Di Lambert Glue EmiliaInWeb, 16 agosto 2026 – “Il conflitto di interessi” e il capitolo “Gli Stati sono il potere finanziario e le istituzioni finanziarie sono gli Stati”.
Nel saggio L’economia delle emergenze. Dalle pandemie alla guerra (Arianna Editrice), Davide Rossi analizza come la gestione permanente delle crisi (sanitarie, belliche ed energetiche) sia diventata un vero e proprio modello di governo. I due capitoli “Il conflitto di interessi” e “Gli Stati sono il potere finanziario e le istituzioni finanziarie sono gli Stati” rappresentano il cuore dell’analisi economica e istituzionale del libro.
1. Sintesi del capitolo: “Il conflitto di interessi”
In questo capitolo, Davide Rossi applica il metodo d’indagine della «pista dei soldi» per evidenziare come i conflitti di interesse abbiano ormai permeato i livelli decisionali della politica, della sanità e dell’informazione:
Vuoti legislativi calcolati: L’autore sostiene che le lacune normative sul conflitto di interessi e sulle attività di lobbying non siano frutto di sviste parlamentari o ritardi burocratici, bensì scelte deliberate volte a favorire grandi gruppi di potere private ed entità sovranazionali.
La redistribuzione al contrario: Durante le fasi emergenziali, si assiste a una netta asimmetria economica: a fronte del progressivo impoverimento del ceto medio e del tessuto di piccole e medie imprese, la ricchezza dei grandi gruppi multinazionali (in particolare nei settori farmaceutico, tecnologico e finanziario) registra aumenti vertiginosi.
Compromissione degli organi regolatori: Il capitolo mette in luce la frequente sovrapposizione tra controllori e controllati (fenomeno delle “porte girevoli”), in cui funzionari pubblici, consiglieri governativi e dirigenti degli enti di vigilanza mantengono legami diretti o indiretti con le corporazioni finanziate e avvantaggiate dalle normative d’urgenza.

2. Sintesi del capitolo: “Gli Stati sono il potere finanziario e le istituzioni finanziarie sono gli Stati”
In questo capitolo l’autore ribalta un luogo comune della narrativa politica contemporanea.
La falsa contrapposizione tra Stato e mercato: Rossi confuta la tesi secondo cui il potere economico multinazionale dilagherebbe a causa dell’assenza o della debolezza dello Stato.
Al contrario, dimostra che le grandi oligarchie finanziarie e industriali prosperano proprio grazie allo Stato, che mette a disposizione il proprio monopolio coercitivo e legislativo per tutelarle e garantirne l’espansione.
Un’unica costellazione di potere: Stato e mercati finanziari non sono attori distinti in lotta tra loro, ma costituiscono un’unica rete integrata di potere politico, economico, tecnologico e militare. Le leggi dello Stato vengono impiegate per limitare la concorrenza, incanalare la spesa pubblica e il debito verso settori strategici protetti.
La guida diretta dei tecnocrati: L’ingresso diretto di esponenti del mondo bancario e della grande finanza ai vertici delle istituzioni di governo segna il superamento della democrazia rappresentativa.
Attraverso lo strumento dello stato di emergenza perenne, le decisioni economiche essenziali vengono sottratte al dibattito parlamentare e alla sovranità popolare, trasformando l’apparato statale nell’esecutore politico delle direttive dei grandi mercati finanziari.
Covid19, invasore e invaso, esportazione della democrazia e guerra preventiva non vi creano preoccupazioni in merito a quello che potranno ancora inventarsi?
O volete ascoltare ancora l’invito “preferite i condizionatori accesi o la pace in Ucraina? Oppure “Se non ti vaccini ti ammali e muori”…
Meditate gente, meditate!




(Vignetta di copertina di Romolo Buldrini altre generate con AI) –
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