Non era un pregiudizio, ma la consapevolezza della loro naturale predisposizione ad essere accumulati, a danno dei più poveri e dell’anima delle persone. Nelle sue omelie ripeteva spesso che il pane che sopravanza non è altro che il pane di chi non ne ha, mentre le tuniche appese nell’armadio, sono proprio quelle che mancano a chi non ha di che vestirsi.
Le monete, oggetto del desiderio dell’avidità di usurai e delle banche, attraverso i secoli hanno cambiato forma e sostanza. L’introduzione in tempi più moderni di artifizi contabili, hanno accresciuto a dismisura la loro capacità di accumulo.
L’attuale moneta in uso, detta a debito, viene creata direttamente da banche private attraverso prestiti. L’80-90% della moneta in circolazione, infatti, nasce come debito creato da banche commerciali (fonte: economia&politica).
Sono diversi gli analisti che vedono in questo tipo di moneta il vero “mostro” che affligge l’economia mondiale.
Il meccanismo è semplice:
- La banca (privata) crea moneta attraverso un prestito
- L’operazione genera il capitale, ma non gli interessi
- Per pagare gli interessi serve nuova moneta, che a sua volta genera altro debito su cui gravano altri interessi
- Così all’infinito
Da questo giochino non se ne esce e il debito non può essere mai ripagato.
Sull’argomento vi invito a vedere QUI un interessantissimo video in cui lo scrittore e saggista Cosimo Massaro spiega in modo chiaro i danni prodotti da questo circolo vizioso. Chi vuole approfondimenti più precisi e dettagliati, può leggere il libro “USUROCRAZIA SVELATA” sempre di Cosimo Massaro (QUI il suo blog).
L’attuale congiuntura caratterizzata da guerre in varie parti del mondo, mette in pericolo i mega accumuli di denaro. La soluzione? Ce la suggeriscono ovviamente i banchieri.
San Basilio Magno aveva ragione. Se non il diavolo, chi mai avrebbe potuto partorire un sistema così pernicioso e malefico?
SatiLeaks by Gianfranco Colella (Quotidianoweb.it) 29 marzo 2026
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