DOVE CI PORTA LA DEGUSTAZIONE – IL PINOT NERO di MARCO BUVOLI

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Ciao Andre, cosa ci presenti quindi oggi nel tuo periodico momento di approfondimento alla degustazione per noi?

Non potevo non parlarvi in qualità di nuovo ambasciatore del pinot nero, di uno dei vini che ho scelto ed usato nella prova finale di abbinamento, in occasione della finale del master sul Pinot Nero. 

I Monti Lessini e Colli Euganei sono areali famosi per la produzione di Durello e Sirio (nome del Moscato Giallo locale). Ma devo dire che in decisa controtendenza, troviamo Marco Buvoli, un vero artigiano del vino, amante di Champagne e vini di Borgogna e come dargli torto…che ha intrapreso una strada differente. 

Grande appassionato di jazz, ha lavorato per molto tempo nel settore automobilistico, ma successivamente, incalzato da un hobby che diventava sempre più presente nella sua vita, ha trasformato poi questa sua inclinazione in pura passione e vera sfida personale; ha deciso di cambiare la sua vita, diventando un artista nella creazione di sua maestà il pinot nero. 

(PH.1 – Cop)

Ci troviamo in località Gambugliano in provincia di Vicenza in una realtà che incarna a pieno il termine “garagista”, trasformato infatti in un vero laboratorio, ha assunto a pieno titolo il significato del nome aziendale “Opificio”. I vigneti sono posti su terreni argillosi e calcarei con esposizioni sud-ovest, protetti dalle colline ma segnati da forte caldo e irraggiamento tipico della zona.

Questo è il regno dove nasce un Pinot Noir di grande finezza e dalle sensazioni sottili, nonostante la zona sia molto umida a livello climatico, circostanza normalmente contraria per un Pinot di tale pregio. Parliamo di una piccolissima realtà con 7 ettari vitati ed una produzione di bollicine metodo classico non vintage, ma caratterizzata da assemblaggi, che in base al periodo di affinamento, danno il nome al vino. Abbiamo quindi ad esempio: “Tre Brut, Quattro Brut, Cinque Pas Dose, Super Sei (la parola “Sei” viene aggiunta se i tempi di sboccatura sono diversi rispetto all’epoca classica in cui si procede a tale pratica, e a seguire Dieci Extra Brut etc. per citarne altri.

(PH 2)

Uno dei segreti di Marco, oltre alla passione, è senza dubbio il suo continuo confronto con l’assaggio di bottiglie di Champagne e di Borgogna, affrontati con grande umiltà e proposizione naturale all’ascolto dei propri consumatori, che del suo vino lo portano a rivederne idee ed impostazioni, fattori non da poco in una società del vino sempre più contorta, superba, avida e decisa da egoismo personale. 

Tornando al fattore più importante, dal 2001 per ogni annata Marco mette da parte la“cuvee perpetuel” che ricordo significa l’insieme di assemblaggi lasciati a riposo, in cui poi ogni anno vi si aggiunge alle botti il vino della nuova annata. Il loro scopo è equilibrare, concentrare e dare vini succosi, seguendo l’idea di produzione dei grandi champagne francesi maestri nelle “cuvee de prestige”. Attenzione non confondiamo questo metodo con il sistema “solera”, perché vi sono delle piccole ma significative differenze.

Tre Brut s.a, 100% Pinot Nero (36 mesi sui lieviti)

(PH 3)

Questo e un BdN, ricordiamo abbreviazione di Blanc de Noir (cioè da solo uve a bacca nera), molto strutturato e di pienezza che gioca sulle note acido-ossidative. Marco predilige dosaggi bassi come in molti dei sui prodotti. All’assaggio, tensioni minerali derivante dal terreno, sono seguite da note di pesca per una bolla molto educata nella sua effervescenza e segnata da lunga persistenza di corpo.Vino adatto sia da aperitivo e a tutto pasto.

Abbinamento con fungo porcino affumicato al ginepro, spennellato con erbe e misto ai mirtilli in consommé di funghi e vino. Per gioco di contrasti, al fine di creare una nuova sensazione nel palato.

(PH 4)

da L’Equilibrista@lequilibrista27 Andre Senoner @andre_somm_

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