Di Lamberto Colla Parma, 11 ottobre 2026 – L’approvazione definitiva alla Camera (avvenuta l’8 ottobre 2026) della nuova legge elettorale, ribattezzata dalla maggioranza “Stabilicum” e criticata dalle opposizioni con i nomi di “Melonellum” o “legge truffa”, ridisegna radicalmente le regole del voto.
Neanche da credere. Le opposizioni erano in disaccordo col Governo e tra di loro nonostante, da che mondo è mondo, quasi tutti i governi hanno tentato e spesso sono riusciti a cambiare le modalità di accesso al voto, con motivazioni auree, ovviamente, e nessuno dichiarava l’opportunismo, compreso il governo Renzi ,che di questa legge è in parte il padre putativo, anche se oggi si oppone.
Le nuove modalità di voto molto probabilmente saranno più favorevoli alle opposizioni. Infatti potranno giustificare la sconfitta determinata dal “Melonellum” e potranno chiamare a raccolta i loro Centri Social, ancora imbufaliti dagli sfratti, per mettere a ferro e fuoco le città in nome dell’Antifascismo e in favore della Palestina.
Prima di arrivare alle conclusioni facciamo un riassunto del nuovo sistema elettorale e delle ragioni delle opposizioni.
Il nuovo sistema supera il precedente Rosatellum e prevede:
Impianto proporzionale corretto da un premio di maggioranza: Viene assegnato un premio (70 seggi alla Camera e 35 al Senato) alla lista o alla coalizione che raggiunge la soglia del 42% dei voti in entrambe le Camere.
Candidato Premier: Sulla scheda è obbligatorio indicare il nome del candidato alla presidenza del Consiglio.
Voto e Preferenze: È previsto un sistema misto con capilista bloccati e il ritorno delle preferenze.
Altre novità: Introduzione del voto esteso per i fuori sede e i caregiver familiari, e regole specifiche per le soglie e le firme di presentazione.
L’opposizione, come anticipato, ha duramente osteggiato il provvedimento, inscenando proteste plateali nell’aula di Montecitorio con cartelli recanti scritte come “Legge truffa”, “No all’imbroglio” e slogan incentrati sul contrasto tra le priorità del governo e le emergenze sociali (come sanità e caro-energia). Almeno hanno avuto il buongusto di non portare bandiere e cartelli PROPAL.
La segretaria Elly Schlein ha guidato l’attacco frontale contro la maggioranza, focalizzandosi sul tempismo e sulle motivazioni politiche della riforma. L’accusa principale è di opportunismo. Il PD ha rimproverato alla maggioranza di aver impiegato mesi a discutere e blindare una legge a proprio uso e consumo per “paura degli elettori”, anziché occuparsi dei problemi reali del Paese, come il caro-energia, i salari e la crisi delle imprese.
Il PD ha anche stigmatizzato la forzatura parlamentare su un tema fondamentale come le regole democratiche del voto, definite un vestito cucito su misura per blindare la coalizione di governo a scapito della rappresentanza autentica dei cittadini.
Il presidente Giuseppe Conte ha espresso una netta bocciatura del provvedimento durante le dichiarazioni di voto.
Non piace il rischio di Perpetuazione del potere. Secondo il M5S, lo Stabilicum rappresenta un meccanismo difensivo studiato dalla premier e dai suoi alleati per blindare le poltrone e conservare il potere nel momento in cui avvertono il calo del consenso e il rischio di perdere le elezioni.
Ad infastidire il Movimento è la combinazione di sbarramenti, premi di maggioranza e assetti dei listini che a loro dire serve essenzialmente a sterilizzare la voce delle opposizioni e a limitare la libera scelta dei cittadini.
Si sono espressi negativamente anche Azione, Italia Viva e Più Europa, sollevando obiezioni sia di merito tecnico che di impostazione politica.
Sono il nodo della stabilità e della rappresentanza i punti particolarmente evidenziati i partiti moderati di sinistra.
Pur sollevati dalla conclusione di un iter parlamentare che ha monopolizzato l’attenzione del Parlamento a discapito di altri dossier, hanno criticato l’architettura del premio di maggioranza al 42%, giudicato o troppo rigido o potenzialmente rischioso in caso di mancato raggiungimento della soglia (con lo spettro di ingovernabilità o di larghe intese forzate).
Forti perplessità sono state espresse anche su aspetti tecnici specifici e sui requisiti d’accesso per le liste minori e i movimenti civici (come la corposa raccolta di firme richiesta), considerati ostacoli sproporzionati alla competizione democratica.
Conclusioni
I saldi di fine stagione sono iniziati e ogni partito oggi trova la soluzione migliore da proporre.
Peccato che alla guida del Governo le cose cambiano e i condizionamenti da parte dei “padroni” oltreoceano sono sempre presenti.
Poi c’è sempre chi “Vuol Sbragare” e allora giù con bonus 110%, il “reddito di Cittadinanza”, mentre altri, con il loden sgualcito, han posto l’austerity ai poverelli introducendo le misure lacrime e sangue, dalla “Fornero” a un deleterio “Fiscal Compact” attraverso il quale si guadagnarono 15 punti di debito pubblico. Le scellerate politiche di austerity causarono un cataclisma economico e politico dal quale tutt’oggi non ci si può dire ripresi. Ora il Presidente Mario Monti cerca di smarcarsene, additando l’Europa (che agnellino non è) come origine di tutti i mali, E lui da dove arriva?
Come Finirà?
L’opposizione ora tenterà la carta della giustizia appellandosi alla Corte Costituzionale.
Meditate gente, meditate!





(Vignetta di copertina di Romolo Buldrini altre generate con AI) –
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