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Il Paese dei Balocchi.

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Di Lambert Glue EmiliaInWeb, 13 settembre 2026 – Quale migliore appendice alla collana sulla “Economia delle Emergenze”.

Al Forum di Cernobbio ha lasciato di stucco (per essere gentili) il fantasioso discorso del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che con il suo straordinario allineamento al pensiero globale dominante, si è consacrato come il migliore Presidente che l’Italia abbia mai avuto.

L’Unione Europea – scrive Sergio Mattarella – costituisce tuttora la manifestazione più eclatante al mondo di condivisione di sovranità, sorretta da valori comuni, capace di assicurare pace, diritti, prosperità diffusi a un gruppo di Stati, adusi per secoli a combattersi l’un l’altro.

I suoi successi sono indiscutibili – e per questo, talvolta, invidiati e osteggiati – al pari della sua attrattività, tuttora intensa e vitale.

La sua vocazione a proiettare verso l’esterno partenariati basati sul reciproco beneficio, iniziando da quello economico e commerciale, con diversi interlocutori, attraversa una stagione espansiva ed è ben testimoniata dal numero di Accordi di libero scambio recentemente siglati con Stati e associazioni di Stati di ogni continente.

Di questo modello di rapporti internazionali cooperativi, alternativo alla logica del più forte o del profitto di rapina come unico parametro, dobbiamo andare orgogliosi: come in tutte le aree strategiche dove l’Unione interviene, è infatti la persona a essere messa al centro.

Questa scelta di fondo ha fatto sì che l’UE abbia saputo costruire un progetto continentale ambizioso e avanzato, attento alle dimensioni dell’inclusione sociale, della tutela dell’ambiente, coniugate con la crescita economica.

L’Unione Europea, lungi dal pensare di rinunciare ai suoi valori, appare più che mai un’impellente necessità per affermare standard di vivibilità per i popoli dell’intero pianeta.

Il suo contributo a un ordinamento internazionale equo e condiviso è prezioso e, su questo terreno, l’Europa deve saper giocare assumendo iniziative piuttosto che attestarsi su moduli di mera difesa.

I necessari e urgenti cambiamenti nel funzionamento delle sue istituzioni, nella composizione, nella tempestività delle decisioni, nelle priorità, sono indispensabili per affermare le volontà espresse dalla sovranità dei popoli che in essa si riuniscono.

Le società civili dei vari Paesi, il sistema delle imprese, sanno di avere una responsabilità speciale e un ruolo nel consentire all’Unione di essere rilevante, di avere una propria identità, per continuare a rappresentare un modello virtuoso cui ispirare le relazioni internazionali.

L’attuale contesto internazionale non ammette indugi.

Occorre un chiaro percorso di azione affinché tornino a prevalere modalità di convivenza pacifica in seno alla Comunità degli Stati in un quadro giuridico e istituzionale condiviso e rispettato.”

Una visone altamente positiva, come ogni buon leader deve interpretare per orientare l’ottimismo al suo popolo, che solo apparentemente è un “popolo bue”.

Seppure siano tanti i creduloni, lobotomizzati dai sistemi digitali e da una informazione main stream monocorde di una insistenza vomitevole, non si pensi che prima o poi l’incantesimo della streghetta “Ursula”, non venga a esaurirsi.

Dalla Sassonia un primo segnale è arrivato.

La “valanga nera” come dispregiativamente è stata etichettata la vittoria  straboccante di AFD, è la dimostrazione che forse un primo risveglio potrà esserci. Il 44,7% in mano all’AFD, definito partito di “Ultradestra” , manda un buon segnale che a differenza di quello che vogliono far credere, non è il risultato di un ristretto gruppo di estremisti di destra ma l’espressione più autentica e democratica della estrema rottura di zebedei.

La rivolta tedesca e quella che verrà da altri Land e regioni d’Europa è unicamente dettata dal grande distacco del pensiero dei civili da quello dei propri governanti. Una distanza siderale!

I cittadini europei NON VOGLIONO:

  1. La guerra con la Federazione Russa e nemmeno il sostegno all’Ucraina;
  2. L’orientamento guerrafondaio dei nostri leader, nessuno escluso;
  3. Il Green Deal come è stato imposto con le conseguenze economiche disastrose che ha comportato;
  4. Le ossessionanti imposizioni Europee sulla vita civile: dagli affitti governati, alla identità digitale, alla “Città 30” e al politicamente corretto che ha alienato la migliore tradizione linguistica;
  5. L’accoglienza indiscriminata e non controllata;
  6. La compressione delle libertà, compresa quella di pensiero;
  7. Infine gli autoritarismi antidemocratici come la Commissione Europea, la BCE e i tentativi di dare ancor più potere ad altri Organismi Sovranazionali, come ad esempio l’OMS. Organismi totalmente slegati dalla volontà popolare.

Nel Paese dei balocchi “prestidigitatori” ci fanno vedere pace, diritti, prosperità diffusi, ci fanno immaginare di essere addirittura invidiati, ma all’uscita del teatro, ci si accorge di non avere nemmeno un penny per comperare lo zucchero filato al nostro bambinetto.

Meditate gente, meditate!

 (Vignetta di copertina di Romolo Buldrini altre generate con AI) –

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