-giov-go-towards-a-free-flowing-giovenco/  

[F29] Open Rivers Programme – Giov & Go, dam removal https://openrivers.eu/projects/202407582-giov-go/ [F30] ANSA – Rimosse barriere fluviali lungo il fiume Giovenco, 7 novembre 2024 https://www.ansa.it/amp/abruzzo/notizie/2024/11/07/rimosse-barriere-fluviali-lungo-il-fiumegiovenco_04d0b1c9-a961-4a7e-b27b-1e1ae19fb191.html  

[F31] Open Rivers Programme – Barriers of Aterno-Pescara: assessment and prioritisation https://openrivers.eu/projects/202612842-aterno-pescara-assessment-and-prioritisation-italy

[F32] Rewilding Apennines – nuovi progetti Aterno-Pescara e Giov & Go 2.0, 19 luglio 2026 https://rewilding-apennines.com/it/news/rewilding-apennines-apre-due-nuovi-fronti-per-i-fiumidellappennino-un-altro-passo-avanti-verso-gli-obiettivi-europei-di-ripristino-fluviale/  

[F33] ParteciPa – Consultazione per la definizione del Piano Nazionale di Ripristino https://partecipa.gov.it/processes/ConsultazionePianoRipristino  

[F34] Open Rivers Programme – Free the Rivers!, Switzerland https://openrivers.eu/projects/202510735-free-the-rivers-switzerland/ 

[F35] Open Rivers Programme – Can dam removals help reduce greenhouse gas emissions? https://openrivers.eu/news/dam-removal-ghg-emissions/  

[F36] Journal of Hydrology – groundwater hydraulic head depletion induced by river dam removal, DOI 10.1016/j.jhydrol.2024.131801 https://doi.org/10.1016/j.jhydrol.2024.131801  

[F37] PubMed – Null et al. 2014, Optimizing the dammed: water supply losses and fish habitat gains https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24594701/ 

[F38] PubMed – studio su contaminanti e sedimenti nella rimozione di una piccola diga https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/16565804/ 

[F47] Dam Removal Europe – South-Eastern Europe report https://damremoval.eu/see-report/

Foto copertina: immagine generata dall’AI

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