Roma/Bologna, 17 Febbraio 2026 – “La proposta di legge che punta a vietare il consumo di carne equina è un vero e proprio schiaffo alla cultura gastronomica e all’identità del nostro territorio.
È una proposta che è stata incardinata ‘in quota opposizione’ voluta dal Movimento 5 Stelle e sposata da Avs, e che vorrebbe trasformare per legge il cavallo in un ‘animale d’affezione’, cancellando con un tratto di penna secoli di tradizione. La posizione della Lega è chiara: non permetteremo che un’impostazione ideologica smantelli una parte viva della nostra storia e del nostro sistema agroalimentare”.
Lo dichiara Laura Cavandoli, deputata parmigiana della Lega e capogruppo in Commissione Agricoltura alla Camera.
“Parliamo di una filiera che in Italia è sottoposta a controlli sanitari rigorosi e puntuali, ben più stringenti rispetto a quanto avviene in molti Paesi esteri da cui provengono prodotti importati. Questo significa garantire sicurezza, tracciabilità e tutela della salute dei consumatori, oltre a valorizzare il lavoro di allevatori, macellai e operatori che rappresentano un presidio economico e sociale fondamentale. Difendere questa filiera significa difendere qualità, trasparenza e lavoro italiano”.
Sul piano regionale interviene anche Tommaso Fiazza, consigliere regionale della Lega in Emilia-Romagna.
“Questa non è una battaglia di partito, ma una battaglia di territorio. Per questo mi auguro che sindaci e consiglieri regionali di tutti gli schieramenti, a partire da quelli dell’Emilia-Romagna, prendano posizione con chiarezza contro questa assurdità. Quando è in gioco la storia, il lavoro e l’identità delle nostre comunità, non dovrebbero esistere bandiere politiche, ma solo la responsabilità di difendere ciò che siamo”.
“L’Emilia-Romagna ha costruito la propria reputazione sulla qualità delle sue produzioni e sulla serietà dei controlli. Parma, in particolare, è uno dei simboli più riconosciuti di questa tradizione. Qui la carne equina non è un’eccezione, ma una consuetudine radicata, che fa parte della cultura popolare e dell’economia locale. Non possiamo accettare che decisioni calate dall’alto, lontane dalla realtà dei territori, mettano a rischio attività storiche e il lavoro di tante famiglie”.
“Per Parma e la sua provincia – ricordano gli esponenti parmigiani del Carroccio -, il cavallo e l’asino non rappresentano solo un comparto economico, ma un pilastro della nostra identità. Parliamo di una storia che affonda le radici almeno nell’Ottocento, dalla prima beccheria dell’Oltretorrente fino al rito del sabato mattina per l’acquisto del ‘cavàl pisst’. Proibire il consumo di queste carni significherebbe mettere fuori legge piatti iconici del territorio, come la nostra ‘vecchia’, lo stracotto d’asinina o il pesto di cavallo, cancellando un pezzo autentico della memoria parmigiana”.
“Come Lega continueremo a difendere le nostre filiere e a tutelare la libertà di scelta dei cittadini e il lavoro delle nostre macellerie storiche, che garantiscono standard di sicurezza e qualità altissimi. Una cosa è promuovere il benessere animale, su cui siamo da sempre in prima linea, un’altra è voler smantellare per legge un patrimonio di ricette e tradizioni che tutto il mondo ci invidia”, concludono Cavandoli e Fiazza.













































