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 Parmigiano Reggiano si conferma la più importante DOP italiana ottenuta in montagna: superato il 22% della produzione totale

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Di Guglielmo Mauti Reggio Emilia, 22 luglio 2026 –

Ieri pomeriggio presso la sede del Consorzio del Parmigiano Reggiano è stata presentata la 60° edizione della Fiera di Casina , giunta ormai alla 60° edizione. 

Questo evento imperdibile attira migliaia di visitatori per celebrare il Re dei formaggi di montagna con degustazioni, showcooking e il rinomato Palio in Piazza 4 Novembre, dove i due caseifici che si classificheranno al primo postoverranno celebrati insieme ai vincitori degli altri 11 Palii del Parmigiano Reggiano 2026 in una serata di gala in cui sarà assegnato il prestigioso Casello d’Oro (la cui prossima edizione si terrà a Berlino a febbraio 2027). 

La presentazione è stata l’occasione per raccontare i numeri di un comparto alimentare in continua crescita, nonostante le difficoltà economiche di un sempre maggior numero di famiglie (circa 2/3 del totale) e un costante inverno demografico che vede il numero di nascite attestarsi sulle 320.000 unità, come ha evidenziato il Presidente Nicola Bertinelli

Parmigiano Reggiano si conferma tuttavia il più importante formaggio Dop ottenuto in montagna, con oltre il 22% della produzione totale. Nel 2025 la produzione degli 82 caseifici di montagna della Dop (situati nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna a sinistra del fiume Reno) ha superato le 921.000 forme, con un aumento del +4,2% sul 2024 e del +20,4% sul 2016, anno in cui è stata inaugurata la politica del Consorzio di rilancio e valorizzazione. Cresce in parallelo anche la produzione di latte, che tocca quota 436.000 tonnellate (+2,6% sul 2024), grazie al lavoro dei 785 allevatori oggi attivi sull’Appennino emiliano. 

All’incontro hanno preso parte anche l’Amministratore Delegato Andrea Lori, il Direttore generale Riccardo Deserti e il Sindaco di Casina Stefano Costi, il cui Comune è stato riconosciuto l’anno scorso  come “Città del formaggio” da parte di ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggio).

I progetti per rilanciare il Parmigiano, soprattutto quello di Montagna sono tanti e tutti già avviati o in fase di definizione. Si va dalla certificazione Parmigiano Reggiano “Prodotto di Montagna”, già operativa dal 2016, pensata per dare maggiore sostenibilità economica al territorio e offrire ai consumatori garanzie ancora più stringenti sull’origine e la qualità del formaggio, al  Piano Regolazione Offerta, che ha introdotto sconti specifici e un bacino quote latte dedicato espressamente alle zone montane, fino ad arrivare a dei Piani di sviluppo (PSA) che facilitino l’ingresso dei Giovani nel settore, garantire il ricambio generazione ed evitare lo spopolamento delle zone montane. Perché, come ha dichiarato Lori, oltre alla sostenibilità ambientale, è necessario considerare anche quella economica in aree che hanno limiti fisici e necessità di riorganizzarsi. 

I numeri confermano il successo di queste iniziative: oltre 218.000 forme lavorate da 30 caseifici certificati, con una quota di quasi il 24% della produzione nelle zone di montagna. 

In fase di avviamento anche l’ambizioso progetto “Vivi il parmigiano reggiano”, che intende trasformare il ns prodotto pregiato in una vera e propria esperienza turistica, con l’obiettivo di coinvolgere oltre 400.000 nel prossimo quinquennio nelle zone appenniniche dei Caseifici.

«Il Parmigiano Reggiano si conferma l’asse portante dell’economia dell’Appennino emiliano, la più importante Dop prodotta in quota», dichiara Nicola Bertinelli, Presidente del Consorzio – «Operare in queste aree significa affrontare sfide continue e costi superiori, ma il presidio agricolo-zootecnico è essenziale per la sopravvivenza stessa della montagna. Senza il Parmigiano Reggiano, l’agricoltura in queste zone verrebbe abbandonata. Invece, grazie all’opera del Consorzio, alla certificazione “Prodotto di Montagna” e al progetto “Vivi Parmigiano Reggiano”, stiamo trasformando queste sfide in opportunità, costruendo un ecosistema turistico di qualità, dove paesaggio, tradizioni e accoglienza si fondono per attrarre visitatori consapevoli, dando linfa vitale a zone straordinarie che meritano di essere vissute e raccontate. »

Stefano Costi, Sindaco di Casina  si è detto soddisfatto “Come Amministratore, produttore di parmigiano e cittadino, credo che il questo progetto “Vivi Parmigiano Reggiano” sarà fondamentale per il rilancio del settore in montagna, dando un contributo fondamentale al mantenimento delle comunità in zone altrimenti a rischio abbandono. Le oltre 42 latterie che saranno presenti spiegano che la Fiera non è solo di Casina ma di tutto l’Appennino.”

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